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Coronavirus, Luca Zaia, nuova ordinanza: «Dalle ore 11 consumazione nei bar solo da seduti»

L'appuntamento quotidiano con il presidente della Regione con i dati del bollettino e gli aggiornamenti sull'epidemia da Covid-19 in Veneto

Luca Zaia inizia l'appuntamento quotidiano con la stampa snocciolando i dati dell'ultimo report sull'epidemia di Coronavirus in Veneto. Con 57mila tamponi, nelle ultime 24 ore si sono registrati 4197 nuovi positivi. Un numero che pesa ma sul quale il presidente della Regioni fa le opportune precisazioni. «Il dato va letto anche con l'aggiunta di 500 tamponi di novembre caricati da un privato. Il numero positivi rispetto ai tamponi rappresenta il il 7,27 %».

In Veneto sono 3222  i ricoverati, 357 dei quali in terapia intensiva: superato di un'unità il massimo di marzo. Infine, purtroppo, ci sono stati  altri 148 decessi a causa del virus.

Il bollettino delle ore 8 del 10 dicembre

Il bollettino delle ore 17 del 10 dicembre

Assembramenti e nuova ordinanza

Zaia è poi tornato sul tema "assembramenti" dopo i casi di assalto alle montagne Venete e ha annunciato anche i  contenuti della nuova ordinanza che entrerà in vigore alla mezzanotte di venerdì. Una ordinanza che riprende le disposizioni della precendente, rintroducendo la perimetrazione dei mercati, il limite di entrata di persone nei negozi a seconda dei metri quadrati e che introduce come unica novità il fatto di anticipare nei bar e nei ristoranti il fatto di consumare in piedi: «Per far fronte al tema assembramenti, dalle ore 11 nei bar non si consuma più in piedi ma solo seduti». Altra novità, lo spostamento dell'orario "preferenziale" per gli over 65: la fascia dedicata sarà ora non più dalle 8 alle 10 ma dalle 10 alle 12.

«Dobbiamo investire di più sul distanziamento sociale - ha spiegato Luca Zaia - invece vedo ad Asiago e sulle  montagne Veneto gente che pensa di far festa come se non ci fosse un domani, per ora siamo riusciti ad accompagnare questa fase senza restrizioni estreme, se da un lato i sanitari ci mettono di più dell'immaginabile, i cittadini devono fare la loro parte. L'assembramento è un fatto poco etico in questo momento storico e a Natale, a salutare i parenti, ci devi andare con la mascherina. Abbiamo curve con timida flessione, sicuramente l'Rt si sta abbassando ma l'impegno negli ospedali è estremo.». 

Sui vaccini, infine, il presidente della Regione ha confermato che, una volta che arriverà l'approvazione. «Il vaccino dovrà essere volontario ma è inevitabile che avremo il passaporto sanitario, dovemmo ipotizzare una certificazione. Siamo cresciuti lentamente rispetto alle altre regioni, il virus se ne andrà con l'arrivo della bella stagione ma il vaccino ci aiuterà. In Veneto ci saranno tre lotti con tre blocchi in tre trimestri:  gennaio-marzo, operatori sanitari a categorie a rischio marzo-giugno, popolazione meno a rischio e giugno-settembre nella quale si dovrebbe chiudere la vaccinazione di tutti i veneti. Uso il condizionale perché naturalmente bisogna aspettare l'approvazione dell'EMA. Potrebbe essere il 29 di dicembre per Pfizer, il 12 gennaio per Moderna, e poi c'è Astrazeneca e ce ne saranno altri»

Report 47-2

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