18 maggio, apertura ristoranti e bar: ecco le nuove norme

La riapertura è ufficiale. Sono allo studio del governo: 2 metri di distanza tra i tavoli e 4 mq. a persona, la sanificazione giornaliera, divisori e procedure. L'autocertificazione per le famiglie

I ristoratori non ci stanno ad aspettare giugno per tornare al lavoro, tra un flash mob e l'altro (a gran voce hanno chiesto di poter riaprire anche a  Vicenza) gli interrogativi sono molti: quando ci faranno lavorare, come ci si deve preparare? 

Via libera all’apertura il 18 maggio di bar, ristoranti e parrucchieri. E’ quanto concordato nel vertice di lunedì sera 11 maggio tra il premier Conte e governatori. Le Regioni avranno maggiore autonomia a partire dalla prossima settimana per decidere aperture e gestione della cosiddetta fase 2.

Il documento tecnico dell’Inail e dell’Istituto superiore di sanità, prevede regole per il distanziamento, l’uso di mascherine (per le code e per andare in bagno). Quattro metri quadrati per ogni cliente e 2 metri tra un tavolo e l’altro. Le famiglie  per cenare insieme possono portare una autocertificazione che attesti la parentela. Il servizio a buffet non sarà più ammesso. Le linee guida ufficiali arriveranno in settimana.

Apertura

Conte ha annunciato stasera che la riapertira dei pubblici sarà 18 maggio in tutta Italia. Per migliaia di piccole imprese stremate dal lockdown, ogni giorno ulteriore di attesa le portava al collasso.

Le norme per Ristoranti e Bar

C'è un documento del comitato tecnico-scientifico che stila i criteri di massima ai quali bar e ristoranti dovranno attenersi. All’ingresso dovranno essere affisse le regole di comportamento che tutti saranno tenuti a rispettare, va indicato anche il numero massimo di persone che può contenere il locale. Mascherine al personale di sala e cucina, come da indicazioni delle autorità sanitarie. Pagamenti preferibilmente digitali direttamente al tavolo, monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute dei dipendenti, pulizia e sanificazione dei locali, gel igienizzante a disposizione di tutti. Si dovranno evitare gli assembramenti, per esempio con segnaletiche che distinguano i percorsi per la fila alla cassa o al bagno e delle corsie differenziate per l’entrata e l’uscita dei clienti. Barriere di plexiglass per i locali tra tavoli, bancone, cassa? Si affaccia la possibilità di mettere i parafiato per separare, ma l'idea non piace ai ristoratori.

Distanziamento tra i tavoli. Niente è stato ancora deciso sulla distanza di sicurezza minima che bisognerà mantenere: la Regione pensa a un metro, Bolzano l’ha fissata al doppio. Il governo sta esaminando una distanza di 4 metri quadrati per ogni cliente e 2 metri tra un tavolo e l’altro.. Le famiglie per cenare insieme possono portare una autocertificazione che attesti la parentela. Il servizio a buffet non sarà più ammesso.

Ingresso. I clienti troveranno regole di comportamento a partire dall’obbligo di lavarsi le mani e indossare la mascherina.

Numero di persone e corsie. A seconda della grandezza del locale saranno ammessi un certo numero di clienti, ci dovranno essere corsie differenziate per l’entrata e l’uscita, segnaletiche orizzontali, ad esempio per le file alla cassa.

Stoviglie. Piatti e posate monouso al bancone e quelle classiche in metallo ai tavoli.

Tavoli. Devono essere igienizzati a ogni utilizzo. Non potrà essere obbligatoria ma si dovrebbe incentivare la prenotazione da parte dei clienti.

Pagamenti. Preferibilmente digitali direttamente al tavolo.

Il personale. A ogni operatore verrà misurata la temperatura all’inizio del turno di lavoro.

La futura esperienza al ristorante

Nulla sarà più come prima. Non è una semplice sensazione, ma una certezza dovuta dal Coronavirus che sta dettando nuove regole. Guanti in tessuto, camerieri con mascherine in tinta con la divisa, plexiglass e tavoli distanziati potrebbero essere il futuro.

  • Siamo alla porta d’ingresso. Ad essa ci avviciniamo e senza toccare maniglia, la porta si apre. In funzione ovunque le sliding doors. Le maniglie sono un concentrato di microbi impressionante.
  • Entrata su un tappetino che al solo calpestio delle scarpe nebulizza il disinfettante.
  • Nel guardaroba vanno lasciate giacche, cappotti, etc. Assolutamente “vietato” giungere in sala e in prossimità del tavolo assegnato con i soprabiti. Il vano propriamente allestito con grucce ben distanziate con sostanze disinfettanti nebulizzate che agiscono.
  • Prima di prendere posto al tavolo si deve andare in bagno per lavarsi le mani. Sliding door, locale pulitissimo, nessun contatto né per il sapone, né per aprire il rubinetto, né ovviamente per chiuderlo. Per asciugarsi le mani, il getto di aria calda. Disinfettante disponibile. Ombrello da riporre immediatamente nel portaombrelli.
  • Al tavolo:camerieri con guanti e mascherine. Dotazione di mascherine, ovviamente, anche alla brigata di cucina.
  • Addio “menu” e “carta dei vini” cartacei. L’andirivieni di questi oggetti è comunque occasione continua di contagio. O si torna alla vecchia maniera in cui il cameriere declinava i piatti del giorno o tramite app. 
  • Mise en place più semplice, niente quattro calici, otto posate e via dicendo. Ora cucchiai, forchette, coltelli arriveranno a tavola a tempo debito, prelevati all’istante dal loro contenitore asettico e poggiate al tavolo da cameriere provvisto di guanti. 
  • I bicchieri e pane arriveranno di volta in volta.Si passa dal predisporre in tempo anticipato al “disporre just in time”. 
  • Il conto per evitare andirivieni con il cartaceo e il POS. Quanti polpastrelli hanno toccato la tastierina? Ora si pagherà mediante smartphone, veloce, immediato e paperless.
  • Aperitivi, dimentichiamo tutto quello a cui eravamo abituati, niente più buffet, piatti condivisi, chiacchiere al banco tra sconosciuti, niente assembramenti fuori dai locali, obbligatorio mantenere le distanze.

Le considerazioni dei ristoratori

I ristoratori sono stanchi di essere considerati gli ultimi, sono chiusi dal 8 marzo e l'asporto gli è stato concesso solo il 4 maggio. I commercianti sono perplessi perchè la Regione non ha predisposto corsi di formazione per il Covid e bandi per finanziare le aziende che si devono adeguare con i nuovi dispositivi, nonostante i rilevanti fondi dell'Unione Europea disponibili. Sono chiusi da mesi, senza entrate per pagare, affitto, bollette, senza che i dipendenti abbiano ricevuto i soldi della cassa integrazione e ora devono spendere per mettersi a norma. La prospettiva poi è perdere la metà dei posti a sedere il che comporta perdere anche la metà degli incassi.

In allegato le norme che il governo sta studiando.

Eccone alcune

● Si adottano adeguate soluzioni organizzative per evitare assembramenti di clienti all’ingresso dell’esercizio e all’interno della sala ristorante;

● si prevede, ove possibile, una separazione degli accessi di entrata e di uscita;

● vanno favoriti sistemi di prenotazione telefonica e digitale;

● all’ingresso vengono posizionati dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani dei clienti;

● gli avventori possono continuare ad essere accompagnati al tavolo;

● i bagni a disposizione dei clienti sono dotati di prodotti igienizzanti per il lavaggio delle mani e riportano dépliant con le raccomandazioni delle Autorità sanitarie;

● l’accesso ai servizi igienici dovrà avvenire evitando assembramenti;

● si consiglia l’adozione di menu digitali su dispositivi dei clienti o, in alternativa, si procede alla igienizzazione dei menu dopo ogni uso;

● il personale di sala è dotato di dispositivi di protezione individuale (mascherine) e mantiene, nei limiti del possibile, la distanza interpersonale di un metro;

● gli oggetti utilizzati per un servizio (cestino del pane, prodotti per il condimento, zuccheriera monodose, ecc.) non possono essere messi a disposizione di nuovi clienti senza adeguata igienizzazione;

● possono essere messi a disposizione degli avventori appositi cestini per poter buttare i dispositivi di protezione individuale, nonché altri rifiuti biologici (fazzoletti);

● i tavoli sono distribuiti assicurando il distanziamento di un metro l’uno dall’altro e, a tal fine, ciascuna azienda può adottare le soluzioni più adeguate al proprio layout;

● ai clienti che richiedono un distanziamento interpersonale anche nel proprio tavolo, questo viene assicurato con l’adozione di adeguate misure di protezione;

● si favoriscono sistemi digitali di pagamento direttamente dal tavolo. In ogni caso, alla cassa è posizionata adeguata segnaletica orizzontale per il distanziamento e di protezione;

● piatti, bicchieri, posate e simili sono lavati in lavastoviglie a temperatura adeguata, in modo che possano essere disinfettati, inclusi gli oggetti che non sono stati utilizzati dai clienti in quanto potrebbero essere entrati in contatto con le mani degli stessi. Spetta all’esercente verificare le temperature di lavaggio, così come il corretto dosaggio di detergenti e disinfettanti chimici utilizzati nella lavastoviglie. Se, per qualsiasi ragione, il lavaggio automatico non fosse possibile, nell’eseguire quello manuale si consiglia di utilizzare le procedure standard con lavaggio, disinfezione e risciacquo, usando il massimo livello di precauzione, asciugando le stoviglie con tovaglioli di carta monouso.

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