Salute

Zecca, Medusa, Vipera, Cimice, Vespa, Calabrone, Zanzara: cosa fare in caso di puntura

Ecco i consigli degli esperti su come comportarsi se si viene morsi, è un pericolo da non sottovalutare

L’estate è la stagione del sole, del mare, dei monti ma anche delle punture di insetti. Ecco i consigli utili per intervenire subito correttamente.

I morsi di ragni, zecche, zanzare, pulci, cimici, vipere, meduse, tracine,  possono rappresentare un rischio per la salute.

Dall'Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid), arrivano alcune raccomandazioni per affrontare l'inconveniente. 

Le punture d’insetti oltre a essere dolorose e fastidiose, nei casi più gravi, provocano shock anafilattico, quindi non sono da sottovalutare.

Eruzioni cutanee, reazioni allergiche, e manifestazioni neurologiche come meningoencefaliti sono alcune delle  complicanze a seguito di punture di insetti o morsi di animali.

  • La prima cosa da fare è quella di mantenere la calma: l'agitazione accelera il battito cardiaco contribuendo a una dispersione più veloce del veleno dell'animale in questione. 
  • Quando si viene morsi è bene cercare di togliere il veleno aiutandosi con una pinzetta. Più a lungo rimarrà conficcato nella pelle, più probabilità ci saranno che si diffonda dando luogo a reazioni poco piacevoli.
  • Effetti indesiderati possono essere: da arrossamenti a gonfiori, a difficoltà respiratorie, o vomito, fino al più raro shock anafilattico.
  • Lavare subito la zona interessata con acqua e sapone (onde evitare infezioni) e applicare del ghiaccio, nel caso si tratti di punture multiple.
  • Rivolgersi al medico appena si intravvedono complicazioni.

Ecco cosa fare in caso di puntura

APE - Se un’ape ti punge rimuovi immediatamente il pungiglione con un movimento dal basso verso l’alto. Utilizza una carta di credito, una lama smussata o fai pressione con le dita. Metti del ghiaccio o qualcosa di freddo sulla zona colpita. Applica farmaci contro la puntura da insetto o utilizza dei rimedi fitoterapici.
Evita di rompere la sacca del veleno. Per evitare che accada è assolutamente sconsigliato l’uso di pinzette o delle dita (a meno che non si applichi una pressione per far fuoriuscire il pungiglione). Non grattare la superficie del pomfo, anche se pensi di non riuscire a resistere

MEDUSA - Lavare la parte colpita con acqua di mare e non con l’acqua dolce che potrebbe invece favorire la rottura delle strutture urticanti rimaste sulla pelle.
Pulisci la pelle dai filamenti residui aiutandoti con una tessera di plastica rigida o con un coltello usato di piatto. Applica un gel astringente al cloruro d’alluminio per lenire il prurito e bloccare la diffusione delle tossine.
Non strofinare con la sabbia o con una pietra tiepida la parte colpita. Niente ammoniaca, urina, aceto, alcol. Potrebbero aumentare l’infiammazione.
Non grattare, potresti rompere eventuali filamenti residui liberando  altro veleno.
Se non vuoi macchie non far prendere sole per qualche giorno alla parte colpita. Utilizza la protezione solare 50+.

ZANZARA - La saliva delle zanzare causa un piccolo attacco allergico. 
Per combattere gonfiore, prurito e arrossamento ti basterà applicare dell’aloe o un impacco di bicarbonato di sodio e acqua. Molti oli essenziali svolgono un’azione antisettica e anti-prurito. Tra quelli più efficaci per per le punture di insetto vi sono l’essenza di bergamotto, eucalipto, l’olio essenziale di menta e quello di lavanda.
Ti consigliamo di diluire l’olio essenziale in un cucchiaio di olio di mandorle o di olio di oliva.

CIMICE - Si annidano in punti nascosti tra materassi e cuscini, ma talvolta anche in divani e poltrone. Causano punture molto fastidiose, anche se in pochi giorni spariscono. Chi soffre di allergia alla saliva delle cimici, può sviluppare bolle e lesioni difficili da guarire. Per eliminarle definitivamente, si raccomanda di fare una lavatrice di vestiti e indumenti vari a 90°.

VESPE CALABRONI - Se ancora presente il pungiglione, è necessario provvedere alla sua rimozione entro 20 secondi controllando che non rimangano residui. Impacchi di ghiaccio, da applicare per almeno 20 minuti, saranno utili per lenire il dolore e diminuire l'infiammazione. Lavare poi con acqua fredda. Nel caso in cui tali precauzioni non siano sufficienti, sarà necessaria la somministrazione di cortisonici per uso topico ed eventualmente antistaminici per via orale. Va valutata la possibilità di reazioni allergiche ovvero con crisi respiratorie o dolori addominali, il farmaco di prima scelta è rappresentato dall'adrenalina. Rivolgersi al medico se la situazione si fa seria.

VIPERA - Le vipere italiane hanno un morso che risulta fatale soltanto nello 0,1% dei casi, e quasi sempre la mortalità dipende da complicazioni collaterali come reazioni allergiche, infarti o ictus e non dall'effetto diretto del veleno. Le vipere del Trentino e quelle dell'Appennino tosco-emiliano generalmente hanno un veleno più concentrato. La persona morsa deve evitare qualsiasi movimento perché questo velocizzerebbe la distribuzione del veleno nell'organismo. Per questo, la posizione ideale è quella supina. La porzione di cute interessata deve essere lavata con acqua e sapone, poi disinfettata con soluzioni prive di alcol dal momento che questo aumenta la tossicità del veleno. Se il morso è localizzato nell'arto superiore, è consigliabile sfilare anelli e bracciali o orologi prima della comparsa del gonfiore. Deve essere poi applicato un laccio a circa 5-6 cm a monte della ferita per fermare la circolazione linfatica che veicola il veleno. Attenzione però a non stringerlo eccessivamente, perché si corre il rischio di bloccare la circolazione sanguigna. Sulla zona del morso può essere applicato del ghiaccio. Si possono somministrare bevande eccitanti come tè o caffè perché aiutano ad evitare un pericoloso calo pressorio. Indispensabile è il trasporto dell'infortunato al Pronto soccorso.

ZECCHE - La caratteristica della zecca è quella di inserirsi sottopelle senza farsi sentire e spesso non si vede subito.  Appena ce ne accorgiamo la prima cosa è procedere alla sua rimozione attraverso una procedura ben precisa. Una volta cosparsa la superficie con dell’olio d'oliva in modo da costringere il parassita ad aprire la bocca, si aspetta qualche secondo poi si utilizza una pinzetta per afferrare la zecca il più vicino possibile alla cute, estraendola lentamente in senso antiorario evitando movimenti troppo bruschi affinché non rimanga il rostro nella pelle. E' opportuno afferrare la zecca con una pinzetta dalle punte sottili. Il movimento volto a estrarre il parassita non dovrà essere deciso, bensì continuo e rotatorio. In alcuni casi, potrebbe rimanere comunque qualche traccia della zecca che andrebbe rimossa, in tempi brevi, mediante un ago sterile. Una volta eliminata, è opportuno disinfettare l'area interessata dal morso e tenerla sotto costante osservazione per un mese. La puntura di zecca può trasmettere all'uomo malattie molto pericolose fra cui la malattia di Lyme (diffusa in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige) e la meningoencefalite da zecche (diffusa in Veneto e, in generale, nell'Europa settentrionale e centro orientale).

Solo nel weekend di Pasqua all'ospedale San Bortolo di Vicenza, per le zecche, ci sono state varie richieste di aiuto, soprattutto pazienti morsi nel capoluogo, sui Colli Berici e in Altopiano di Asiago. E il San Bortolo è attrezzato da tempo nella lotta contro la zecca e nella prevenzione di quelle che possono esserne le conseguenze più serie: qui si applica un protocollo preciso. Se entro un mese dal morso della zecca dovessero comparire segni o disturbi sospetti, anche modesti - macchie rossastre sulla pelle, dolori ai muscoli, febbre, stanchezza - il consiglio è di correre in ospedale nel reparto di malattie infettive.

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