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Una veduta del municipio di Castelgomberto (foto Marco Milioni)

Una veduta del municipio di Castelgomberto (foto Marco Milioni)

Covid-19, situazione critica nell'Ovest Vicentino: positivo il sindaco della città del grifo

Bevilacqua ha il Coronavirus ed è in isolamento: frattanto nell'Ovest vicentino la situazione rimane critica: ci sono contagiati, «per i quali è attesa una conferma», anche nella giunta di Castelgomberto e i sindacati temono che gli ospedali possano non reggere «lo stress generato dalla pandemia»

Mentre nell'Ovest vicentino la situazione rispetto «ai contagi da Covid-19» rimane la più critica della provincia berica altre tegole si abbattono sul comprensorio. Il sindaco di Arzignano Alessia Bevilacqua, che guida una coalizione a trazione leghista, è risultata positiva dopo aver effettuato un test presso un centro privato. La notizia è stata diramata oggi 4 novembre a mezzodì con un videodispaccio del suo vice Enrico Marcigaglia. Sempre ad Arzignano il reparto di ortopedia dell'Ospedale sarebbe stato chiuso proprio per la presenza del Coronavirus, questa almeno la voce che circola tra i pazienti, mentre poco più a est in valle dell'Agno, al comune di Castelgomberto, risulterebbero positivi alcuni assessori.

L'ANNUNCIO
Oggi a mezzodì con un videomessaggio registrato da Marcigaglia in persona il numero due della giunta della città del Grifo ha spiegato che Bevilacqua, la quale comunque «sta bene», ha accertato la sua positività dopo avere eseguito un tampone in una struttura privata alla quale per precauzione si erano rivolti anche gli altri componenti dell'esecutivo. Sempre nello stesso messaggio Marcigaglia ha precisato che il sindaco continuerà il suo lavoro da casa mentre ha invitato i cittadini a spostarsi «con precauzione» rimando «attenti» giacché «il virus gira e sta colpendo» molti residenti.

IL NOSOCOMIO
Nel nosocomio della città del Grifo poi da stamani sarebbe stato chiuso il reparto di ortopedia proprio per la accertata presenza del Covid-19. Non è ben chiaro al momento se il virus sia stato riscontrato fra gli operatori, fra i pazienti o in entrambi i casi, però la voce, che da stamani circola insistentemente in ambienti sindacali, ha messo in ambasce gli utenti e i loro familiari.

IL J'ACCUSE
«Parlando in termini più generali - fa sapere Federico Martelletto, responsabile berico del sindacato Usb per il settore sanitario - non possiamo dimenticarci che nell'Ulss berica sono positivi ben 120 dipendenti su un totale di seimila, che è una percentuale da far rabbrividire soprattutto se la si proietta sulle settimane a venire». Martelletto è molto scettico sull'operato delle aziende sanitarie e della Regione tanto che nei giorni a venire il sindacato ha in animo di dare vita «ad un presidio di protesta e sensibilizzazione davanti all'ospedale San Bartolo di Vicenza. Noi temiamo che tutti gli ospedali diventino dei centri covid only e che si blocchi l'intera programmazione sanitaria programmata; potrebbero non reggere questo stress da pandemia». Parole che pesano come pietre e che fanno il paio con quelle di chi teme che il comprensorio Agno-Chiampo si trasformi nella val Seriana del Veneto.

CONTE E ZAIA NEL MIRINO
Poi un'accusa al governatore leghista Luca Zaia e al premier Giuseppe Conte: «Lorsignori si debbono mettere in testa che per fermare il contagio occorre bloccare tutte le imprese e le attività che non appartengono alla filiera strategica. Il sistema rischia di non tenere e bisogna smetterla di obbedire più o meno in silenzio ai diktat di Confindustria fermo restando che non mancano gli imprenditori, anche se temono di esporsi, i quali condividono queste preoccupazioni».

IL «GIALLO» DEI CONTAGI SU BASE COMUNALE
Da settimane tra l'altro utenti della sanità ma anche semplici cittadini, in tutto il Veneto, si domandano come mai la Regione ogni 24 ore non renda noto il numero dei contagi, quello dei ricoveri, quello degli isolamenti e quello dei decessi comune per comune. «Sappiamo bene che quei dati vengono trasmessi giornalmente ai sindaci - tuona un funzionario del comune di Valdagno che chiede l'anonimato - e chiaramente ci deve essere qualche ragione se governo, regioni e comuni abbiano deciso per questo silenzio. Un silenzio che rischia di tramutarsi in giallo e che finisce poi per alimentare i sospetti sia di coloro che per doppi o tripli fini o negano la gravità del virus o la esagerano artatamente».

PROBLEMI IN VALLE DELL'AGNO
Frattanto il comune di Castelgomberto deve fronteggiare la sua emergenza. Ben «quattro esponenti della giunta» sarebbero positivi e avrebbero manifestato sintomi specifici anche se il sindaco Davide Dorantanti fa sapere: «Stiamo ancora attendendo il risultato definitivo dei tamponi. Tuttavia il comune ha attivato tutta una serie di protocolli, dalla giunta in teleconferenza sino allo smartworking per moltissimi dipendenti, in maniera da contrastare il più possibile il contagio ove questo fosse confermato». Dorantani tra l'altro parla nello specifico della situazione nell'Ovest vicentino: «Quanto sta accadendo nel nostro comprensorio in materia di diffusione del Covid è preoccupante, occorre tenere la guardia alta per il bene dei cittadini».

NESSUN COMMENTO
Ma quando si parla di diffusione dei dati e quando si parla di problemi all'ospedale di Arzignano come la pensa al riguardo la giunta regionale de Veneto? E come la pensa la direzione generale dell'Ulss 8 berica? Chi scrive ha chiesto di conoscere il punto di vista dell'assessore veneto alla sanità Manuela Lanzarin nonché quello della direzione generale della stessa Ulss. Da ambedue i fronti però, almeno per il momento, non è giunto alcun commento.

CRITICHE GARBATE A BEVILACQUA
Per di più sui social network non manca nemmeno chi ha criticato, con garbo peraltro, la giunta di Arzignano che recentemente aveva preso parte alle proteste contro la serrata di alcuni esercizi pubblici decisa da palazzo Chigi. Per esempio sulla pagina Facebook «Sei di Arzignano se» Nicola Muraro augurando alla Bevilacqua una pronta guarigione scrive: «spero che l'isolamento la aiuti a riflettere su certe dichiarazioni avventate... fatte da lei e dal vicesindaco durante i giorni scorsi. Venerdì sera il sindaco era in piazza Libertà a Arzignano a fianco dei commercianti che protestavano contro le restrizioni alle attività di bar e ristoranti. Magari fossero bastate... A ieri il tasso di positivi Covid di Arzignano è il doppio del dato nazionale... 1,33% contro 0,67%... rispetto al numero degli abitanti... Centinaia di persone, forse qualche migliaio in tutta la Valle del Chiampo, stanno aspettando di farsi il tampone o ne aspettano il risultato da molti giorni... Purtroppo, non è difficile immaginare che i positivi reali siano ben di più di quanto risulti ad oggi».

GUARDA IL VICEOMESSAGGIO DEL VICESINDACO DI ARZIGNANO

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