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Malasanità, la denuncia: "9 mesi per l'emicrania, uno per ecodoppler urgente"

Rifondazione Comunista denuncia la grave situazione delle aziende sanitarie vicentine, con tempi di attesa lunghissimi per esami anche urgenti

"È assolutamente inconcepibile che un cittadino che accusa un forte emicrania e richiede una visita neurologica, si senta rispondere dall’operatrice telefonica, dell’Ulss 6, che la prima data possibile per la visita è fra nove mesi!". E' la denuncia di Rifondazione Comunista Vicenza sulla situazione della sanità pubblica in città e negli altri nosocomi della provincia. 

"I tempi di attesa troppo lunghi stanno facendo della sanità pubblica vicentina un servizio virtuale. In Urologia sempre al San Bortolo, per un urgenza si deve attendere più di un mese, i medici sono pochi e anche negli altri reparti c’è carenza di personale, e chi deve operarsi di un tumore, rischia di perdere la vita o l'aggravarsi della patologia, prima di arrivare nella sala operatoria - prosegue il comunicato - In Provincia la situazione non cambia: esempio nell’Ulss 5, per un eco-doppler urgente, agli arti inferiori causa sospetta tromboflebite, si deve attendere più di un mese!". 

"Questa situazione fotografa il quadro di una sanità pubblica vicentina,virtuale, sono molti, infatti, che si rivolgono agli ospedali di Verona e Padova, in grado di accorciare i tempi di attesa in caso di urgenza. Con l'aumento dei ticket, anche per le patologie croniche, ci saranno sempre più utenti che si rivolgeranno al privato, anche non convenzionato, cui prezzi sono talvolta inferiori ai ticket, o uguali agli stessi - denuncia il partito di estrema sinistra -  La possibilità che ha un cittadino vicentino di curarsi, appare così fortemente compromessa, e questo lo è soprattutto per chi ha un reddito basso o non ha reddito".


"Va quindi riformato urgentemente il sistema sanitario - è la conclusione - assumendo più personale medico e paramedico, con contratto regolare e indeterminato, al fine di permettere un regolare distribuzione del carico del lavoro e prolungare l’orario delle visite e degli esami, garantendo così le urgenze a breve termine. Per quanto riguarda i ticket questi non vanno aumentati, ma vanno cancellati, il diritto alla salute deve essere tutelato".

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