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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Lr Vicenza: tra l'Entella e le "bombe" di mercato

Il Lane ha bisogno di rinforzi. L'analisi di Alberto Belloni

Non occorre arruolarsi nei dispensatori di negatività o vestire le penne del gufo per affermare che il Vicenza di Mimmo Di Carlo ha bisogno di rinforzi. I quali possono arrivare attraverso il recupero di giocatori già in organico ma ancora fermi ai box: Ierardi, Nalini, Vandeputte e Pontisso. Oppure provenire da operazioni nel mercato invernale, che come sapete aprirà i battenti il 4 gennaio. Sulle pagine dei giornali sono arrivati già i primi candidati, relativi a settori che certamente avranno bisogno di integrazione.

Per la difesa, ahimè tra le più battute della Cadetteria (23 reti subìte, di peggio hanno fatto solo Pisa, Pescara, Ascoli ed Entella) il nome che circola con maggiore insistenza è quello del giovane torinista Eric Ferigra. Si tratta di un ventunenne ecuadoregno naturalizzato spagnolo, cresciuto nella Cantera del Barca per approdare dopo quattro anni alle giovanili della Fiorentina e poi del Toro. Nel 2019 è passato all’Ascoli, debuttando in serie B con 13 presenze.si tratta di un difensore centrale abituato alla difesa a tre, ma in caso di necessità può giocare anche da esterno destro. Va considerato un elemento giusto per il Lane? Proviamo ad analizzarne le caratteristiche.

Lo descrivono come dotato di un piede educato, di velocità e di fondamentali da buon marcatore (non a caso è soprannominato “Il Giaguaro”). Tra le sue doti anche una personalità peperina che lo rende adatto al clima di battaglia. Queste caratteristiche l’hanno fatto finire in autunno nel mirino della squadra americana del A. Josè Earthquakes, ma poi non se n’è fatto niente. Il suo difetto principale è l’altezza, 180 cm, che non è il massimo per uno stopper, specie di questi tempi in cui vanno quasi tutti verso il metro e novanta o più. Il colpo di testa, dunque, non è esattamente il suo pezzo forte. Il che consente di rispondere alla domanda di partenza.

Il Lane ha problemi nella gestione dei traversoni in area, sui quali tutta la retroguardia (da Padella a Pasini, a Bizzotto, lasciando fuori, forse il solo Cappelletti) non brilla per capacità di spazzare a suon di zuccate tutto quanto transita nel cielo dell’area. Credo dunque che il Ds si dovrebbe orientare verso un autentico specialista del gioco aereo. E non è un caso che l’oggetto del desiderio nelle contrattazioni estive fosse il danese Magnus Troest che di centimetri ne mette in fila 189. La probabile destinazione del giovane sudamericano, se non chiuderà col Lane, è verso l’ambizioso Lecce.

Veniamo al secondo possibile tassello preannunciato da Radio Scarpa (in questo caso però la fonte è piuttosto autorevole, visto che i primo a lanciare la notizia è stato Il Tirreno, quotidiano di Livorno). La candidatura è quella di Davide Agazzi, in forza alla formazione labronica come centrocampista. Anche in questo caso poniamoci il solito quesito. E’ il giocatore giusto per tonificare la zona nevralgica del campo, in attesa del rientro di Simone Pontisso? Affidiamoci nuovamente all’identikit tecnico.

Ventisettenne, cresciuto calcisticamente nel vivaio della Dea, Agazzi prima di indossare la casacca amaranto ha vestito la maglia di Savona, Lanciano, Catania e Foggia, disputando 4 campionati di serie B. Si tratta di un atleta relativamente giovane (sul quale dunque si può puntare per avviare un ciclo) e fisicamente integro (l’anno passato per lui ben 30 presenze e quest’anno già 16). Si tratta quindi di un giocatore che può essere utilizzato subito, senza attendere che entri in forma. Come caratteristiche, parliamo di un regista classico, che può fare la mezzala ma che abitualmente preferisce ispirare il gioco agendo davanti alla difesa come metodista. Giusto il profilo, cioè, che nessuno dei centrocampisti biancorossi, nemmeno Rigoni, ha specificatamente nel DNA.

Se veramente Magallini l’ha individuato per l’acquisto, stavolta mi sentirei di battergli le mani. Ma attenzione, sul playmaker bergamasco non ci sono solo gli occhi del Vicenza. Pare certo l’interesse anche del Venezia, del Padova e dell’Alessandria. Se ci si vuole metter sopra il cappello sarà il caso di non perdere tempo.

Prima di entrare nel vivo del mercato, tuttavia, occorre mettere due nuovi tasselli al campionato: l’incontro al Menti di mercoledì contro la Virtus Entella e il successivo match col Brescia. La delusione per la sconfitta, immeritata, contro il Lecce, è già metabolizzata. Perdere allo Stadio del Mare è un evento che può starci. Peccato solo essere andati così vicini almeno alla divisione della posta. Il ritornello che rimbalza in giroin queste ore è “Ora bisogna fare tre punti con il Chiavari.” Ma tutti sappiamo che non sarà facile. Un po’ perché i nostri hanno già dimostrato più volte di trovarsi in difficoltà quando c’è da tenere in mano le redini del gioco, un po’ perché i risultati (specie il sonante 3-0 rifilato al Pescara) testimoniano come la formazione di Vivarini non arriverà certo per fare da comparsa. Schenetti, De Luca, Mancosu, Morosini, vi dicono niente? Ah, dimenticavo… Ci sarà da salutare Mirko Albertazzi, un portierino che ha lasciato un ottimo ricordo qui a Vicenza.

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