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Pro Sesto - Vicenza, partita sospesa: le pagelle del diluvio

Il Lane va sotto di un gol al 36’ e gioca una delle sue peggiori partite della stagione. Il campo ai limiti della praticabilità non basta a giustificare la pochezza dei biancorossi, che hanno impegnato il portiere di casa solo con un tiro di Ferrari alla fine della prima frazione di gioco

Impossibile stavolta dare un giudizio di merito sui singoli. Il Vicenza ha giocato poco e male, senza dare mai la sensazione di poter recuperare lo svantaggio. Mano a mano che passavano i minuti la situazione del terreno di gioco ha continuato a peggiorare finchè, nel secondo tempo, in molte zone del green la sfera non correva più e si inabissava nelle pozzanghere. L’unico vantaggio del maltempo avrebbe potuto essere l’erba sdrucciolevole e la palla viscida. Il Lane ha avuto due o tre palle da fermo che avrebbero potuto mettere in difficoltà Del Frate, il quale però non ha dovuto nemmeno faticare per disinnescare i tentativi di Costa e Ronaldo. Si trattava di una gara molto attesa per vedere il Trio delle Meraviglie in prima linea, ma Delle Monache sembrava un pulcino impantanato e Della Morte non è mai riuscito a far valere nel fango il suo uno contro uno. Anche Ferrari, il cui fisico pareva meglio adattarsi alla palude, non è mai riuscito a rendersi pericoloso. Ad un certo punto, rendendosi finalmente conto che non era più possibile giocare al calcio, il signor Ursini di Pescara ha pensato bene di mandare i contendenti negli spogliatoi in attesa della sentenza finale.

Durante la pausa, black out totale sul campo di gioco. Ma il buio era già sceso sui biancorossi fin dal primo minuto. Il vantaggio dei locali è maturato sulla fascia sinistra, dove Poggesi ha vinto un contrasto con Costa e ha messo al centro per la zuccata vincente di Tosi. Golemic e soprattutto Laezza assenti ingiustificati: nulla da fare per Confente (che comunque si era distinto al 21’ per uno sciagurato rinvio di piede). Alla fine, partita rinviata a data da destinarsi e con solo una mezzoretta per cercare di rimontare lo svantaggio. Ma nel frattempo la questione classifica si fa spinosa. Il Padova vola a 69 punti e la Triestina (con una partita in meno) rimonta sull’Arzignano al Dal Molin e si incolla ad un punto dal Lane. Difendere il terzo posto potrebbe diventare una “mission impossible”.  Qualche annotazione a margine sulle scelte di mister Vecchi: col senno di poi (ma solo col senno di poi) forse Tronchin poteva garantire più peso di Greco sul terreno pesante e idem per Delle Monache, apparso in grande difficoltà nello sviluppare le sue accelerazioni. Magari sarebbe andato meglio il più robusto Pellegrini. Ma a fare gli allenatori in poltrona sono capaci tutti, vero?

Resta l’amaro in bocca per un Vicenza col freno a mano tirato e il motore imballato, che dopo i due inopinati pareggi appena maturati, sembra aver perso lo smalto dei momenti migliori. Sta forse tirando il fiato in attesa di scatenarsi a maggio? Gli inguaribili ottimisti potranno propendere per questa ipotesi. Quel che è certo che occorrerà riannodare i fili della gara con la Pro Sesto e portare a casa il massimo possibile dalle prossime partite: Novara in casa, Mantova nella tana del lupo, Trento al Menti e Alessandria in trasferta. I virgiliani potrebbero giocare con già in tasca la serie B e magari con qualche colomba di troppo nello stomaco. Ma potrebbero invece aver bisogno del risultato pieno. Il Novara punterà i play out e il Trento sentirà odore di play off. Non saranno match pro forma.

Quanto all’Alessandria, la logica dice che è destinata alla retrocessione. Ma attenti. Io che sono un vecchio tifoso, con più di 70 primavere sul groppone, rivedo un flash che mi fa tremare. Correva il 21 maggio 1972 ed io ero un ragazzo ventenne di Curva. Arrivava a Vicenza un Varese già condannato alla serie B e senza motivazioni., visto che fuori casa aveva perso 14 incontri su 14. Quanto ai biancorossi stavano ancora soffrendo in zona rischio ma una vittoria li avrebbe messi tranquilli col discorso salvezza. Finì invece 0-4 per gli ospiti. E ci andò pure bene che nel turno finale di campionato il Catanzaro e il Catania persero le loro gare e gli uomini di Berto Menti poterono così incassare senza danni la sconfitta con la Vecchia Signora (2-0, gol di Haller e Spinosi). Ed era un Vicenza mica male, quello: con Poli, Damiani, Cinesinho, Maraschi e persino l’indimenticabile Verderame. Chiedete pure al mitico Bardo, che se li ricorda bene quei tempi… Occhio anche all’Alessandria, dunque. Quando sento parlare di vittime sacrificali mi viene subito da toccare i delicatissimi organi riproduttivi. I gioielli di famiglia, insomma…

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