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Lane, maledetto extra-time: il punto di Alberto Belloni

Un mare di rimpianti, considerando la superiorità espressa al Menti e il l’incidenza dei minuti fatali. Senza i tre recenti pareggi, il Vicenza potrebbe essere a 64 punti, appena due dietro alle Galline. Le dichiarazioni del mister

Come si temeva è tornato Montezuma. Alla quarta puntata, dopo Novara, Padova e Fiorenzuola, il morbo colpisce ancora e stavolta dopo una prestazione maiuscola del Vicenza. Cosa c’è che ancora non va ed impedisce ai biancorossi di vestire a tutto pieno i panni della big? Una risposta viene forse dalle parole di Baroni dopo la fine del match: “Negli ultimi minuti loro sono arretrati e noi ci abbiamo creduto.” In effetti, che la squadra stesse perdendo metri si era notato anche dagli spalti. Ma francamente non mi sembra che si possa farne una colpa a Vecchi. Diciamo che si tratta di un difetto di DNA, accentuato dal fatto che il Lane praticamente non ha potuto far rifiatare nessuno.

Dopo il 75’ i nostri esterni, che avevano interpretato in modo magistrale la gara, non ne avevano davvero più e il mister ha fatto i cambi giusti, considerato quel che aveva in panchina. Fuori il “bocia” Delle Monache (crampi) e fuori Laezza, con una gamba acciaccata. E dentro Proia (purtroppo insufficiente il suo apporto) e Sandon (l’unico disponibile ruolo per ruolo). Difetto di squadra si diceva. Sul quale il mister deve lavorare sodo perché non è possibile, psicologicamente prima che in termini di punti, gettare al vento sei punti negli ultimi incontri. Grazie ai quali il Vicenza potrebbe essere a 64 lunghezze, incollato al Padova e al riparo da eventuali ritorni della Triestina. “E’ un momento in cui non ci gira nemmeno bene – ha sottolineato Vecchi in conferenza stampa – visto che oggi per quasi tutta la partita c’è stata una prestazione a senso unico. Sbagliamo troppi gol, purtroppo e non riusciamo a chiudere il confronto quando potremmo farlo. Mi dispiace soprattutto per il pubblico, che avrebbe meritato una vittoria, ma che può essere contento del gioco e del percorso. Devo dire che, personalmente, mi sono divertito a vederli giocare.”

Vero, verissimo. Ma intanto abbiamo lasciato il vantaggio ai biancoscudati e consentito agli alabardati di poter sfruttare il doppio turno che manca loro, con la concreta possibilità di passare a quota 56, cioè col fiato sul collo del Lane. Arrivare secondi o terzi non cambia granchè. Ma da terzi a quarti, nella griglia degli spareggi, non è esattamente la stessa cosa. Dunque la terza piazza va difesa con le unghie e coi denti. “Dobbiamo leccarci le ferite – ha continuato il tecnico – e recuperare il più possibile gli assenti. Faccio i complimenti a Della Morte e a Delle Monache, i quali finchè hanno avuto benzina, hanno fatto cose egregie.” E ha ragione. Perché (il vostro Baffo ci mette la firma di autentica) quella vista ieri è senz’altro la miglior coppia di mezzepunte della serie C (e forse non solo). Mi piacerà vederle con El Loco davanti. E non perché Pellegrini abbia fatto male, quanto perché le caratteristiche tecniche di Ferrari esaltano il ruolo di finalizzatore. Verificheremo a Sesto San Giovanni e col Novara se il ritorno in prima linea di Ronaldo potrà aiutare concretamente i biancorossi ad aumentare il tasso di esperienza e di malizia che rende la zona Cesarini un inferno di sabbie mobili per i nostri portacolori. Insisto su questo punto perché una squadra leader, che vuole affrontare i play off da protagonista, non può scivolare ripetutamente su queste bucce di banana. Certe partite, una volta in vantaggio, bisogna saperle mettere in freezer, addormentarle con ogni mezzo, tenendo la palla lontana dall’area. “Volevo farlo – ha concluso l’allenatore berico – ma avevo gli attaccanti completamente sfiatati. Finchè hanno avuto benzina sono riusciti a tenere basso il Legnago, ma nell’ultimo quarto d’ora non ne avevano più e in panchina non c’erano soluzioni alternative.”

Il Lane ci ha regalato ieri i migliori spezzoni di gioco di tutta la stagione e questo è un viatico fondamentale. Ora bisogna disinnescare la maledizione azteca crescendo in fretta dal punto di vista della maturità e del cinismo. C’è tempo. Mica bisogna risolvere tutto immediatamente. L’importante è arrivare al 4 maggio e poi al 2/9 giugno con gli uomini al 1000 per cento. Sarà epica battaglia, ma se il Vicenza gioca come col Legnago penso che non ce ne sia per nessuno…

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