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Bonifiche: ci sono 31 milioni «per dieci siti orfani»

Con una delibera ad hoc palazzo Balbi ha identificato i fondi del Pnrr per la riqualificazione ambientale di alcune aree rispetto alle quali non è stato possibile obbligare i responsabili alle operazioni di decontaminazione. Il grosso del budget andrà al Veneziano e al Veronese: una piccola frazione anche all'Ovest vicentino

La Regione Veneto ha individuato dieci i siti bisognosi di una riqualificazione ambientale rispetto ai quali non era stato possibile addebitare ai responsabili del deterioramento il trattatmento ai fini del ripristino. Il budget è ascrivibile ai fondi in capo al Piano nazionale di ripresa e resilienza ossia il Pnrr, fondi di origine Ue. A dare conto della novità è stato l'assessore regionale all'ecologia con una nota diramata ieri 29 agosto. Venezia e Verona sono le province maggiormente interessate secondo la scaletta degli interventi comunicata da palazzo Balbi. Seguono quella di Padova e quella di Rovigo per un totale di 31 milioni di euro. Di questi 177mila saranno assegnati a Sarego nell'Ovest Vicentino. In questo caso la somma sarà impiegata per cominciare a valutare nel dettaglio (la procedura si chiama caratterizzazione) lo stato ambientale di un terreno demaniale localizzato in zona Palazzetto altamente inquinato da metalli pesanti e idrocarburi. Negli anni le autorità non sono mai state in grado di risalire alla identità di coloro che nel tempo hanno trasformato quei lotti pubblici in una discarica di sostanze tossiche.

LA PROPOSTA
Sul piano amministrativo la giunta regionale veneta su proposta dell'assessore all'ambiente Gianpaolo Bottacin, di concerto con l'assessore con delega alla Legge speciale per Venezia Roberto Marcato, ha approvato l'elenco degli interventi di bonifica di siti contaminati che ricadono nel territorio regionale e individuati in qualità di «siti orfani», in previsione del finanziamento di origine Eu «disposto a valere sulle risorse recate dalla Misura M2C4 - Investimento 3.4 del Pnrr, per la bonifica dei siti cosiddetti orfani». Un finanziamento che si prefigge l'obiettivo, entro il primo trimestre del 2026, della riqualificazione di tali siti.

«PASSAGGIO IMPORTANTE»
«È un passaggio importante, che riguarda interventi per oltre 31 milioni di euro – spiega l'assessore Bottacin – a cui arriviamo dopo una complessa attività di ricognizione delle criticità presenti nel territorio, realizzata anche con il supporto della Città metropolitana di Venezia, delle province e delle amministrazioni comunali e delle competenti strutture ministeriali, che ci ha portato a formulare un elenco di dieci interventi prioritari».

QUESTIONE ANNOSA
Per «sito orfano», rimarca l'assessore, si intende un sito contaminato «il cui ripristino risulta essere, per diverse motivazioni, in capo alla pubblica amministrazione, principalmente ai Comuni; per tali interventi il responsabile dell'inquinamento non è stato individuato o non risulta individuabile ovvero, se identificato, non provvede agli adempimenti previsti dalla normativa in materia di bonifiche di siti contaminati, né vi provvede altro soggetto eventualmente interessato come ad esempio il proprietario privato dell'area. Più in generale Bottacin col suo intervento ha riproposto, tra le altre,  l'annosa questione dei terreni inquinati dai privati. Quando gli enti pubblici non sono in grado di identificare i responsabili o non sono in grado di imporre loro la bonifica questi costi, de facto una socialiazzazione delle perdite, vengono addebitati alla collettività. Il Veneto, che dal dopoguerra ha acquisito una importante vocazione industriale non è mai riuscito a venire a capo di quello che la rete ambientalista definisce un vero e proprio vulnus perenne. Che per vero affligge pressoché la totalità dei paesi industrializzati.

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