Domenica, 14 Luglio 2024
Politica Bassano del Grappa

Venti malati al rene lasciati senza «trasporto in ospedale»: l'Ulss 7 sulla graticola

Con una interrogazione la consigliera regionale veneta Luisetto accende i riflettori sulla condotta dei vertici della azienda sanitaria diretta da Carlo Bramezza: il caso riguarda la gratuità del servizio di trasferimento per la cura salvavita, fino a poco tempo fa garantito a chiunque ne avesse bisogno

«Il diritto al trasporto dei pazienti dializzati è stabilito dai livelli essenziali di assistenza, i cosiddetti Lea, ed è parte integrante della terapia, indifferibile e salvavita, della dialisi. La decisione dell'Ulss 7 Pedemontana di togliere la gratuità a tutti i pazienti, garantendola solo per gli allettati, lasciandoli così soli nel farsi carico dei costi di trasferimento tra casa e ospedale, va in netto contrasto con la tutela di questo diritto». È questo l'incipit di una dura presa di posizione contenuta in una nota diramata ieri 22 agosto da Chiara Luisetto, consigliera regionale veneta del Pd che milita tra le fila della opposizione.

IL J'ACCUSE
L'esponente democratica vicentina, che da tempo denuncia uno stato di cose che considera inaccettabile, punta quindi l'indice nei confronti dell'Ulss 7 che ha sede nell'Ospedale di Bassano del Grappa e che è capitanata dal direttore generale Carlo Bramezza. «Poiché da settimane - attacca la consigliera - la situazione è in stallo e poiché non ci sono risposte per i pazienti, ho ritenuto necessario intervenire nuovamente, questa volta con un atto formale ovvero indirizzato alla giunta regionale una interrogazione. Si tratta di un problema che rimane irrisolto, malgrado nella vicina Ulss 8 sia stata scelta una strada che va a tutelare i pazienti. Il riconoscere, quasi a titolo risarcitorio per il mancato trasporto, un contributo pari ad un quinto del costo benzina per il numero dei chilometri percorsi, non è una soluzione accettabile. Bisogna evitare in tutti i modi che i costi si scarichino su pazienti o su quei comuni che non vogliono abbandonare chi deve sottoporsi a dialisi. Bisogna evitare ogni forma di disparità tra territori».

LA PATOLOGIA E LA TERAPIA
Più nel dettaglio la dialisi è la terapia di natura fisico-chimica, realizzata con l'ausilio di un macchinario ad hoc, alla quale vengono sottoposti i soggetti afflitti da una grave patologia del rene che nel caso di specie è impossibilitato a smaltire l'urea presente nel sangue. La quale come prodotto di scarto del metabolismo interno di norma andrebbe in ultimo espulsa dall'organismo con l'urina. Per lo più senza dialisi il malato affetto dalle patologie che necessitano questo tipo di cura, a meno di un trapianto quando possibile, è destinato spessissimo a morte certa.

DUE QUESITI
Ad ogni modo proprio perché preoccupata dalla situazione nell'interrogazione Luisetto rivolge due domande all'assessore regionale alla sanità Emanuela Lanzarin. Con la prima si chiede se la titolare del referato si attiverà presso la dirigenza dell'Ulss7 affinché venga ripristinato «con effetto immediato il diritto alla gratuità del trasporto per i pazienti dializzati».

SERVE UNA «RISPOSTA CONCRETA»
Nel secondo quesito, si chiede se l'assessore leghista Lanzarin darà attuazione a tutte «le azioni necessarie a garantire tale diritto in modo capillare e uniforme sul territorio veneto». Alla fin fine, rimarca Luisetto, «parliamo di poco meno di venti ammalati». I quali ora si troverebbero «in grave difficoltà nell'accedere alle cure». Pertanto serve «subito una risposta concreta» anche perché «va rispettata la dignità di queste persone» conclude l'esponente

del Pd.

LA REPLICA
Ma come la pensa al riguardo il vertice dell'Ulss 7? In una nota diramata ieri l'amministrazione della azienda sanitaria fa sapere che la delibera di giunta regionale veneta la numero «1411 del 6 settembre 2011» specifica che «il trasporto per trattamento dialitico» è a carico «del sistema sanitario regionale solo per gli utenti allettati o comunque non deambulanti non trasportabili con altro mezzo, condizione che tra l'altro deve essere certificata dal medico curante». Quanto al rimborso, non si tratta «di alcuna azione a titolo risarcitorio»: anche in questo caso l'azienda «applica in modo rigoroso la normativa. Le modalità di quantificazione applicate dall'azienda per il rimborso ai soggetti autosufficienti - si legge - sono infatti esattamente quelle indicate nella delibera di Giunta regionale del Veneto la numero 3120 del 12 luglio 1994». In questo frangente gli uffici coordinati da Bramezza per vero non entrano nel merito di quanto fatto rilevare da Luisetto ossia che il diritto al trasporto è garantito da una disciplina, quella nazionale, che è sovraordinata rispetto a quella regionale. Tanto che nelle prossime ore Luisetto ha annunciato una controreplica di fuoco.

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