Martedì, 16 Luglio 2024
Attualità Fara Vicentino

«Con più pattuglie dei carabinieri quella tragedia si sarebbe evitata»

Dopo il fatto di sangue registrato nel comprensorio breganzese il sindacato Cub punta l'indice sui carichi di lavoro che gravano sugli operativi e chiede lumi sulle circostanze che avrebbero permesso all'assalitore, poi ucciso, di sfilare la pistola d'ordinanza ad uno dei carabinieri intervenuti in loco: arma con cui sarebbe stato gravemente ferito un vigile urbano

«Il sindacato Cub si mette a disposizione di Alex Frusti agente del consorzio di polizia locale del Nordest vicentino ferito gravemente a un polmone nella sparatoria di Fara: pure nell'ottica di un procedimento civile per chiedere i danni a chiunque possa essere ritenuto responsabile, anche in termini di negligenza, rispetto a quanto accaduto. Non ci tireremo indietro nel cercare queste responsabilità ovunque esse si trovino, anche nell'ambito delle forze dell'ordine». Sul fatto di sangue che ieri 24 aprile ha portato alla morte di un giovane esagitato salernitano di origini marocchine, ucciso da un carabiniere dopo che l'aggressore avrebbe fatto fuoco su un vigile urbano, arriva la bordata del sindacato autonomo Cub. Il quale in una nota diffusa oggi dalla segretaria veneta Maria Teresa Turetta fa sapere che l'episodio va ricondotto alla tendenza in atto nel Paese, in primis per questioni di compressione della spesa pubblica, da molti anni di delegare alla polizia locale a mansioni tipiche di Polizia di Stato e carabinieri. Ai taccuini di Vicenzatoday.it Turetta aggiunge che se fossero intervenute più pattuglie dei militari non si ci sarebbero stati né morti né feriti.

NOTA AL CURARO
Che la nota sia intinta nel curaro lo si capisce ad una primissima lettura. La Cub infatti usa il termine «negligenza». Una scelta che può essere letta senza dubbio sul piano della querelle relativa alla organizzazione del lavoro: rispetto alla quale da anni i sindacati denunciano un cumulo debordante di mansioni per i vigili urbani. «I quali spesso sono chiamati a svolgere compiti tipici delle forze di polizia pur a fronte di una preparazione non adeguata mercé il fatto che gli stessi compiti della municipale, così dice la legge, siano ben diversi». Questo almeno, da anni, è il leitmotiv delle lamentele degli agenti della polizia locale.

LO SPETTRO DELLA «NEGLIGENZA»
Tuttavia il termine «negligenza» ha anche una valenza in relazione alla vicenda specifica. Gli inquirenti (ieri Vicenzatoday.it ha dato conto di una primissima ricostruzione dei fatti ad opera del procuratore capo berico Lino Giorgio Bruno che però sarebbe stata accolta con parecchio scetticismo da molti colleghi di Frusti) in queste ore stanno cercando di capire come sia stato possibile che una persona, per quanto esagitata, avendo di fronte più agenti, alcuni «muniti di taser» nonché della pistola di ordinanza, sia riuscita a sfilare ad un appuntato dei carabinieri la stessa pistola dalla fondina, togliendo al contempo la sicura, armando il dispositivo e facendo poi fuoco: fermo restando che prima di premere il grilletto lo stesso aggressore sarebbe pure stato investito da una o più scariche di taser: ovvero il dispositivo di ingaggio ravvicinato in dotazione alle forze dell'ordine.

Questa almeno è la ricostruzione di cui hanno dato conto pure molti quotidiani. Epperò per l'appunto a questa sequenza molti colleghi di Frusti non credono. Anzi, l'ipotesi che starebbe circolando tra le divise è che il carabiniere potesse avere la pistola in pugno col colpo in canna e che la persona oggetto dell'intervento delle forze dell'ordine sia riuscito in qualche modo a sottrarre l'arma dalle mani del militare della compagnia thienese facendo fuoco, non si sa bene quanto tempo dopo, proprio sul vigile urbano Frusti. Nei confronti del quale gli attestati di solidarietà si moltiplicano di ora in ora.

ACCERTAMENTO DISCIPLINARE? IL «NO COMMENT» DI VIA MUGGIA
La questione è così delicata che sull'aspetto specifico sarebbero in corso due tipi di accertamenti. Uno di natura penale, riconducibile al fascicolo aperto sulla vicenda dal pubblico ministero Cristina Carunchio e l'altro di natura disciplinare. Farsi disarmare può costituire una condotta grave per un agente delle forze dell'ordine addestrato. Farsi disarmare da un esagitato lo è di più. E farsi disarmare, sempre che le cose siano andate così, perché l'arma non è stata maneggiata secondo le prassi di ingaggio stabilite è ancora più grave. Chi scrive ha chiesto in questo senso un commento al comando provinciale berico dell'Arma dei Carabinieri in via Muggia a Vicenza. Dal quale però è giunto un secco «no comment» in ragione del riserbo istruttorio che grava sull'inchiesta.

MICHELUSI E IL CONSORZIO NEVI
Ma come la pensa al riguardo il sindaco di Thiene Giampi Michelusi nella sua veste di presidente del consorzio Polizia locale del Nordest vicentino? «Ho la massima fiducia nel comandante del consorzio Nevi Giovanni Scarpellini che da tanti anni coordina i suoi uomini. I sindacati dovrebbero tenere bene a mente che cosa fanno i sindaci per le proprie comunità. Noi sindaci alle volte usciamo assieme agli uomini della polizia locale per dar loro supporto. Alle volte si esce con tutte le forze dell'ordine. Quindi da parte mia c'è la massima vicinanza a tutte le forze dell'ordine. Dico di più. Abbiamo anche chiesto un commissariato di polizia, ma non abbiamo avuto risposte. Se non ci sono uomini la cui dislocazione nel territorio è decisa dallo Stato non è che noi si possa fare i miracoli. Il nostro comune spende 1,3 milioni di euro per la polizia locale. Non mi si venga a dire quindi che non siamo sul pezzo quando per esempio in materia di tecnologia la polizia locale del consorzio Nevi è al top delle dotazioni».

AVVOCATI AL LAVORO
Turetta nel frattempo fa sapere che gli avvocati della Cub stanno passando al vaglio la nota diffusa in queste ore dalla procura di Vicenza nella quale si dà conto, almeno in primissima battuta, di quanto accaduto ieri nel comprensorio di Breganze. E la segretaria del sindacato aggiunge poi un'altra considerazione leggendo de facto quanto accaduto ieri ad Alex Frusti come «un gravissimo infortunio sul lavoro» e quanto accaduto a Soufine Boubagura come una morte forse evitabile: un episodio di cui «ha fatto le spese» un individuo che probabilmente aveva seri problemi personali.

QUESTIONE DI FONDO
«C'è troppa leggerezza - si legge - nella gestione degli interventi da parte di tutti soprattutto dalle forze di polizia che delegano alla polizia locale interventi che devono essere gestiti in modo più responsabile. Se le pattuglie delle forze dell'ordine che sono arrivate in massa un attimo dopo l'uccisione del cittadino magrebino e del ferimento dell'agente fossero invece intervenute subito e in modo tempestivo molto probabilmente a Fara Vicentino non ci sarebbero stati né morti né feriti. La sicurezza dei cittadini si persegue - si legge ancora - solo se i lavoratori sono messi nelle condizioni di operare in sicurezza: ciò non è avvenuto a Fara».

Poi la segretaria ai taccuini di Vicenzatoday.it fa un'ultima considerazione: «Se fossero intervenute più pattuglie le cose sarebbero andate diversamente. Con più pattuglie dei carabinieri quella tragedia si sarebbe evitata. Peraltro sono ancora da chiarire le circostanze per cui un carabiniere si sia fatto sottrarre l'arma con cui è stato aperto il fuoco su Frusti». Il quale adesso ricoverato all'ospedale di Santorso in condizioni stabili.

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