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Domenica, 3 Luglio 2022
Economia

Pagamento con il Pos, multe ai negozi che non sono in regola dal 30 giugno: «Scelta sbagliata nel tempo e nei modi»

Potrebbero partire sei mesi prima rispetto al primo gennaio 2023 le sanzioni per i commercianti. Lo prevede la bozza del Pnnr 2 esaminata mercoledì dal consiglio dei ministri. Per Confcommercio Vicenza «Le banche continuano a guadagnare come prima sulle transazioni e i commercianti si ritrovano a sostenere costi su costi».

Potrebbero scattare dal prossimo 30 giugno, e non più dal 1° gennaio 2023, le multe per commercianti e professionisti che rifiutano il pagamento tramite Pos, il dispositivo elettronico che consente di utilizzare le carte. L'obbligo per gli esercenti in realtà esiste dal 2014, ma non la multa, che diventerebbe realtà con 6 mesi di anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto dal recovery. Questo almeno è quanto prevede la bozza del decreto Pnrr 2 esaminato ieri dal consiglio dei ministri. All'articolo 15, infatti, al provvedimento "in materia di sanzioni per mancata accettazione dei pagamenti elettronici, le parole 'dal 1° gennaio 2023' sono sostituite dalle seguenti: 'dal 30 giugno 2022'", si legge nella bozza.

La sanzione amministrativa partirà da un minimo di 30 euro e sarà maggiorata del 4% del valore della vendita o della prestazione di servizi per cui non è stato accettato il pagamento della transazione con carte di debito o di credito. Un esempio sarà forse utile a comprendere meglio il meccanismo: se un commerciante rifiuta un pagamento tramite Pos per un articolo del valore di 100 euro, dovrà pagare una multa di 34. 

La sanzione sull’obbligo di accettazione del pagamento tramite Pos da parte degli esercenti non è una sorpresa per gli addetti ai lavori, perché se ne parlava già dal 2017. L'‘introduzione effettiva delle multe è sempre stata bloccata da Confcommercio che chiedeva un intervento sul sistema bancario per abbattere le gravose commissioni che le attività devono pagare quando si dotano degli apparati di pagamento elettronico, nonché su ciascuna transazione. «Il problema è che negli ultimi cinque anni poco o nulla è stato fatto a livello strutturale su questo tema – afferma Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza - ad eccezione di una serie di interventi adottati con il sistema dei crediti d’imposta su una parte dei costi sostenuti dalle imprese. Le banche continuano a guadagnare come prima sulle transazioni e i commercianti si ritrovano a sostenere costi su costi. Questo anticipo sull’applicazione delle sanzioni è incomprensibile – incalza il presidente Rebecca - e dimostra l’incapacità di avviare una seria riforma del sistema e di intervenire con autorevolezza sulle banche»

Il nodo principale, secondo l'associazione, è l’incidenza dei costi dei pagamenti elettronici per certe attività come benzinai, edicole, tabaccai, che hanno margini risicatissimi sui propri volumi di vendita e per i quali anche solo qualche centesimo di costo in più rischia di sparigliare i conti del bilancio. E poi c’è la questione delle micro transazioni, che interessa un po’ tutti ma che può abbattersi anche e soprattutto sulla categoria dei bar. Oggi, con le tecnologie contactless, anche pagare un caffè con la moneta elettronica può essere facile e veloce, ma questo significa moltiplicare a dismisura transazioni e conseguentemente costi per le imprese. A tutto ciò si aggiunge la questione di chi vive in aree “marginali” non servite da reti infrastrutturali che consentano l’installazione dei Pos. «Noi chiediamo da tempo l’introduzione della gratuità delle micro transazioni e un intervento per le zone dove il servizio rischia di non arrivare, prima di introdurre qualsiasi ipotesi di sanzione – conclude il presidente Rebecca -. Per questo la “fuga in avanti” sul tema sanzioni è sbagliata nei modi e nei tempi».

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