Politica Bassano del Grappa

Diga sul Vanoi: scintille tra Bassanese e Bellunese

Mentre il consigliere regionale Lorenzoni attacca il progetto caro a palazzo Balbi che secondo il Consorzio Brenta dovrebbe contrastare la penuria d'acqua tra Vicentino e Padovano, i sindaci del comprensorio di Lamon minacciano azioni eclatanti perché temono l'impatto idrogeologico di un'opera a rischio frana che in Trentino viene duramente osteggiata

Il consigliere regionale Arturo Lorenzoni del gruppo misto spara a palle incatenate sul progetto della diga sul torrente Vanoi che ritiene una soluzione sbagliata al problema reale della penuria d'acqua che da anni si registra lungo l'asta del Brenta tra Bassanese, Vicentino e Padovano. Il j'accuse nei confronti della giunta regionale veneta e del Consorzio di bonifica Brenta (noto ai più come Consorzio Brenta con sede a  Cittadella nel Padovano) è contenuto in una nota di fuoco diramata dallo stesso consigliere del gruppo misto ieri 29 luglio.

Secondo Lorenzoni ai fini di ottimizzare la risorsa idrica ci sono soluzioni assai più economcamente ed ecologicamnete sostenibili, come quelle della ricarica indotta e diffusa della falda che palazzo Balbi, secondo il consigliere che milita nella opposizione di centrosinistra, non ha deciso di sondare. La bordata di Lorenzoni peraltro giunge in un momento particolare. I sindaci del Nordest vicentino su input politico della giunta regionale veneta, a trazione leghista, stanno votando o sono pronti a votare una serie di atti di indirizzo politico (in gergo ordini del giorno) coi quali chiedono di proseguire col progetto caldeggiato dal governatore veneto il leghista Luca Zaia.

Come racconta di Tva Vicenza nel Tg andato in onda ieri la novità ha scatenato le ire dei sindaci del Bellunese che minacciano azioni eclatanti. In prima fila c'è il comune di Lamon, che assieme ai comprensori trentini di Canal San Bovo e di Cinte Tesino è tra i territori più esposti rispetto ai rischi idrogeologici e al rischio di frana in capo ad un opera che dovrebbe essere realizzata nel Veneto per quanto concerne la diga e in Trentino per quanto concerne il maxi invaso. La stessa opera da settimane è al centro di una querelle senza fine. Una parte rilevante della politica trentina peraltro accusa il Veneto di aver proceduto nella fase di progettazione, senza interpellare la Provincia autonoma: cui spetta peraltro la parola definitiva.

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