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Riaperture: Green Pass, coprifuoco alle 23 e Italia zona bianca a giugno

Il testo del nuovo decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale: da ieri notte entrano in vigore le nuove regole sul coprifuoco. Intanto tutta Italia potrebbe essere in zona bianca a giugno. E il Green Pass avrà validità di 9 mesi

Il testo del decreto 18 maggio 2021 n.65 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore da subito, ovvero all'atto della pubblicazione. Quindi tutte le sue misure si applicano da ieri 18 maggio, inclusa quella sul coprifuoco: il blocco notturno degli spostamenti già da ieri sera è scattato alle 23, anziché alle 22. Mentre all'inizio di giugno potrebbe arrivare un nuovo tagliando alle misure approvate dal Consiglio dei ministri di lunedì e, se la curva del virus continuerà la sua discesa, potrebbero essere rivalutate alcune scelte fatte.

Il decreto 18 maggio 2021 n.65 in Gazzetta Ufficiale

Nella serata di ieri quindi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto sulle riaperture, che va in Gazzetta ufficiale ed entra in vigore domani: uno degli effetti più attesi è la posticipazione di un un'ora, dalle 22 alle 23, del coprifuoco, una misura che verrà cancellata definitivamente dal 21 giugno. Ma una delle decisioni più attese era quella sulla durata del Green Pass. Tra le disposizioni del decreto si specifica che "la certificazione verde Covid-19", il cosiddetto green pass, "ha validità di nove  mesi dalla data del  completamento del  ciclo vaccinale" e sarà "rilasciata anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino" con "validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale". Un'altra novità è che il ministero della Salute può, con un'ordinanza, stabilire "limiti orari agli spostamenti diversi da quelli di cui ai commi 1 e 2 per eventi di particolare rilevanza", ovvero può derogare all'orario del coprifuoco. 

Il decreto 18 maggio 2021 in pdf pubblicato in Gazzetta Ufficiale (download)

Intanto però il governo pensa a un nuovo tagliando delle riaperture già dalla fine di maggio. Che potrebbe portare ad estendere la zona bianca in tutta Italia. Dal primo giugno l'area senza restrizioni e senza coprifuoco sarà nei numeri di tre regioni: Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Dal 7 giugno dovrebbe toccare ad Abruzzo, Veneto e Liguria. Stando alle norme in vigore, però, prima del 7 giugno nessuna potrà andarci: il primo monitoraggio nel quale tre regioni - Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna - hanno dati da bianca è quello del 14 maggio. A partire da quella data, le tre settimane scadono venerdì 4 giugno e dunque, le successive ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbero scattare dal 7 giugno. Altre tre, Abruzzo, Veneto e Liguria, dovrebbero avere l'incidenza da zona bianca a partire dal monitoraggio che arriverà venerdì e per loro il passaggio, se manterranno il dato, dovrebbe avvenire il 14 giugno.

La zona bianca in tutta Italia a giugno

Nel frattempo le proiezioni del ministero della Salute dicono che la zona bianca potrebbe arrivare in tutta Italia proprio a partire da giugno. Alcune regioni come il Lazio avrebbero i numeri per entrarci a partire dalla metà del mese. Ma proprio a causa delle regole del sistema probabilmente dovranno aspettare fino alla fine del mese. In zona bianca si entra con un rischio basso e un'incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti mantenuta per 3 settimane consecutive. E, spiega oggi Il Messaggero, con il 40% di italiani immunizzati con almeno una dose come soglia di arrivo da superare a breve, una simulazione del ministero fa pensare che tra poco più di un mese l'Italia sarà tutta in fascia bianca, con una incidenza consolidata sotto i 50 casi ogni centomila abitanti su base settimanale.

"Si tratta di uno scenario plausibile" dicono al Ministero della Salute dove però avvertono: dobbiamo vigilare perché non si diffonda la variante indiana, più trasmissibile di quella inglese, ed è necessario che gli italiani mantengano comportamenti prudenti come l'uso delle mascherine e il distanziamento. A queste condizioni, si può fare. Italia in bianco a fine giugno non significa però che tutte le Regioni taglieranno questo traguardo contemporaneamente: oltre alle sei di partenza, anche Lazio ed Emilia-Romagna corrono verso la classificazione più leggera, ma dovranno aspettare almeno il 14 giugno.  

Ma mentre il governo guarda agli scenari delle prossime settimane, le Regioni vogliono superare il sistema dei colori e delle zone. L'agenzia di stampa Ansa riferisce che l'ipotesi di una nuova verifica tra la fine di maggio e l'inizio di giugno è stata messa sul tavolo nel corso della cabina di regia con il presidente del Consiglio Mario Draghi, ma non si sarebbe parlato né dei possibili interventi né - tantomeno - di date precise.  

Nelle regioni in zona bianca valgono solo le regole di comportamento (mascherina, distanziamenti). Non c'è coprifuoco. Ma anche nelle zone gialle si prevedono rilevanti, ancorché graduali, modifiche. In particolare, spiega il comunicato del consiglio dei ministri in attesa della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, per quanto riguarda il coprifuoco e dall’entrata in vigore del decreto, il divieto di spostamenti dovuti a motivi diversi da quelli di lavoro, necessità o salute, attualmente previsto dalle ore 22.00 alle 5.00, sarà ridotto di un’ora, rimanendo quindi valido dalle 23.00 alle 5.00. A partire dal 7 giugno 2021, sarà valido dalle ore 24.00 alle 5.00. Dal 21 giugno 2021 sarà completamente abolito. 

Intanto con il nuovo decreto sono già stati decisi una serie di interventi che hanno anticipato la ripartenza di alcuni settori rispetto a quanto deciso ad aprile: le palestre riapriranno lunedì 24 maggio e non il 1 giugno, i centri commerciali nel week end già da sabato 22, i parchi tematici il 15 giugno e non il 1 luglio, i ristoranti al chiuso potranno lavorare anche la sera e non solo a pranzo dal 1 giugno.

Il green pass servirà anche per i matrimoni. La certificazione verde Covid-19 sarà necessaria per partecipare a nozze e banchetti oltre che per viaggiare mentre il governo studia un nuovo schema di parametri di validità e di durata. Allo studio anche l'ipotesi di applicarlo ai congressi, mentre il ministero della Salute e il Cts stanno lavorando per allungarne i tempi: non più sei ma dodici mesi.

Green Pass: come cambia la certificazione verde Covid-19 per viaggi e matrimoni

Green Pass: come funziona

Con ordine. Nel decreto 17 maggio che il governo Draghi ha varato ieri si scrive che dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde”. Ma intanto la Cabina di Regia studia un nuovo schema di validità con due parametri suscettibili di modifiche. Il primo è la scadenza di sei mesi che potrebbe essere portata a nove o a un anno. Il secondo, più importante, è la possibilità di ottenerlo dopo la somministrazione di una sola dose di vaccino. Di base, le certificazioni verdi Covid-19 sono rilasciate al fine di attestare "una delle seguenti condizioni":

  • a) avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo;
  • b) avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute;
  • c) effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

In più, per il certificato verde che permetterà di muoversi liberamente e partecipare ad eventi, si valuta la possibilità di applicazione anche ai congressi, che potrebbero riprendere dal 15 giugno con "green pass" e comunque dovrebbero ripartire dal primo luglio anche senza pass. Attualmente le regole prescrivono che il green pass serve per passare tra regioni di colore diverso: per entrare in Valle d'Aosta, che attualmente è zona arancione, è necessario avere il green pass. Ma i territori hanno implementato anche ulteriori regione: per la Sardegna bisogna registrarsi, certificare la vaccinazione o la negatività al tampone non oltre 48 ore dalla partenza. Per la Sicilia serve la registrazione e l’esito negativo del molecolare massimo 48 ore prima del viaggio.

Ad oggi inoltre non è possibile viaggiare avendo ricevuto una sola dose di vaccino ma con due eccezioni. La prima è aver ricevuto l'immunizzazione attraverso il siero di Johnson & Johnson, che è monodose. La seconda è di essere stati contagiati da Covid-19 ed essersi negativizzati da almeno sei mesi. E questo perché per i guariti la prescrizione è di ricevere una sola somministrazione. 

Il certificato verde per gli spostamenti cambia 

Ad oggi inoltre i bambini al di sopra dei due anni sono obbligati al tampone per l'ingresso nel nostro paese, tranne nel caso in cui siano guariti dal Covid 19 da meno di 6 mesi: basterà allora un certificato del pediatra. Mentre fino al 31 luglio chi arriva da uno dei 27 paesi dell'Unione Europea, oppure dal Regno Unito o da Israele, non ha più l'obbligo di quarantena ma dovrà esibire il risultato negativo di un test del tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore che precedono l'ingresso in Italia. Questa condizione vale per tutti, anche per i vaccinati o per chi è guarito dal Covid, e almeno fino all’entrata in vigore del “green pass europeo”.

Invece chi arriva da Stati Uniti; Australia, Nuova Zelanda, Corea, Ruanda, Singapore, Thailandia, Canado o Giappone deve avere un tampone negativo 72 ore prima della partenza e rispettare comunque una quarantena ridotta di dieci giorni. L'ingresso è invece vietato da Brasile, India, Sri Lanka e Bangladesh. Chi dall'Italia vuole viaggiare in Europa invece deve rispettare le regole diversificate per ogni paese. In Spagna è necessario il risultato negativo di un test del tampone 72 ore prima della partenza, in Grecia serve anche il certificato vaccinale. Nel Regno Unito sono necessari 10 giorni di quarantena e due tamponi da prenotare e pagare prima del viaggio. 

Invece l'ingresso negli Usa è attualmente vietato agli italiani e a chi è stato in Italia nei 14 giorni precedenti. Ci sono due eccezioni: la prima riguarda i residenti permanenti negli Stati Uniti e i familiari dei cittadini americani. La seconda è aver viaggiato con un volo Covid-Free o Covid-tested. Si tratta di viaggi che collegano quattro scali italiani - Roma, Milano, Napoli e Venezia - con gli aeroporti di Stati Uniti, in Canada, Emirati Arabi e Giappone. Chi viaggia su queste tratte deve sottoporsi a un test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti alla partenza e a un secondo tampone all’arrivo, ma non è obbligato a un periodo di isolamento fiduciario.

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