Politica Schio

Psichiatria sguarnita nell'Alto vicentino: l'allarme di Cunegato

Il consigliere comunale della città laniera parla senza mezzi termini delle strutture e dei servizi che nel comprensorio sono destinati alla salute mentale: mentre sullo sfondo della gestione della sanità veneta continua a far parlare il caso Chioggia

A Schio il «Centro di salute mentale è de facto chiuso». Nell'Alto vicentino, giusto per dare i numeri «del disastro», solo dieci anni fa, avevamo cinque, a volte sei medici nella neuropsichiatria infantile. Oggigiorno «in un territorio di 180mila abitanti, ne abbiamo solo due: un terzo rispetto al passato. Il che è drammatico». A fare una breve disamina sullo stato della psichiatria nell'Alto vicentino in una nota diramata oggi 19 luglio è il consigliere comunale scledense Carlo Cunegato che nella città laniera è componente del consiglio comunale in quota al gruppo di Coalizione civica. L'intervento di Cunegato si colloca nel più ampio contesto delle polemiche seguite alla notizia giunta alcuni giorni fa da Chioggia nel Veneziano: dove si è registrato il caso di un 13enne ricoverato nel reparto di neuropsichiatria per adulti per mancanza di una accoglienza alternativa in una struttura più adatta. Il caso ha scatenato le opposizioni di centrosinistra in seno al consocio regionale del Veneto, che chiedono lumi all'assessore regionale alla sanità, la rosatese Manuela Lanzarin.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Psichiatria sguarnita nell'Alto vicentino: l'allarme di Cunegato
VicenzaToday è in caricamento