Martedì, 28 Settembre 2021
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Calciomercato: il Lane che verrà

Stavolta parliamo di terzini: il punto di Alberto Belloni prima della chiusura del mercato

Archiviata la seconda sconfitta consecutiva del precampionato, proseguiamo l’analisi delle caselle rimaste ancora da riempire prima della chiusura del mercato. Appena due parole ancora a margine del doppio passo falso, che sembra essere stato ben metabolizzato dai tifosi grazie alla doppia evidenza: la scelta degli avversari, che non erano certo il Roccacannuccia e la consapevolezza che il calcio d’estate conta meno di zero. In realtà, complici piccoli infortuni e ritardi di condizione, il vero Lane new edition non l’ha visto nessuno, forse nemmeno Mimmo Di Carlo.

Nell’aria però c’è molta fiducia (cosa che non si respirava l’anno passato) nonchè considerazione per le mosse del DS. Ma concentriamoci sul nostro tema specifico. Stavolta ci occuperemo degli esterni di difesa, che sin qui hanno visto solo due facce nuove (Calderoni da una parte, Di Pardo dall’altra) a seguito della rinuncia a Barlocco e Beruatto e alle contemporanee incertezze sul pieno recupero di Ierardi. Quello di terzino, come abbiamo già detto parlando del mediano, è un altro ruolo difficile da interpretare perché richiede due anime, una da difensore arcigno e l’altra da efficace incursore. Anni fa, in uno stage dell’Under 21, l’allora selezionatore Pierluigi Casiraghi si lamentò con me per la difficoltà di reperire questo tipo di giocatore tra i giovani talenti candidati alla maglia azzurra. Ed in effetti negli ultimi anni abbiamo visto troppo spesso esterni bassi capaci di farsi valere in marcatura ma timidi e impacciati nelle ripartenze, oppure elementi di ottima gamba, con propensione ad andare al cross e al tiro, ma deboli sull’uomo.

Frugando tra i ricordi, mi viene in mente Davide Brivio, arrivato a Vicenza nel 2007 dalla Dea dove, pur ancora ragazzo, s’era guadagnato la fama di golden boy (ed in effetti ha poi fatto una discreta carriera, toccando la serie A con Lecce, Atalanta e Verona). Un giocatore di ottimo livello, dunque, ma che risultava poco convincente nella fase di spinta, nonostante avesse nel suo repertorio una “castagna” notevole che gli fruttò qualche gol dalla distanza. Un suo compagno di squadra in biancorosso mi raccontò una volta che lo chiamavano “il Soletta”, alludendo appunto alla sua tendenza a non concretizzare le discese, liberandosi troppo spesso della palla con passaggi laterali o all’indietro.

Ho fatto questa personalissima citazione per sottolineare un difetto frequente nei difensori di fascia: fanno il tentativo di proporsi in avanti, magari con una sgroppata di qualche decina di metri, ma solo in pochi riescono a dare concretezza allo scatto, arrivando alla linea di fondo per un traversone oppure tentando l’inserimento verso la porta. Ed ecco per voi un’altra citazione Belloniana: parlando proprio di questo aspetto il grande Berto Menti mi disse una cosa memorabile. “Un giocatore professionista, quando arriva in fondo al campo e mette la palla in mezzo, su 5 tentativi ne deve piazzare 4 giusti e 1 sbagliato. Se accade viceversa, ha sbagliato mestiere.” Inutile che rammenti ai lettori, i quali di calcio ne sanno anche più di me, certi spettacoli osceni cui assistiamo ad ogni livello nei tentativi di traversone. Non andiamo oltre, per carità cristiana…

Entriamo invece direttamente nel vivo. Con l’arrivo di Di Pardo è stata completata la prima coppia di terzini: Calderoni da un lato e lo stesso ex juventino dall’altro. Sul fronte destro però c’è anche il citato Ierardi, già utilizzato dal mister nelle amichevoli con buoni risultati almeno per quel che riguarda il recupero della schiena malandata. L’allenatore ha peraltro dichiarato che sulla corsia mancina è necessario intervenire con un ulteriore giocatore di spessore. Il candidato più convincente potrebbe essere Marco Sala, di proprietà del Sassuolo, di cui vi abbiamo già parlato in precedenza. E’ un sinistro naturale molto duttile. Ventiduenne, può fare l’esterno basso ma all’occorrenza anche il centrocampista sia a tre che a quattro. Costa parecchio, ma visti i buoni rapporti tra il Lane e i ramarri, si potrebbe trovare una formula di riscatto almeno per la comproprietà, senza adattarsi al prestito secco. Dopo la stagione alla Spal è molto richiesto: particolarmente insistente il corteggiamento della Ternana.

Un altro elemento che mi piace molto è Luca Ranieri, di proprietà della Fiorentina anche lui reduce dal prestito a Ferrara. Si tratta di un pari età (1999) pure lui caratterizzato da molta versatilità. Di ruolo è terzino sul lato mancino ma può svolgere bene anche il compito di centrale di difesa grazie ai 187 cm. di statura oppure come sinistro di centrocampo. Senza dimenticare che un altro neo acquisto, Crecco, pur prediligendo la posizione di esterno alto non disdegna nemmeno di fare il terzino. Dietro, infine, scalpita per fare esperienza Thomas Sandon, gioiellino Primavera appena maggiorenne. Quanto all’altra corsia, detto oltre ad Alessandro Di Pardo e a Mario Ierardi, c’è la sempre puntale disponibilità di Bruscagin, pronto a tappare qualsiasi falla in caso di bisogno. In tre potrebbero anche coprire, almeno per il momento, le esigenze specifiche. Ma se si volesse aggiungere qualcos’altro in più, io lancio l’idea di Alessandro Zanoli, terzino destro scuola Carpi ma di proprietà del Napoli, nell’ultima stagione al Legnago. Di lui Giovanni Colella dice: “E’ un diamante grezzo che deve solo essere affinato”. Quasi un metro e 90, è dotato di grande corsa e di buona tecnica. Non costa molto e potrebbe essere davvero un investimento azzeccato.

All’ombra del Vesuvio parlano di questo 2000 come il possibile vice Di Lorenzo. Per lui, interessamento di molte società, prima tra tutte l’Alessandria. E qui ci fermiamo davvero. Con un solo acquisto, al massimo due, il Lane potrebbe blindare entrambe le fasce, magari puntando su due Under, visto che la lista degli Over è assai più delicata. Ancora un mese di tempo per il Mago, alla ricerca di un Vicenza che possa competere con le 5 regine della Cadetteria: Benevento, Crotone, Monza, Lecce e Parma. Io ci credo. E voi?

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