Politica Bassano del Grappa

Caso Baxi? «La giunta è stata superficiale e poco trasparente»

Dopo la bocciatura di una importante delibera di urbanistica dovuta alle defaillance interne alla maggioranza di centrodestra, i componenti del direttivo della civica Bassano per tutti», puntano l'indice sul sindaco Pavan e sugli aspetti meno chiari del piano proposto anche dal gruppo Pengo il cui atteggiamento con l'amministrazione è stato bollato come «ricattatorio». Frattanto i lavoratori sono pronti alla protesta affinché sia garantita una soluzione per l'ampliamento della industria metalmeccanica

L'ampliamento della Baxi in zona San Marco è una cosa ben distinta dal maxi cambio di destinazione per quasi 80mila metri quadri da uso da agricolo a logistico che Pengo chiede da anni senza successo a San Lazzaro: un piano già bocciato in passato «in sede di conferenza dei servizi» e che il privato, con la stampella della giunta bassanese di centrodestra, ha cercato di far rientrare surrettiziamente dalla finestra pervertendo de facto de facto le aspettative della stessa Baxi dopo che la partita fondiaria cara al grossista Pengo era stata lasciata fuori dalla porta perché non accettabile sul piano della sostenibilità ambientale e perché non aveva i requisiti di legge. È questo alla grossa succo del messaggio lanciato dai vertici della lista civica Bassano per tutti durante in sit-in organizzato oggi 3 agosto nella città del ponte in via Trozzetti proprio a pochi passi dall'ingresso della ditta metalmeccanica. Detto ancor più alla grezza la Pengo, con la scusa di voler facilitare la legittima richiesta di ampliamento della Baxi ha provato a otterene un cambio di destinazione d'uso di un lotto sul quale ha messo gli occhi nelle campagne di San Lazzaro che da anni le viene negato per validissimi motivi dalle amministrazioni di ogni colore politico. 

In questo contesto, spiegano Paolo Retinò (coordinatore politico della lista), Erica Fontana (consigliera eletta nell'assise municipale con lo stesso raggruppamento) ed Emanuele Vidale (componente del direttivo della civica) l'amministrazione, dopo la bocciatura patita in consiglio comunale rispetto ad una proposta urbanistica «portata avanti in modo maldestramente fumoso, deve aprire un tavolo di coordinamento aperto a tutti i portatori di interesse e nonché alla cittadinanza bassanese per dare la possibilità alla Baxi di ampliarsi, senza che altre aree verdi del comprensorio vengano toccate». Di più, secondo i tre la giunta comunale rispetto all'intera vicenda ha tenuto una condotta «superficiale e poco trasparente». Allo stesso modo la complessa operazione di concambio urbanistico proposta dai privati (la metalmeccanica Baxi si sarebbe dovuta ampliare enllo spazio attiguo della Pengo, che a sua volta avrebbe ottenuto il cambio d'suo di un'area agricola a San Lazzaro di «poco meno di 80mila metri quadri per gestire lì il suo deposito di casalinghi») viene descritta «come piena di incognite»: una sorta di fomite pensato alla fin fine per una speculazione fondiaria che fa gola alla Pengo e non certo alla Baxi.

I tre esponenti della lista civica, la quale siede tra le fila della opposizione di centrosinistra (che hanno espresso il loro punto di vista anche ai microfoni di Vicenzatoday.it e in una nota diramata oggi nel pomeriggio), replicano così al sindaco bassanese Elena Pavan, alla Confindustria e alla Cisl. I quali avevano accusato  di condotta contraria alle ragioni dell'occupazione i consiglieri di opposizione, che assieme ad alcuni della maggioranza avevano bocciato una delibera per il cambio d'uso a San Lazzaro. Delibera che da settimane sta facendo discutere in città e non solo.

Durante il sit-in, iniziato alle 11 del mattino e terminato a mezzodì, gli attivisti hanno anche lodato la scelta della Cgil provinciale di non appoggiare le richieste dei privati visto che il piano va bollato come un tentativo «per dare corpo» in ultima istanza ad una mera speculazione edilizia, «un business che nulla ha ache vedere con una necessità industriale» e che poco o nulla ha anche fare con il mantenimento dei posti di lavoro e con le legittime aspirazioni della Baxi ad ampliarsi. «Se Baxi acquista o prende in affitto l'attuale sedime della Pengo - fa sapere Retinò - quest'ultima può insediare il suo magazzino in una delle tante aree dismesse presenti nel circondario» hanno spiegato il coordinatore in chiusura. Di più, proprio ai microfoni di Vicenzatoday.it la consigliera Fontana ha descritto l'atteggiamento della Pengo come «ricattatorio». Domattina peraltro attorno alle 9,00 è prevista una manifestazione sindacale (organizzata dai delegati aziendali di Cisl-Fim e Uil-Uilm mentre non è ancora chiaro se della partita sia pure la Cgil-Fiom) da parte dei lavoratori della Baxi durante la quale, in corteo dalla sede aziendale al municipio, chiederanno all'amministrazione di attivarsi per cercare una soluzione alla impasse che la ditta potrebbe patire qualora decidesse davero di espandersi in forza di un piano industriale che guarda nelal direzione del potenziamento produttivo: piano che però «non è stato dettagliato al millimetro al consiglio comunale» puntualizza Bassano per tutti.

ASCOLTA L'INTERVISTA A FONTANA, RETINÒ E VIDALE

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