Coronavirus nell'Ovest Vicentino: «il soggetto è in quarantena e sta bene»

Ai taccuini di Vicenzatoday.it parla il sindaco del piccolo centro del comprensorio arzignanese in cui si è registrato uno dei tre casi di Covid-19 scoperti nella provincia berica: «la vita continua, si farà anche il mercato: l'Ulss procede coi controlli, stiamo tranquilli»

una veduta di piazza Zanella a Chiampo

Da ore a Vicenza e provincia si parla dei tre casi di contagio da Coronavirus o Covid-19 che ha interessato i comuni di Agugliaro, Campiglia e Chiampo. Matteo Macilotti è il sindaco di quest'ultima. Ai taccuini di Vicenzatoday.it parla di situazione «sotto controllo». Parla di una Chiampo con una piazza Zanella, che oggi alle 13 era semideserta, un po' meno frequentata anche se non condivide la vulgata per cui strade e piazze si siano svuotate. E nel fare questo invita i cittadini a stare tranquilli.

Macilotti che effetto le fa vedere la piazza principale della sua cittá, almeno oggi alle 13, quasi deserta?
«Questa mattina ho visto le persone che si muovevano più o meno come al solito, forse qualcuno in meno in piazza Zanella, ma senza motivo onestamente. Sono andato a fare colazione al bar e poi, più o meno, eravamo i soliti».

Da quale quartiere di Chiampo proviene il contagiato? È maschio o femmina? Quanti anni ha? Lavora per caso nell'indotto della concia o della lavorazione della pietra? O che occupazione ha? È di origine italiana o straniera?
«La tutela della privacy e il buon senso mi impongono di rivelare tali dati».

Sindaco, lei è un avvocato e un pubblico ufficiale. Sa benissimo che se non si fanno nomi e cognomi la privacy non c'entra nulla. Quindi come stanno davvero le cose?
«Diciamo così. Ragioni di opportunità e ragioni di buon senso mi impongono di non rivelare tali fattispecie».

E perché mai?
«Purtroppo in questi casi c'è una assurda caccia per individuare la persona che non ha senso. Ho visto girare ricostruzioni assurde su WhatsApp. Invito tutti a non fare nomi e a essere assolutamente prudenti, soprattutto nelle chat di WhatsApp».

La persona contagiata è stata ospedalizzata? Se sí dove? In che modo le autorità sanitarie sono venute a conoscenza della sua infezione? Quali sono le condizioni del paziente? Si sa o si ipotizza da dove possa essere stato contagiato?
«Posso tranquillamente affermare che questa persona è a casa in quarantena e sta assolutamente bene. Per quanto attiene alle concrete modalità di scoperta del virus non le conosco sinceramente. Bisognerebbe chiedere alla Ulss di riferimento».

È da diversi giorni che si parlava di un possibile contagio nel comprensorio arzignanese. Come mai secondo lei i vertici regionali o quelli della Ulss berica non hanno mai confermato la possibilità della presenza del contagio?
«Non penso proprio che sia questo il caso. Personalmente non ne ero al corrente. Confrontandomi con i colleghi sindaci ho scoperto che in tutti i territori ci sono le voci e i sospetti, ma questi sono figli della psicosi generale che si è creata. Non sono suffragati da dati veri».

Sindaco però le autorità sanitarie sono sempre interpellate dalla stampa. Spesso però queste glissano o non rispondono rendendo più difficile distinguere il grano dal loglio. Ma ad ogni modo in questo momento che messaggio vorrebbe indirizzare ai suoi cittadini?
«Dico di stare assolutamente tranquilli, l'Ulss ha avviato tutti i protocolli prudenziali. La vita continua, il mercato settimanale si farà e non ci sono particolari restrizioni o motivi per non godersi una bella passeggiata all'aperto in piazza».

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Frattanto sul piano politico-amministrativo la situazione si sta arroventando per quanto riguarda il caso Acque del Chiampo. Ci sono state le recentissime dimissioni del suo cda? E la querelle è debordata anche per quanto riguarda Arica, il consorzio controllato da Acque del Chiampo. Lei che idea si è fatto al riguardo?
«Ho appreso delle dimissioni di quattro membri del cda di Acque del Chiampo. Nei prossimi giorni cercherò di capire le ragioni di tale drastica decisione e lavorerò con tutti i miei colleghi per superare questo difficile momento».

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