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«Pfas negli aeroporti veneti?» Bigon e Zanoni lanciano l'allarme

A causa dell'impiego su vasta scala nel settore militare e aeronautico, la presenza dei temibili derivati del fluoro al centro dell'affaire Miteni va monitorata attorno agli avioscali. Lo chiedono due consiglieri veneti del Pd i quali auspicano che i controlli siano estesi pure ai lavoratori del settore nonché ai residenti

Dopo la deflagrazione dello scandalo ambientale della Miteni di Trissino sono stati fatti controlli anche nelle discariche per verificare la presenza dei temutissimi derivati del Fluoro, i Pfas, prodotti appunto nell'Ovest vicentino. Tuttavia verifiche sulla contaminazione attorno agli aeroporti veneti, l'Arpav non li ha mai fatti. La denuncia della consigliera regionale veneta veronese Anna Maria Bigon e del consigliere regionale veneto trevigiano Andrea Zanoni, entrambi del Pd, è contenuta in una nota diramata oggi 11 agosto pubblicata pure sul blog dello stesso Zanoni.

ACCESSI AGLI ATTI
Più nello specifico i due spiegano di aver eseguito alcuni accessi agli atti per quanto riguarda i controlli effettuati negli anni proprio dalla agenzia regionale per l'ambiente ossia l'Arpav. Dalla documentazione ottenuta, che a campione ha riguardato l'aeroporto di Treviso, non solo è emerso che le campagne di controlli sono state solo due. Ma che soprattutto non sono stati cercati i Pfas, che notoriamente vengono utilizzati nelle schiume antincendio e in altri prodotti del settore aeronautico.

Ancor più nel dettaglio Bigon e Zanoni fanno sapere infatti che al di là della campagna durata dal 2010 al 2016, riferibile a un periodo in cui sulle prime il tema dei Pfas non era stato considerato dalle autorità in maniera prioritaria, i focus sulla qualità ambientale attorno agli scali della Marca siano stati solo due.

CIRCOSTANZE MAI INDAGATE
In entrambi i casi, ribadiscono i consiglieri nella nota vergata oggi, i Pfas non sono stati cercati sebbene tali composti chimici prodotti negli anni in Italia in primis dalla trissinese Miteni, oggi finita al centro di un maxi processo per disastro ambientale, vengono generalmente impiegati pure nelle schiume antincendio impiegate nei siti aeroportuali.

NESSO SPECIFICO
Siti presso i quali poi nelle operazioni di sghiacciamento dei velivoli, viene spruzzata «una miscela di acqua calda e fluido decongelante contenente glicoetilene e propilene». Il nesso in questo ultimo ramo di utilizzo è stato evidenziato dall'agenzia per la tutela ambientale Usa, la Epa, tanto che l'utilizzo di sostanze meno impattanti oggi viene proposto da alcune multinazionali specializzate.

INDAGINE SUL PREGRESSO
I consiglieri del gruppo Pd, gruppo che milita all'opposizione,  chiedono pertanto «un'indagine accurata sulla storia pregressa, sulle tipologie e i quantitativi di prodotti chimici lavorati, utilizzati, o in deposito negli anni» precisando che «tali indagini devono includere attente verifiche sugli scarichi aeroportuali per ricercare eventuali contaminazioni di falde, fiumi o della Laguna» giacché «il dilavamento, dovuto alle acque meteoriche, potrebbe infatti aver allargato il livello di inquinamento». Zanoni in passato aveva caldeggiato tali controlli anche presso le aree che circondano gli insediamenti miliari Usa a Vicenza.

CAMPAGNA «DI BIOMONITORAGGIO»
Inoltre, concludono i due «dal momento che non si hanno informazioni su eventuali monitoraggi effettuati dalle aziende Ulss» di tutto il Veneto «nell'ambito della medicina del lavoro e igiene, sarebbe prioritaria una campagna di biomonitoraggio dei lavoratori aeroportuali, compresi quelli in quiescenza». Azione da estendere, concludono Zanoni e Bigon, «anche alla popolazione residente nei pressi degli scali e non solo, dato che i corsi d'acqua, se contaminati, potrebbero avere espanso a dismisura gli inquinanti».

In poche parole, fa sapere Zanoni ai taccuini di Vicenzatoday.it, è opportuno che Arpav o altri soggetti comincino seriamente a cercare i Pfas dentro e attorno agli aeroporti veneti». Per sensibilizzare in questo senso la giunta regionale veneta i due consiglieri hanno redatto una specifica interrogazione indirizzata tra gli altri all'assessore all'ambiente Giampaolo Bottacin.

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