Femminicidio a Montegaldella: la furia dell’assassino sul corpo di Marianna

Le urla strazianti di Marianna Sandonà, quei corpi a terra vicino al garage e quei 10 fendenti sferrati con un coltello da sub e con una rabbia cieca. Si è consumato così l'ennesimo omicidio di genere che ha lasciato sotto choc il piccolo paese di Montegaldella

Un paese di appena 1700 anime, Montegaldella, un posto in cui la cronaca arriva quasi esclusivamente per registrare gli incidenti stradali; talmente tranquillo da ribattezzarsi “la città del saluto” e che ha come primato quello di essere il primo luogo in Italia ad avere un “monumento al ciao”. La violenza di genere non guarda però in faccia a nessuno, può esplodere in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo e spesso è accompagnata da gesti che esprimono una rabbia folle.

Questo male oscuro si è abbattuto come un fulmine a ciel sereno in questo piccolo paesino del vicentino bagnato dal Bacchiglione e confinante con la provincia di Padova. Nell’afoso pomeriggio di sabato 8 giugno una piccola folla si era radunata in ordine sparso nel piazzale dietro la striscia di plastica messa dai carabinieri per delimitare il luogo dove è avvenuto il 27esimo femminicidio dall’inizio dell’anno in Italia.

Da entrambi i lati, la strada che porta alla palazzina di via Amerigo Vespucci era stata bloccata. Sopra gli appartamenti, sotto due esercizi commerciali: un centro di estetica e una pizzeria che, verso le 19, accoglieva clienti che andavano a prendere una pizza da portare a casa. A sinistra dello stabile, una discesa che conduce al retro del palazzo, dove ci sono i garage. Lì, una pozza di sangue.

È lì che Marianna Sandonà, 43 anni, è stata brutalmente uccisa con un coltello “Combat”, come descritto dagli investigatori. Vicino a lei, a terra nel tentativo di soccorrerla , un suo amico e collega della Dab Pump di Mestrino, il 43enne Paolo Zorzi, residente nel comune padovano di Cervarese Santa Croce. Anche lui ferito gravemente da due fendenti. E infine, in un altro punto, sempre a terra, si trovava Luigi Segnini, 38enne camionista di Torri di Quartesolo che, secondo la ricostruzione dei carabinieri, ha cercato la morte con lo stesso pugnale usato per aggredire le vittime, colpendosi più volte al torace e al collo.

DIECI FENDENTI SUL CORPO DI MARIANNA

Sarà la giustizia a decidere se quello che è accaduto è frutto di un “raptus” o di una premeditazione, se quel coltello da Rambo Segnini se l'era portato da casa oppure era sul posto, in garage. Per adesso c’è solo la ricostruzione dei fatti messa in piedi dai carabinieri del nucleo investigativo provinciale, con a capo il tenente colonnello Giuseppe Bertoli. La tragedia inizia poco prima delle 17 quando dal retro del condomino alcuni vicini sentono delle urla strazianti. È una signora a chiamare il 112 che accorre subito sul posto, assieme al Suem, trovando i tre corpi a terra. Per Marianna, non c’è niente da fare. Il colpo mortale è arrivato da una pugnalata nella parte sinistra del collo, ma tutto il corpo risulterà martoriato dalla lama del coltello.

La perizia conterà una decina di pugnalate, molte delle quali inferte con furia dopo la morte.  I medici trovano invece ancora vivi i due uomini, ma sono entrambi gravissimi. Zorzi è trasportato all’ospedale di Vicenza, Segnini, in fin di vita, in elicottero a quello di Padova. Per tutti e due prognosi ancora riservata ma, dalle notizie che arrivano a tarda sera, l’aggressore - piantonato e in stato di fermo per omicidio volontario e tentato omicidio - non sarebbe più in pericolo di vita. Marianna e Luigi si erano trasferiti in via Vespucci lo scorso inverno ma la loro storia era ormai finita da un mese e l’uomo era andato via di casa. Lui non aveva accettato la separazione ma non risultano denunce di violenze o di stalking fatte dalle donna. A quanto sembra c’erano stati dei litigi anche forti e probabilmente Marianna aveva  paura del suo ex.

Forse c’era stato una discussione più accentuata proprio questo sabato, il giorno in cui lui si era messo d’accordo con lei per  portare via degli effetti personali che aveva lasciato in garage. Forse  il timore di trovarsi da sola con Segnini avrebbe spinto Marianna, che aveva compilato una lista degli oggetti che l'ex doveva prelevare, a chiamare il suo collega. La vista di un altro uomo, secondo i carabinieri, potrebbe aver fatto scattare una furia cieca nell’aggressore che si è avventato prima contro la ex e poi contro Zorzi,  pugnalando infine se stesso al collo e al torace non prima di colpire ancora di ripetutamente la donna ormai esanime a terra.

LE CHIAVI DI CASA SCOMPARSE

I rilevi dei carabinieri nel condominio di via Vespucci sono terminati verso le 20:30. Poco più di un’ora prima sul posto erano arrivati i vigili del fuoco per salire con una scala nell’appartamento del secondo piano dove abitava Marianna. Gli investigatori, infatti, non avevano trovato le chiavi di casa, misteriosamente scomparse e l’intervento dei pompieri è stato necessario per aprire la porta. Alle 20:30 il carro funebre per il trasporto della salma non era ancora arrivato. Nel frattempo le persone di fronte alla palazzina erano quasi tutte andate via.

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Nell’aria si sentiva tutto il peso di un paese sotto choc,  che stentava a rendersi conto di quello che era successo. In molti ad affermare di non conoscere quella coppia; un uomo che arrivava trafelato chiedendo ai militari se poteva entrare nel condominio, preoccupato per la sorella che abitava lì; una signora, titolare di una attività nello stesso palazzo, che ha dovuto rinunciare a un addio al nubilato; due ragazzini in bici che commentavano: «Il mio papà ha fatto delle foto ma poi le ha cancellate».

FEMMINICIDI IN ITALIA

Il sipario di una giornata nera, nonostante il caldo estivo, si è chiuso così. Restano aperti ancora degli interrogativi sui quali la giustizia farà luce e rimane soprattutto quella zona d’ombra che si chiama “violenza di genere” e che nel nostro paese non sembra diminuire. In provincia di Vicenza, poco lontano da Montegaldella, il 12 aprile di due anni Mirko Righetto accoltellava a morte la moglie Lucia Rodriguez

In Italia, secondo i dati dell’Istat il femminicido è un fenomeno che  segue una tendenza stabile senza particolari valori che indicano una diminuzione, al contrario degli omicidi volontari in cui le vittime sono uomini. Ricordiamo che in tutto il 2018 sono stati 86, 113 nel 2017, 115 nel 2016 e 120 nel 2015. Nel 2019 quella di Marianna Sandonà è stata la 27esima morte violenta per mano di un uomo. Le altre sono state:

UOMINI CHE UCCIDONO LE DONNE: I NUMERI DI UN'EMERGENZA

Bologna, 9 gennaio 2019: Luisa Minghè, casalinga, 74 anni. Uccisa dal marito con due colpi di fucile;  Fai della Paganella (Trento), 9 gennaio 2019: Luisa Zardo, 87 anni. Uccisa dal marito con un colpo di pistola;  Curno (Bergamo), 3 febbraio 2019: Marisa Sartori, 25 anni, parrucchiera. Uccisa con una coltellata al cuore dall’ex marito; Modena, 9 febbraio 2019: Ghizlan El Hadraoui, 37 anni, badante, mamma. Uccisa con 4 coltellate alla schiena dall’ex marito che poi dà fuoco all’auto con dentro il corpo; Poggibonsi (Siena), 21 febbraio 2019: Neda Vannoni, 82 anni, madre. Soffocata dal marito; Marghera (Venezia), 22 febbraio 2019: Claudia Bortolozzo, 51 anni. Uccisa dal marito a coltellate; Melito (Napoli), 2 marzo 2019: Norina Matuozzo, 33 anni, mamma. Uccisa a colpi di pistola dal marito; Santa Lucia (Messina), 7 marzo 2019: Alessandra Immacolata Musarra, 23 anni. Massacrata di botte dal fidanzato; Napoli, 7 marzo 2019: Fortuna Belisario, 36 anni, mamma. Massacrata di botte dal marito e uccisa a colpi di stampella; Milano, 19 marzo 2019: Roberta Priore, 53 anni. Soffocata con un cuscino dal compagno; Milano, 28 marzo 2019: Hong Songmei, 54 anni, massaggiatrice. Strangolata e uccisa nel suo appartamento; Nuoro, 31 marzo 2019: Romina Meloni, 49 anni, operatrice della protezione civile, mamma. Uccisa da una raffica di proiettili sparati dall’ex; Catenanuova (Enna), 1 aprile 2019: Loredana Calì, 41 anni, impiegata, mamma. Uccisa con due colpi di pistola alla testa dall’ex marito; Albareto (Modena), 7 aprile 2019: Benedicta Daniel, detta Anita, 40 anni, prostituta. Uccisa a sprangate e gettata in un fosso da un cliente; Quartu Sant’Elena (Cagliari), 9 aprile 2019: Anna Lisa Ravenna, 82 anni, mamma. Uccisa a colpi di arma da fuoco dal marito; Zola Predosa (Bologna), 12 aprile 2019: Elena Caprio, 83 anni, mamma. Uccisa a bastonate dal marito; Caltignana (Novara), 13 aprile 2019: Clementina Spada, 86 anni. Uccisa a coltellate dal marito; Cassano allo Ionio (Cosenza), 16 aprile 2019: Romina Iannicelli, 44 anni, incinta. Massacrata e strangolata dal marito; Palermo, 17 aprile 2019:  Elvira Bruno, 52 anni, strozzata dal marito; Venezia, 19 aprile 2019: Licia Zambon, 81 anni, casalinga. Uccisa con una coltellata al petto dal marito; Ragusa, 28 aprile 2019: Alice Bredice, 33 anni, mamma. Uccisa con un colpo di pistola dal marito;  Vigevano, Pavia 2 maggio 2019: Erica Cavalli, 37 anni, uccisa a coltellate dal marito; Cave, Roma 7 maggio 2019: Carmen Vermica. 44 anni. uccisa dal marito a colpi di pistola; Borgonovo, Piacenza. 8 maggio 2019: Damia El Essali 45 anni sgozzata in casa dal marito; Reggio Calabria, 19 maggio 2019: Anna Cassalia, 76 anni, uccisa a colpi di pistola dal marito; Borgarello (Pavia), 25 maggio 2019: Mileidy Verdial Canales, 26 anni, trovata strangolata in camera da letto. (fonte IQD)

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