Fridays for future, studenti in piazza: "Il pianeta non è meno importante del Covid-19"

La mobilitazione si è svolta nel pomeriggio di venerdì, a Schio, nel rispetto delle norme contro la diffusione del contagio: "Questo periodo di pausa puó portare ad un cambiamento radicale che deve accogliere giustizia climatica e sociale"

La mobilitazione

Per la giornata di mobilitazione nazionale per la giustizia climatica gli studenti del Fridays For Future Altovicentino venerdì, alle ore 17, si sono riuniti davanti al comune di Schio, rispettando le adeguate misure di sicurezza, per far sentire le loro voci e ricordare che "questa emergenza sanitaria non è più importante del nostro pianeta e che il ritorno ai ritmi di prima non dovrà ricadere su un’economia proficua per i pochi e disastrosa per i molti, non dovrà danneggiare ancora una volta la salute di tutti e tutte".

"È necessario ripartire puntando a nuovi obiettivi - sottolineano gli studenti - riqualificare gli spazi disponibili ed evitare di soffocare la nostra terra con tonnellate di cemento per edificare nuove strutture che rappresentano un sistema economico impetuoso che ignora la qualità per garantire una quantità effimere. Questo periodo di pausa puó portare ad un cambiamento radicale che deve accogliere giustizia climatica e sociale".

"Oggi - spiegano - si sono affrontate diverse questioni giá discusse prima dell’emergenza sanitaria, che non devono peró essere sottovalutate ancora una volta: cementificazione, ripresa economica, giustizia climatica e sociale, crollo del capitalismo, correlazione covid-inquinamento. In un momento in cui la ripartenza economica è così tanto al centro del dibattito pubblico, è importante prendere una direzione che sia antagonista al modello economico a cui siamo abituati. In questo mese di ripresa abbiamo visto multinazionali impegnarsi a rincorrere il fatturato perso con una foga addirittura maggiore rispetto a quella precedente all'emergenza sanitaria. Abbiamo visto le grandi opere tornare al centro del dibattito politico, cantieri spuntare come funghi, abbiamo assistito al ritorno delle colonne di fumo sopra Marghera, tutto sembra voler tornare come prima, se non peggio. Questa scellerata accelerazione non pesa solamente sull'ambiente ma anche sulla sfera lavorativa e sociale, costringendo lavoratori di tutto il mondo a ritmi sfrenati e disumani".

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"Dobbiamo vedere questa ripresa come un momento decisivo per invertire la rotta economica degenerante percorsa in questi anni - concludono - Dobbiamo schierarci ora, prendere una posizione marcata e insistere affinché la strada presa dell'economia non sia più  quella di una competizione sfrenata , ma riesca a vincere l'inerzia di chi si ostina a sfruttare i territori e ad inquinare senza scrupoli verso una direzione che metta al primo posto il rispetto dell'ecosistema rispetto alla crescita economica".

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