Rubano soldi ad anziana con l'Alzheimer, truffatori incastrati dal figlio

Si presentavano come venditori di lenzuola porta a porta. In manette due uomini residenti nel bassanese

Foto di archivio

Venditori porta a porta di lenzuola, ma in realtà l'attività "primaria" del duo arrestato dai Carabinieri di Borgo Valsugana era un'altra. Erano riusciti, dopo ripetute visite, a carpire la fiducia di una signora 78enne di un piccolo paese della Bassa Valsugana, per spillarle soldi. Un'attività evidentemente redditizia, dato che per spostarsi viaggiavano a bordo di un grosso Suv.

La scelta di puntare su lenzuola, spiegano i carabinieri, non è casuale. Ricorda alle persone di una certa età i tempi in cui era usuale acquistare biancheria da casa da venditori porta a porta. Tempi in cui, forse, ci si poteva fidare un po' di più del prossimo.

Ecco come agivano i truffatori

I due si presentavano ripetutamente a casa della signora e ad ogni acquisto mettevano in atto la truffa, sempre con lo stesso modus operandi: quando lei pagava il pattuito nascondevano rapidamente le banconote, tirandone fuori altre, per una somma minore, e chiedendo l'ammanco. In questo modo riuscivano a farsi pagare molto di più uscendo dalla casa della vittima ogni volta con centinaia di euro.

In almeno un'occasione, mentre uno dei due contrattava la compravendita con la vittima in camera da letto, l'altro rovistava nei mobili del soggiorno alla ricerca di oggetti di valore. Alla denuncia per truffa aggravata e continuata si aggiunge dunque quella per tentato furto.

Incastrati dal figlio grazie alle videocamere

I due, un napoletano classe 1944 ed un veneto classe 1952 entrambi residenti a Romano d'Ezzelino, in provincia di Vicenza, sono stati incastrati dal figlio della donna. Accortosi degli ammanchi di denaro l'uomo avva chiesto spiegazioni alla madre, la quale, forse per nascondere quelli che pensava fossero "vuoti di memoria", aveva negato tutto.

Per nulla convinto dalla spiegazione della donna il figlio aveva acquistato delle videocamere in internet per poi installarle in casa. Nelle immagini si vedono chiaramente i due nascondere in tasca le banconote da 50 euro consegnate dalla signora e sostituirle con  altre, da 10 euro. In questo modo la signora continuava a pagare, due o tre volte il pattuito.

Il figlio si è presentato in caserma consegnando le immagini. A quel punto per i carabinieri è stato facile appostarsi e cogliere sul fatto i due. Fodamentale, sottolineano i militari, l'iniziativa del figlio, che ha portato alla luce una situazione che andava avanti da diversi mesi. I due sono stati arrestati. Le indagini proseguono per ricostruire la rete di truffe messa in campo dal duo a cavallo tra Trentino e Veneto. 

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Fonte: Trentotoday

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