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VIDEO | Diritti e lavoro: due nuovi dossier aperti nel Vicentino

Dalla querelle sugli stipendi alla Fis fino al caso delle ferie e degli straordinari non pagati al personale medico, sono due i casi di rango provinciale, ma non solo, balzati alle cronache in seguito a due diverse iniziative. La prima è del sindacato Usb, la seconda di Europa verde

A Montecchio Maggiore e dintorni la presa di posizione del sindacato Usb, che critica il colosso veneto della Chimica additandolo di aver congelato unilateralmente un premio di risultato già accordato ai dipendenti, sta facendo discutere. Sui social network, ma anche nella cittadina castellana c'è chi ha apprezzato l'iniziativa del sindacato di base (concretizzatasi in un sit-in organizzato ieri 10 febbraio davanti alla ditta), ma non mancano anche le numerose voci contrarie di coloro che considerano il j'accuse del sindacato privo di ogni fondamento. Ad ogni modo Claudio Germano Raniero ai microfoni di Vicenzatoday.it ribadisce i rilievi mossi dalla sigla di base, lasciando comunque uno spiraglio aperto per il dialogo.

Ad ogni buon conto il tema del lavoro rimane un fronte caldo in tutto il Veneto. Ci sono le rivendicazioni nel comparto privato, ma ci sono anche quelle nel comparto pubblico. Tra le tante in queste ore ce n'è una nello specifico che sta assumendo un peso specifico notevole. Una recente sentenza della Corte di giustizia europea ha messo la parola fine su una querelle che in Italia si trascinava da anni. Secondo il verdetto vergato nel novembre dello scorso anno il personale sanitario, medici in primis, che ha concluso il contratto di lavoro senza aver goduto le ferie arretrate ha il diritto inalienabile che gli stessi arretrati siano debitamente pagati. Detto in altri termini le ferie non godute vanno obbligatoriamente monetizzate. E lo stesso vale anche per gli straordinari non pagati. Il tema peraltro è stato ampiamente illustrato sul portale del sindacato di settore Anao-Assomed il 24 gennaio scorso.

Di più, le amministrazioni nella loro veste di datori di lavoro, anche quando accampano ragioni legate alla sostenibilità della spesa pubblica, non hanno alcun diritto di impedire agli ex dipendenti di godere di quanto maturato. Peraltro proprio secondo i calcoli dell'Anao-Assomed in Italia è di almeno cinque milioni il monte delle ore di ferie non monetizzate. Il che si traduce in un debito degli enti pubblici, a partire da Stato e Regioni, verso i lavoratori stimabile tra i quattro e i cinque miliardi di euro. La novità ha avuto una certo eco sui media nazionali. Una cifra colossale in cui la quota parte in capo alla Regione Veneto non è trascurabile.

Per questo motivo una consigliera regionale veneta di Ev, la leonicena Cristina Guarda, alcuni giorni fa ha preso carta e penna. E ha indirizzato alla giunta regionale, in primis all'assessore alla sanità Manuela Lanzarin (leghista di Rosà), una interrogazione dettagliata: nella quale chiede all'esecutivo capitanato dal leghista Luca Zaia «quale sia la situazione nel Veneto e quanti medici sarebbero coinvolti». In una nota diffusa l'8 febbraio, Guarda concludeva spiegando come si tratti di «una questione che la giunta regionale non può ignorare». L'argomento è scottante anche nella provincia berica. Tanto che da anni negli ambienti sindacali si parla «di situazione delicatissima pure nell'Ovest vicentino».

LEGGI L'APPROFONDIMENTO SUL CASO FIS

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