Fatture false per 4 milioni e beni intestati alla figlia minorenne: maxi sequestro di beni a un evasore totale

La guardia di finanza aveva messo i sigilli a degli appartamenti di un imprenditore di Arzignano che per 16 anni non ha mai pagato le tasse

Il condominio oggetto di sequestro

Nei giorni scorsi i giudici del tribunale di Vicenza hanno rifiutato l'istanza di un imprenditore che aveva fatto ricorso per rientrare in possesso del patrimonio sequestrato due appartamenti residenziali ad Arzginano e Sirmione e conti bancari - dal valore di 796mila euro. I sigilli sono scattati nel corso di una operazione con la quale i finanzieri di Arzignano  avevano dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti di M.G., arzignanese 50enne evasore totale, formalmente attivo nel settore della concia, accusato di aver emesso fatture false per acquisto di pelli fra il 2013 e il 2015 per oltre 4 milioni di euro.

Nel dicembre 2016, a chiusura di una verifica fiscale nei confronti di una Srl operante nel commercio all’ingrosso di cuoio e pelli gregge e lavorate, i finanzieri avevano accertato che M.G. operava con  la società per consentire l’evasione fiscale a terzi attraverso l’emissione di un cospicuo ammontare di fatture false. Nel corso dell’attività era anche emerso che la società non aveva mai versato imposte dal 2013, era priva di una sede effettiva o un magazzino e dei mezzi per l’esercizio dell’attività imprenditoriale e, soprattutto, non aveva sostenuto acquisti tali da giustificare l’ammontare delle vendite.

Un ulteriore riscontro all’ipotesi investigativa era inoltre stato fornito dall’assenza di un depositario delle scritture contabili e dal mancato rinvenimento dei documenti amministrativo-fiscali che M.G. aveva dichiarato fossero custodite in Romania, con l’evidente scopo di ostacolare la ricostruzione delle vicende aziendali e l’individuazione dei beneficiari della frode messa in atto dalla società di cui era amministratore. L'evasore totale, subito dopo la conclusione della verifica fiscale, temendo un’eventuale azione di confisca, aveva inoltre conferito alla figlia minorenne i fabbricati di cui era proprietario, ma dei quali tuttavia aveva mantenuto il controllo effettivo.

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