Sagra dei Osei, vicentino denunciato per vendita illegale di richiami vivi

Militari dei Gruppi Carabinieri Forestale di Verona e Vicenza hanno trovato un commerciante vicentino con 27 esemplari, tra cui merli, tordi bottacci, tordi sasselli, cesene ed allodole, con anelli identificativi palesemente manomessi e modificati in forma e dimensioni

A pochi giorni dall'emissione della delibera sulla regolamentazione dell'uso dei cosiddetti "richiami vivi", è scattata la prima denuncia ad opera dei Gruppi Carabinieri Forestale di Verona e Vicenza: si tratta di un vicentino trovato in possesso di 27 esemplari, tra cui merli, tordi bottacci, tordi sasselli, cesene ed allodole, con anelli identificativi palesemente manomessi e modificati in forma e dimensioni

L'operazione è avvenuta durante la Sagra dei Osei di Cisano di Bardolino, che si è tenuta lo scorso weekend. Nel corso del sopralluogo i militari hanno notato che gli esemplari esposti dal commerciante avevano qualcosa di sospetto. Con l'aiuto dei  volontari esperti e guardie eco-zoofile delle associazioni ENPA e LIPU, sono stati controllati gli anelli posti sulle zampe degli uccelli, che  costituenti “sigillo di stato” debbono essere inamovibili e presentare caratteristiche regolamentate dalla Federazione Ornicultori Italiani, alla quale ogni allevatore deve essere iscritto. Non così erano tutti quelli sui volatili del vicentino. 

Gli esemplari recanti anelli alterati sono risultati quindi illegalmente detenuti e conseguentemente posti sotto sequestro dai militari ed affidati alle cure di uno specializzato Centro di Recupero Fauna Selvatica. Il venditore è stato denunciato per “contraffazione ed uso abusivo di pubblici sigilli”, nonché per il reato specifico di “commercio di esemplari vivi non provenienti da allevamenti” previsto dalla L. 157/92 sulla protezione della fauna selvatica e sull’esercizio della caccia. Il sequestro è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria veronese, PM Elisabetta Labate.

Quanto accertato dai Carabinieri Forestali è il frutto di comportamenti delittuosi, ma anche particolarmente crudeli: gli esemplari sono stati illegalmente prelevati in natura per essere, inoltre, costretti per il resto della loro vita dentro una gabbia, impiegati quali richiami vivi, spesso in condizioni che incidono significativamente sul benessere fisico ed etologico degli uccelli

concludono i militari in un comunicato.

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