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Coronavirus, caos all'Inail: «Niente visite, non ci sono mascherine»

Chi ha bisogno di un certificato medico per il lavoro, chi di una carta per rinnovare un permesso. Niente da fare, gli uffici di viale Milano sono "chiusi per virus". La disposizione arriva dalla sede nazionale, che però non ha provveduto a inviare il materiale sanitario

La disposizione dell'Inail nazionale è arrivata nel tardo pomeriggio di lunedì. Gli uffici vicentini dell'ente pubblico, come quelli di tutti la regione, martedì mattina erano chiusi per l'effetto del Coronavirus. Nessun utente ne era al corrente e, in molti, la mattina, si sono trovati i cancelli sbarrati e gli addetti che fornivano spiegazioni sul piazzale. Chiunque avesse bisogno di certificati per gli infortuni o la malattie sul lavoro, da presentare in azienda, si è trovato un cartello che rimandava l'accesso agli uffici a data da destinarsi. 

"L'attività amministrativa e sanitaria resa all'utenza con ricevimento del pubblico è sospesa fino a nuove disposizioni", recita l'avviso. Quindi rinviati tutti gli accertamenti quali revisioni, accertamenti postumi definitivi, collegiali, prescrizioni, cure termali, collaudi, prescrizioni protesi e tutte le visite programmate nei giorni a venire. Al capannello di persone che si era formato all'entrata degli uffici Inail veniva comunicato che tutte le richieste di accertamento potranno pervenire attraverso i diversi canali (telefonico, telematico, fax) per la certificazione del periodo di inabilità. 

A parte il disagio per molte persone che necessitavano di un documento, alcuni erano preoccupati, a visita già fissata, di non sapere come comunicare all'azienda il loro stato. Ma la cosa paradossale, spiegata dal personale Inail, è che la principale ragione per la sospensione delle visite è dovuta al fatto che il materiale sanitario necessario per i controlli, vale a dire mascherine protettive e guanti, non c'era. L'Inail, infatti, ha dato ordine di chiudere gli uffici ma, come  ha spiegato un funzionario «non ha provveduto a inviare il materiale sanitario e senza mascherine non si può visitare nessuno».

A farne le spese, naturalmente, gli utenti. Come il signor Saverio che, arrivato per una visita prenotata per avere il controllo sull'infortunio a una mano, ora è in apprensione perché «Se io non ho un certificato da presentare all'azienda adesso non so che giustificazione dare al mio datore di lavoro. Io non posso aspettare: cosa devo mandare per via mail, e a chi?»

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