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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Attualità Sovizzo

Spari all’asinella a Montemezzo, interrogazione dell’Intergruppo Tutela Animali

I consiglieri Zanoni, Guarda, Bigon e Lorenzoni hanno presentato un’interrogazione in merito alla vicenda accaduta lo scorso 3 novembre

«L’episodio di Sovizzo è purtroppo solo l’ultimo di una lunga scia che produce ferimenti ed uccisioni di persone ed animali. Tutto legato all’uso incontrollato di armi da parte di soggetti la cui irresponsabilità è palese. Eppure tutto tace da parte della Regione, malgrado le denunce ed una mozione depositata ancora nel novembre 2021 che resta sepolta nei cassetti».

La presa di posizione viene dai consiglieri regionali che compongono l’Intergruppo Tutela Animali. I i dem Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, assieme al portavoce delle opposizioni Arturo Lorenzoni e all’esponente di Europa Verde, Cristina Guarda. I quattro consiglieri hanno presentato un’interrogazione, primo firmatario Zanoni, in merito alla vicenda accaduta lo scorso 3 novembre a Montemezzo di Sovizzo presso il locale centro di Terapie assistite con gli animali.

«Gli ospiti del centro terapeutico che si trovavano nel cortile esterno della struttura, assieme a tre asinelli rinchiusi nel loro recinto, sono stati costretti a rifugiarsi di fretta all’interno dello stabile, dato che la proprietà è stata letteralmente bersagliata da una pioggia di pallini di fucile da caccia. I presenti - questa la ricostruzione - hanno riferito di aver sentito in seguito ulteriori colpi di fucile, uno dei quali ha purtroppo colpito un’asinella, che, in preda al terrore ha rotto la recinzione della proprietà ed è fuggita. L’animale, recuperato solo dopo pazienti ricerche, è stato ritrovato con ferite da pallini da caccia sul muso, vicine agli occhi, che fortunatamente non ne hanno compromesso la vista. I testimoni hanno inoltre sostenuto di aver notato, poco prima dell’evento, una persona in abbigliamento militare, con tanto di berretto; sempre prima degli spari è stato anche visto, nei pressi della struttura, un cane da caccia. Le indagini purtroppo non hanno ancora permesso di identificare l’autore/gli autori di questo ennesimo atto criminale, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi”.

Zanoni, Bigon, Lorenzoni e Guarda ricordano i contenuti della mozione che ancora deve essere discussa in aula «con la quale abbiamo messo nero su bianco una serie di misure da adottare per evitare queste situazioni. A cominciare dall’obbligo per i cacciatori di indossare una pettorina con un codice alfanumerico per facilitarne l’identificazione anche in caso di incidente: se l’avesse indossata, il responsabile dell’episodio di Sovizzo sarebbe stato già identificato. Ma sono inoltre necessari: il raddoppio delle distanze di sicurezza da edifici e strade nell’attivita? di caccia; il divieto di iscrizione agli Ambiti Territoriali di Caccia e Comprensori Alpini per almeno 10 anni per chi causa incidenti violando le distanze di sicurezza da strade e abitazioni; la revoca del tesserino di caccia con il divieto di rilascio di un nuovo tesserino per almeno 10 anni per chi causa incidenti violando le distanze di sicurezza da strade e abitazioni».

Infine la domanda posta all’assessore regionale con delega alla caccia: «cosa intende fare, con inderogabile urgenza, per impedire ai folli autori di questi gesti criminali di poter continuare, impuniti, a mettere a repentaglio la vita di persone e animali?».

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