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Cronaca Valdagno

Valdagno, dalle botte al tentato stupro: salvata dal figlio

Un inferno durato anni per una 46enne costretta a ripetute umiliazioni, fino ad arrivare allo stupro, impedito solo dall'intervento del figlio. Valdagnese 49enne condannato a due anni

Botte, offese e minacce di morte anche con il coltello. E in più una violenza sessuale interrotta solo dall'intervento del figlio. Due anni da incubo, dal 2015 al 2016, per una valdagnese di 46 anni ripetutamente molestata dal marito. L'ennesima storia di violenza famigliare è finita giovedì in tribunale a Vicenza con la condanna di R.P. , nato a Valdagno nel 1968, a due anni e mezzo di reclusione.

L'uomo, attualmente in carcere a Vicenza, è in attesa di essere trasferito ai domiciliari in una struttura idonea dove possa essere controllato. Gli atti processuali parlano di continue manifestazioni di aggressività fisica e psicologica del marito nei confronti della moglie, con continue minacce di morte via sms e di persona. Un comportamento ossessivo e geloso che ha ridotto la vittima in un grave stato di prostazione con una sindrome depressiva certificata.

Una gelosia senza limiti, che ha portato l'aguzziono in una occasione, nel dicembre 2015, a colpire la moglie con pugni e sberle al capo, causandole un trauma cranico. L'episodio più cruento si è però verificato quando il marito, dopo aver ricevuto il rifiuto della donna di intrattenere un rapporto sessuale, la colpiva con pugni e sberle e le bloccava le ginocchia e il collo sganciandole i pantaloni nel tentativo di stuprarla. Solo l'intervento del figlio della donna permise di evitare il peggio.

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