Miteni, ore di tensione: lo spettro del blocco

Questo pomeriggio l’azienda potrebbe comunicare ai lavoratori importanti novità dopo l’eventualità di uno stop paventato dagli stessi vertici societari

Foto Marco Milioni

Oggi, venerdì, attorno alle 16,00 i vertici aziendali dovrebbero incontrare una parte dei lavoratori o delle loro rappresentanze per riferire alcune importanti novità.

Uno dei punti critici, almeno stando alle dichiarazioni dell’azienda riportate di media regionali negli ultimi giorni, sono le prescrizioni e i controlli che la Provincia avrebbe prescritto proprio alla industria chimica di Trissino. Prescrizioni dovute ad alcune anomalie negli impianti che a loro volta potrebbero cagionare ulteriori danni all’ambiente oltre a quelli per i quali hià sta indagando la procura di Vicenza.

GLI AGGRIONAMENTI 

La perdita

Sullo sfondo poi c’è la vicenda della perdita, immediatamente bloccata, di un serbatoio nel quale era stipato acido fluoridrico anidro. Come ricorda l’edizione on line del GdV di ieri si tratta di una «sostanza fortemente tossica che rientra nell’elenco della direttiva Seveso , quindi sottoposta a rigidissimi controlli». L’episiodio sarebbe stato scoperto dai Carabinieri del Noe e per competenza comunicato a Palazzo Nievo. Pare che la Provincia stia preparando una serie di accertamenti tra i quali quello teso ad accertare se il serbatoio oggetto della fuga fosse stato sottoposto o meno ad un controllo ad ultrasuoni per verificare la presenza di eventuali falle o microfalle. Ad ogni buon coNto la situazione rimane testa anche per un altri aspetto.

La Miteni (in foto uno scorcio della fabbrica) alcune settimane orsono ha chiesto al tribunale di Vicenza di potere accedere ad una procedura di concordato a causa di un momento di difficoltà finanziaria legata alla fase che la società appartenente al gruppo tedesco Icig-Welchem sta attraversando.

Dalle ultime indiscrezioni giunte poche ore fa da Borgo Berga pare che il Tribunale stia per concedere o abbia già concesso una proroga alla Miteni di trenta o sessanta giorni per presentare al curatore della procedura e al giudice stesso ulteriore documentazione tesa a rassicurare le parti sulla capacità dell’impresa di ripartire con le proprie gambe ove il concordato fosse accordato. Da questo punto di vista però bisgna tenere conto delle dichiarazioni rese alla stampa dall’azienda durante le ultime ore. Dichiarazioni dalle quali emerge il timore che le prescrizioni imposte da Arpav e soprattutto dalla Provincia obblighino l’azienda stessa a bloccare temporaneamente una parte importante se non tutti gli impianti.

Si tratta di una ipotesi che tutti i soggetti che hanno a che fare con Miteni stanno vagliando attentamente. Si vuole capire infatti se siano davvero le prescrizioni della Provincia a rendere necessario uno stop anche parziale. O se siano altri i motivi per cui quest’ultimo potrebbe materializzarsi: a partire da una serie di difficoltà di cassa che cominciano ad essere insormontabili, a meno di una decisa iniezione di liquidità da parte del socio controllante. Ed è in questa chiave che l’incontro di questo pomeriggio tra lavoratori e vertici, sempre che l’agenda sarà confermata, potrà chiarire molto il quadro della situazione.

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