Arrestato spacciatore: per la prima volta processo in videoconferenza

La giustizia ai tempi del coronavirus: nel pomeriggio di giovedì il rito direttissimo a carico di una persona arrestata, è avvenuto direttamente presso una caserma dei Carabinieri, in collegamento telematico con il Tribunale Berico

Il tribunale di Vicenza in una foto d'archivio

Per la prima volta in provincia si è tenuta, nel pomeriggio di giovedì, l’udienza di convalida e successivo rito direttissimo a carico di una persona arrestata, direttamente presso una caserma dei Carabinieri, in collegamento telematico con il Tribunale Berico.

La seduta, infatti, si è tenuta “da remoto”, secondo le linee dettate nello specifico protocollo promosso dal tribunale di Vicenza, in osservanza alle normative connesse con le misure emergenziali volte a mitigare e prevenire il fenomeno epidemico da COVID-19. Il protocollo è stato sottoscritto proprio oggi dal Presidente del Tribunale, dal Procuratore reggente, dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati, dal Presidente della Camera Penale e dalle Forze dell’Ordine della provincia. Prima esperienza pratica, dunque, per questa nuova modalità esecutiva del percorso giudiziario, tenuta a battesimo proprio nella caserma dei carabinieri di Monteccho.

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Nella serata di ieri, infatti, i militari della tenenza della città dei castelli, nel corso dei consueti servizi di pattugliamento del territorio incrementati di recente in relazione alle misure emergenziali in atto, hanno sorpreso un giovane extracomunitario intento a spacciare eroina. Alla vista dei militari il criminale si è dato alla fuga, ma è stato bloccato poco dopo dagli operanti, con i quali ha ingaggiato una colluttazione, nel corso della quale uno dei militari è rimasto contuso. Il giovane è stato quindi immediatamente perquisito e trovato in possesso di due involucri, contenenti eroina, per un peso di 1,2 grammi, oltre a 100 euro in contanti.

A quel punto l’uomo, un 27enne nigeriano regolare in Italia, I. G. , con domicilio in Montecchio Maggiore, disoccupato, pregiudicato, è stato arrestato dai carabinieri, i quali hanno proceduto anche alla perquisizione della sua abitazione rinvenendo, oltre al materiale per il confezionamento, circa 2 grammi di marijuana ed ulteriori 380 euro in banconote di piccolo taglio ritenute provento dello spaccio, alla luce dello stato di disoccupazione dello straniero e della documentata attività illecita. Al termine delle operazioni e degli accertamenti l’arrestato, ritenuto responsabile di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e spaccio di sostanze stupefacenti, è stato trattenuto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, nelle camere di sicurezza della Tenenza di Montecchio, in attesa dell’udienza di convalida, tenutasi giovedì in videoconferenza. Il giudice ed il pubblico ministero hanno disciplinato le fasi del procedimento e comunicato alle parti, tutte presenti nel presidio dell’Arma, le loro richieste e decisioni, collegandosi direttamente dal palazzo di giustizia.

“Sono molto soddisfatto.“ afferma il Comandante Provinciale dell’Arma, Col. Nicola Bianchi “Subito dopo la sottoscrizione del protocollo con il Presidente del Tribunale, il Procuratore reggente, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati e quello della Camera Penale, si è svolta la prima udienza di convalida di un arresto presso una caserma dell’Arma. Un passo molto importante, significativo, di piena aderenza da parte del Comando Provinciale Carabinieri sulla necessità, in questo particolare periodo di emergenza, di limitare al massimo gli spostamenti, impiegando e sfruttando al meglio gli strumenti tecnologici a disposizione”.  
Soddisfazione per l’ottima riuscita dell’udienza è stata espressa anche dal Presidente del Tribunale di Vicenza, Dott. Alberto Rizzo: “In un momento di enorme difficoltà, attraverso la tecnologia e la efficace e sinergica collaborazione di tutte le Istituzioni, viene garantita la legalità, salvaguardando l’esposizione a rischio contagio dei diversi operatori".

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Il cittadino nigeriano è stato condannato, dal Giudice Dott. Matteo Mantovani, alla pena di mesi 10 di reclusione, comprensiva anche della sanzione per la violazione dell’art. 650, non avendo osservato le disposizioni del decreto emergenziale. Al termine dell’udienza è stato quindi rimesso in libertà per l’intervenuta sospensione della pena.

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