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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Economia Zermeghedo

Concia e contratti, Donazzan coi nervi a fior di pelle

Palazzo Balbi entra nella querelle al vetriolo in corso tra Unic e Federconcia rispetto all'accordo che regola i rapporti di lavoro in un settore strategico per l'Ovest vicentino

Il caso delle opacità nei contratti della concia, un settore strategico per l'Arzignanese e tutto l'Ovest vicentino, si inasprisce. Dopo il j'accuse di Fiadel, un sindacato indipendente molto combattivo, indirizzato a Triplice, Confindustria e Confartigianato (che da tempo invece sono in sintonia con palazzo Balbi), si è scatenato l'inferno. Inferno che ha preso le forme di un fuoco di sbarramento. Tanto che è proprio l'esecutivo regionale a prendere posizione con una nota vergata ieri 13 gennaio e firmata dal presidente della giunta regionale Luca Zaia in persona.

Il quale attacca: «I lavoratori della concia hanno diritto a un contratto di lavoro chiaro e univoco, che però non è stato firmato da importanti parti. È una situazione che va affrontata con spirito di squadra e con chiarezza da parte di tutti gli attori». Ancora più dure sono le parole di Elena Donazzan, assessore regionale al lavoro. La quale dalle colonne del portale Laconceria.it se la prende con il contratto alternativo nel settore concia sottoscritto appunto dal sindacato Confial e da Federconcia, che fa riferimento a un gruppo di imprenditori del settore pelle che si sta bruscamente allontanando dalla galassia Unic-Confindustria, con quest'ultima che da settimane teme lo spettro dell'emorragia.

Quell'accordo, fa sapere la Donazzan, che si schiera quindi non solo con Unic, ma anche con Cgil-Filctem, Cisl- Femca e Uil-Uiltec (la triplice, facendo scoppiare il caso in ottobre aveva veementemente protestato davanti alla conceria Tre emme di Zermeghedo additando quest'ultima e Federconcia di avere sottoscritto «un contratto pirata») costituisce una «anomalia nel quadro della contrattazione collettiva nazionale, che sta avendo una stagione di proliferazione dei contratti, che preoccupa il quadro politico ed economico. Il contratto collettivo nazionale conciario attualmente in vigore infatti, con scadenza giugno 2023, è quello siglato a gennaio 2021 da Unic - Concerie italiane insieme alle rappresentanze sindacali di settore. Non quello, come ricorda una nota congiunta di conciatori e sindacati, approvato da due soggetti di cui non si hanno informazioni. E dei quali - attacca ancora la bassanese Donazzan - si nutrono dubbi in merito alla effettiva rappresentatività di aziende e lavoratori». Si tratta di parole durissime che stando sempre a quanto viene riportato dal portale Laconceria.it potrebbero essere il prodromo di una azione legale avviata giustappunto dall'amministrazione regionale nei confronti della contrattazione promossa da Federconcia.

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