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Crisi, Fassino chiama Variati: "Salvate gli operai della Askoll"

In visita ieri nella sede di Moncalieri dell'impresa vicentina, l'ex segretario del PD si è mosso per scongiurare la chiusura dello stabilimento. "Ci batteremo perchè questa fabbrica non chiuda"

Un giro di telefonate, davanti al picchetto degli operai dell'Askoll di Moncalieri. Piero Fassino ieri ha chiamato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani per metterlo al corrente della situazione e sollecitare un pronto intervento del governo. Poi ha telefonato ai vertici dell’Unione industriale, della Confindustria e infine anche al sindaco di Vicenza, Achille Variati. "L’azienda produce bene, i lavoratori hanno accettato tutte le condizioni poste dalla proprietà. Non si capisce per quale ragione l’attività debba finire - ha detto Fassino - Credo che questo caso dimostri che l’assenza di politiche industriali determina un’anarchia industriale. Ci batteremo perché questa fabbrica non chiuda". Sono 400 gli operai piemontesi che rischiano di rimanere a casa. La Askoll aveva in programma investimenti per 45 milioni di euro ma la crisi, secondo quanto riferito dall'azienda, ha costretto la dirigenza a modificare i piani.

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