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Cronaca

Vicenza, clandestino indiano vive per strada e mangia solo pane e foglie

Un immigrato rimasto senza lavoro e documenti dormiva per strada e per il suo credo religioso si cibava solo di pane e foglie. È stato aiutato a tornare in India

Viveva in un rifugio di cartone vicino al cimitero Maggiore di Vicenza o sul marciapiede di via Quadri, mentre d'inverno si rifugiava nel corridoio riscaldato di Parco Città. L'immigrato si chiama Singh Balwant ed è di origini indiane e – come riporta Il Giornale di Vicenza - dopo aver lavorato in una conceria nel vicentino è finito in una torbida storia rimanendo senza lavoro e documenti.

La sua religione gli impedisce anche di accettare la carità e così decide di sfamarsi mangiando foglie e pane preparato da lui in un secchio di plastica. Il suo bagno è la fontanella del parco all'Anconetta.

L'immigrato viene portato più volte all'ospedale San Bortolo in stato comatoso.

Due signore vicentine decidono di aiutarlo prendendo contatti con il consolato indiano a Milano e comprandogli un biglietto aereo per tornare in India.

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