Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Lr Vicenza, caccia al colpo grosso di mercato

Ovvero… Il mediano, questo sconosciuto

Iniziamo oggi, con ancora un mese di contrattazioni di calciomercato davanti, una disamina sulle caselle ancora da coprire nell’organico di un Lane già ben rinforzato dagli arrivi di Calderoni, Di Pardo e Brosco in difesa, Crecco sulla fascia alta mancina e Diaw in prima linea. Voto 7, sin qui, al lavoro di Giuseppe Magallini. Un salto di qualità evidente dopo gli errori macroscopici dell’anno passato, in primis l’arrivo del famigerato Trio Meravigliao.

Merito di una valutazione più attenta (sbagliare è umano ma perseverare sarebbe stato diabolico), ma ancor più (verosimilmente) di un allargamento della borsa del board che consente adesso qualche rilancio (almeno fino ad un certo punto) nelle aste per i top player cadetti. E partiamo dunque da un ruolo che personalmente considero fondamentale nella costruzione dell’ossatura del Vicenza sull’autostrada verso la A. Sto parlando della posizione di mediano, posto vacante da un po’ in maglia biancorossa, almeno da Crovari e Moretti in poi. Ho detto mediano e lo sottolineo.

Sin qui Mimmo Di Carlo ha voluto (o più probabilmente dovuto) adattare una mezzala davanti alla difesa: a volte Scoppa, a volte Pontisso, più spesso Rigoni. Tutti centrocampisti costretti alla bisogna ma senza le caratteristiche intrinseche del vero metodista. Il quale, come sappiamo tutti, ha nel DNA un doppio e difficilissimo compito: avviare le ripartenze facendo da cardine per i costruttori di gioco ma nel contempo in grado di ergersi da frangiflutti quando è l’avversario ad andare tra le linee. Un po’ cagnaccio e un po’ direttore d’orchestra, insomma Per un compito del genere occorre disporre in rosa di un uomo votato al ruolo, non uno che accetta di sacrificarsi in un lavoro che non sarebbe il suo. Il calcio è cambiato, lo sappiamo benissimo. Qualche profilo in campo è sparito: il libero, il terzino bloccato, il regista, il tornante. E altri ne sono nati che prima non c’erano, come il trequartista o il falso nueve. Ma ci sono cose che restano scritte sulle tavole della legge e non si possono cambiare. Una mezzala è una mezzala e un mediano è un mediano.

A meno che non si voglia sostenere che gente del tipo di Lodetti, Oriali, Furino o Gattuso sia intercambiabile con Antognoni, Rivera, Platini o Pirlo. Il mediano è un ruolo impegnativo, abbiamo detto.  Non a caso il panorama calcistico italiano pullula di centrocampisti ma è molto scarso proprio di mediani (controllare sui siti specializzati per credere). Per evitare le soluzioni raffazzonate bisogna cercare attentamente.

Quest’anno pare proprio che il mister sia orientato per un modulo 4/3/1/2. Abbiamo osservato nei campionati europei come le formazioni che schieravano un trio in mezzo (a meno che non fossero largamente superiori sul piano qualitativo) faticavano a reggere in confronto con schieramenti messi a 4 se non a 5. Di qui l’evidenza che un play basso tuttofare e un trequartista votato anche al ripiegamento per dare aiuto alla zona nevralgica del campo, sono conditio sine qua non per non trovarsi poi a malpartito durante lo svolgimento della gara. Ora tuttavia lasciamo da parte gli aspetti strategici per passare al concreto.

Quali sono i giocatori che (ovviamente a mio personalissimo avviso) fanno al caso del Lane targato 2021/22? Per rispondere a questa domanda fissare indicare almeno 4 punti fermi, come vincoli di scelta da rispettare. Il vincolo A è quello del prezzo, che non può superare il budget posto dalla famiglia Rosso. Il vincolo B è quello delle caratteristiche tecniche: deve trattarsi di un giocatore di ruolo. Il vincolo C riguarda l’età: in linea di principio il gruppo del futuro non si può costruire con gli ultratrentenni. Vincolo D: in lista solo giocatori di proprietà, evitando prestiti senza riscatto.

E adesso andiamo pure con qualche nome. Partiamo dai lussi che probabilmente non ci possiamo permettere. Iniziamo da Matteo Ricci, 27 anni, che è un fior di giocatore appena svincolatosi dallo Spezia. Tanta Nazionale Giovanile alle spalle e tanta qualità, ma purtroppo è oggetto di una vera e propria asta in Cadetteria (e pure in serie A). Molto buono anche l’ex Chievo Mattia Viviani, un 2000 di scuola Brescia già convocato in Under 21 e libero dopo i guai della società clivense. E’ valutato però circa 1 milione di euro. Mica poco. Altro nome: Jacopo Petriccione, ventiseienne scuola Cagliari, definito il Modric della serie B. Anche la sua valutazione supera il milione di euro. Può arrivare dunque solo in  prestito e questo stride col vincolo D. E’ nel mirino di Pisa e Benevento e qualcuno osserverà che se possono sognarlo loro…

Qualche altro papabile? C’è Andrea Schiavone, mediano ventottenne della Salernitana nato calcisticamente nella Juve. Costa circa la metà di questi due ma ha davanti adesso la prospettiva di assaggiare la serie A. Per lui anche un sondaggio del Manchester United. Strada in salita. Parliamo ora di Samuele Damiani, giovane talento della scuola empolese. In linea teorica rispetta i vincoli A, B e C. C’è un corteggiamento serrato da parte di altre squadre ma in questo caso il Lane potrebbe cercare di mettere sul tavolo una cifra congrua per soddisfare anche il punto D e battere la concorrenza Si è fatto inoltre il nome di Lorenzo Crisetig, già accostato in passato al Vicenza. Signor giocatore, attualmente alla Reggina ma un passato prestigioso diviso tra Cagliari, Bologna, Crotone e Frosinone, sempre in serie A. Con il ruolo ci saremmo, anche l’età starebbe nei ranghi giusti (28 anni) e con un cartellino importante ma abbordabile (circa 750.000 euro).  Semaforo verdissimo.

Chiudiamo con un outsider, cioè un elemento magari poco conosciuto ma sul quale si potrebbe fare una scommessa. Correndo dei rischi ma in vista di un autentico colpo di mercato, di quelli che sono ossigeno vitale per una provinciale. Si tratta di Emanuele Torrasi dell’Imolese, 23 anni, della cantera del Milan. Si tratta di un talento puro che se non si fosse infortunato due volte al ginocchio sarebbe già in serie A. Attalmente sembra completamente recuperato sul piano fisico e vale senz’altro l’azzardo e l’investimento. Non è proprio in linea con il vincolo B, perché sarebbe più costruttore di gioco che interditore, ma con le doti che possiede può fare di tutto, dovunque tu lo metta. Io qualche soldo lo punterei. Ma so che un DS quando riceve un consiglio dal giornalista di turno, appallottola l’appunto e lo getta nel cestino senza nemmeno leggerlo. Peccato, perché qualche volta noi scribacchini proprio somari non siamo. Anche se non abbiamo fatto Coverciano…

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