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«Per colpa del Tav respireremo i Pfas»

I comitati che nel capoluogo berico contestano il tracciato dell'Alta velocità ribadiscono le preoccupazioni sul piano ambientale e della salute collettiva e annunciano una manifestazione per il 30 settembre. Frattanto il sindacato Cub chiama due esperti per «svelare» i rischi che si nascondono dietro la partita legata agli espropri che faranno da prologo ai lavori veri e propri

Nel pomeriggio del 30 settembre a Vicenza sono previsti due cortei, uno proveniente della zona Ovest della città, l'altro dalla zona Est e che si uniranno poi in centro, durante i quali sarà chiesta a gran voce «una moratoria» sui cantieri Tav Alta capacità che interesseranno il capoluogo berico. A dare la notizia sono le stesse associazioni i cui portavoce si sono dati appuntamento oggi 9 settembre a mezzodì all'esedra di Campo marzo per fare il punto della situazione. «Quest'anno le giostre, il prossimo le ruspe» stava scritto su un piccolo striscione che gli attivisti, una decina, ha esposto allo sguardo dei passanti: il riferimento alle giostre presenti per la festa patronale dell'8 settembre era plastico peraltro. Ad ogni modo Daniele Mantiero (referente del comitato Ferrovieri), Francesco Bertola (presidente della sezione vicentina di Isde Medici per l'ambiente Romana Caoduro, Presidente della associazione Civiltà del verde) e Angela Rotella (portavoce del comitato TavPerché Vicenza est) in nome e per conto dei gruppi che da tempo si oppongono al tracciato della cosiddetta Alta velocità lungo la tratta Verona, Vicenza, Padova, hanno ribadito le proprie preoccupazioni espresse in passato.

Molto puntuta è stata la presa di posizione di Bertòla il quale ha spiegato che c'è un rischio concreto. Quello per cui chi passa nei pressi delle aree di lavoro potrebbe respirare i Pfas, ovvero i temibili derivati del fluoro al centro dell'affaire Miteni. Il motivo? Per Bertola è presto detto. L'acqua della falda che sarà prelevata per abbattere le polveri di cantiere è in parte contaminata appunto dai Pfas. Il liquido contaminato una volta spruzzato in aria potrebbe finire nei polmoni di chi si trova in loco. «Per colpa del Tav respireremo i Pfas» hanno detto gli attivisti tra il preoccupato e il sarcastico.

I portavoce peraltro hanno pure diffuso un volantino in cui sono stati precisati ulteriormente i concetti espressi in Campo marzo e nel quale sono contenute pure alcune indicazioni sul piano organizzativo in vista del 30 settembre. «Entro quella data - fanno sapere i tre - saranno resi noti i dettagli organizzativi della manifestazione che dovrebbe cominciare attorno alle quattro del pomeriggio».

Ad ogni modo il versante «No Tav» rimane in fermento. Ieri infatti la sigla Cub ha annunciato una sua iniziativa. Giovedì 14 settembre alle 20,15 presso la sede vicentina del sindacato Cub in via dei Mille 173 è previsto un incontro dedicato ad un altro dossier caldo: quello degli espropri. Per l'occasione la segretaria veneta del Cub Maria Teresa Turetta modererà un dibattito con gli avvocati Giorgio Destro e Serena Pomaro del foro di Padova, due esperti in materia, cui spetterà il compito, si legge in una nota diffusa appunto ieri, di svelare «le insidie che si celano dietro le procedure previste dalla legge per l'acquisizione forzata degli immobili a seguito dell'attraversamento del territorio cittadino» da parte del Tav. «Gli abbattimenti degli edifici» che interessano almeno duecento famiglie, sono già stati annunciati dal sindaco berico del Pd Giacomo Possamai «che volentieri - accusa Turetta - si è prestato ad aprire un cantiere che bloccherà la città per anni creando disagi alla circolazione, rumori, polveri e inquinamento». Gli espropri nel caso di grandi opere come quella della realizzazione dell'Alta velocità o Alta capacità come è meglio nota costituiscono de facto il prologo all'avvio dei cantieri.

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