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Emergenza carcere San Pio X, la polizia penitenziaria minaccia lo sciopero

Il sindacato Uil penitenziari lancia un grido di allarme sulle condizioni di lavoro dei secondini a Vicenza e in tutto il Triveneto: aggressioni, mancanza di organico, ore di lavoro oltre il limite massimo contrattuale, condizioni di vivibilità scadenti

Torna a riemergere l'annosa questione delle condizioni di lavoro all'interno del carcere San Pio X, tanto le il sindacato Uil Penitenziari arriva a minacciare lo stato di agitazione.

"Le emergenze che segnano il nostro mondo sono sempre state affrontate con noncuranza e superficialità sia per l’esiguo impegno di risorse economiche sia sul piano politico, strategico e organizzativo - scrivono in un comunicato -  Le condizioni di lavoro sono caratterizzate da numerose aggressioni a danno degli agenti, dalla mancata revisione delle piante organiche e dei carichi di lavoro, dall’aggiramento e/o violazione delle procedure di mobilità, da una pessima qualità dei servizi della MOS, da un inadeguato approvvigionamento e gestione degli automezzi, delle strumentazioni tecnologiche e delle divise".

"Quest’oggi segnaliamo l’inopportuna e prematura apertura del nuovo padiglione alla casa circondariale di Vicenza, il cui organico attuale assomma a sole 162 unità amministrate, da cui si contano in uscita n 18 distaccati, 4 appartenenti alle fiamme azzurre, e 6 a disposizione della CMO, 1 distaccato in ingresso, cosicchè l’organico reale assomma a sole 135 unità - spiega il sindacato - Le uscite per distacchi da nord verso il sud contribuiscono ad un impoverimento già dell’esiguo personale del comparto sicurezza, hanno reso la situazione del personale ancora più drammatica. Il Dirigente della struttura, alcune settimane fa, tuonò sui giornali locali che avrebbe aperto il nuovo padiglione a costo zero, ovvero senza nessun rinforzo organico, e così a fatto. Ma a quale costo? Aumentando i carichi di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria, abbassando ulteriormente i livelli di sicurezza, con conseguente aumentato rischio per l’incolumità dei pochi poliziotti che prestano servizio nella struttura, che si vedono costretti a garantire il servizio in 3 diversi padiglioni tutt’ora funzionanti. Le scellerate scelte della Direzione vicentina, supportate dalla Direzione Regionale, hanno cagionato una serie di problematiche importanti che incidono negativamente sui diritti soggettivi del personale". 


Molti i punti in questione, dal piano ferie natalizia non ancora esposto, cibo scadente, garritte non protette dalle intemperie, ore di lavoro e mansioni non previsti dal contratto, pagamenti in ritardo. L'appello alle autorità è quello di "intervenire nei confronti della direzione vicentina e del Prap di Padova, prima che la situazione possa degenerare a tal punto da non poter più essere recuperata".

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