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Pensione e reddito di cittadinanza percepiti senza averne titolo: contributi per 123mila euro

Nei guai il titolare di quote di proprietà su 26 immobili, la presidente del C.d.A. di una società cooperativa, l’Imprenditrice attiva nella vendita ambulante di piante e fiori, il legale rappresentante di un bar, alcuni proprietari di unità immobiliari, falsi affittuari ed un pensionato fortunato giocatore on-line

Le Fiamme gialle beriche, nell’approfondimento di 15 distinte posizioni hanno individuato 12 casi di illecita percezione del reddito di cittadinanza ed 1 di illecita percezione di pensione di cittadinanza, proponendo all’Inps il blocco delle distinte posizioni controllate ed il recupero delle somme erogate per un totale pari a 122.400 euro.  

In un primo caso, è stato accertato che il soggetto percettore aveva beneficiato di “reddito di cittadinanza”, pur essendo stata legale rappresentante e, successivamente, Presidente del Consiglio di amministrazione di una Società cooperativa operante nel comparto della logistica.

Dall’approfondito esame delle movimentazioni bancarie societarie è emerso che la beneficiaria, almeno da gennaio 2018, avesse avuto la sicura disponibilità di denaro contante per oltre 220mila euro. A carico della stessa, che oltre ad aver dichiarato il falso sulla propria situazione reddituale aveva anche omesso di dichiarare la stabile convivenza con il compagno, peraltro cointestatario del contratto d’affitto, è scattato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca 10.434 euro, pari al contributo illecitamente percepito per le annualità 2019/2020.

In un secondo caso, è emerso che il soggetto percettore aveva prontamente rescisso, dopo soli due giorni dalla data di registrazione, il contratto di locazione dell’immobile inserito nella domanda di richiesta del beneficio del “reddito di cittadinanza”, così conseguendo indebitamente per le annualità 2019/2020 una somma pari a 20.647 euro. 

In un ulteriore controllo è stato constatato che il soggetto percettore aveva ottenuto il beneficio per l’anno 2019 pur essendo titolare di quote di proprietà non dichiarate nella domanda di contributo su ben 26 immobili, di cui 7 fabbricati e 19 terreni, così conseguendo indebite erogazioni per 7.500 euro. 

Un altro soggetto percettore, al momento della presentazione delle dichiarazioni Sostitutive Uniche per il calcolo dell’Isee all’Inps, ha omesso la comunicazione del possesso di un motoveicolo con cilindrata superiore a 250 cc, immatricolato nei due anni antecedenti la richiesta, conseguendo tra il 2019 e il 2020 la somma indebita di contributo per 14.752 euro. 

Anche un ulteriore beneficiario, ai fini dell’ottenimento del “reddito di cittadinanza” è risultato non solo aver falsamente attestato l’esistenza di un contratto d’affitto in realtà estintosi mesi prima per morosità, ma avrebbe anche omesso di comunicare l’immatricolazione di un autoveicolo di cilindrata superiore a 1600 cc, percependo così indebitamente, per il 2019 e per il 2020, un contributo pari ad 20.650 euro. 

Nel caso di un altro soggetto beneficiario, è invece stato appurato dai finanzieri l’attestazione di una situazione anagrafica del nucleo familiare del tutto difforme da quella effettiva, tenuto conto che la richiedente aveva omesso di indicare nel nucleo familiare convivente i due nonni, entrambi percettori di reddito di pensione, oltre che il suo diretto conseguimento di redditi a titolo di trattamento di fine rapporto, così percependo erogazioni indebite per 7.260 euro. 

Dall’esame di un’altra posizione è emerso che il soggetto percettore aveva omesso la comunicazione all’I.N.P.S. di dati afferenti la propria variazione occupazionale, essendo diventata titolare - pochi giorni prima peraltro della presentazione della domanda di “reddito di cittadinanza” - di una ditta individuale operante nel settore della vendita ambulante di piante e fiori, così beneficiando indebitamente di 1.399 euro. 

Un altro beneficiario è risultato aver costituito, subito dopo la domanda di erogazione del “rdc”, una società esercente l’attività di bar, assumendone peraltro il ruolo di legale rappresentante percependo indebitamente 5.250 euro.

In un altro caso, le Fiamme gialle beriche hanno prontamente avanzato all’Inps la richiesta di revoca di contributo e di recupero della somma indebitamente percepita per 8000 euro a carico del beneficiario che aveva omesso di dichiarare il possesso di un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa di oltre 52 mila euro, eccedente quindi la soglia di 30 mila euro prevista dalla Legge. 

I controlli dei finanzieri hanno anche consentito di appurare che un altro soggetto beneficiario aveva perso i requisiti previsti a seguito della recente cancellazione dalle liste anagrafiche del comune di residenza per sopraggiunta irreperibilità. 

È stata inoltre denunciata dai finanzieri vicentini anche una beneficiaria che aveva falsamente dichiarato di essere regolarmente residente in Italia nei due anni antecedenti la presentazione della domanda (anno 2019), sebbene fosse tornata all’estero - dove precedentemente era espatriata - a metà del 2018.  

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