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Cronaca

Sindacalista e segretario accusati di frode e truffa: il riesame respinge il ricorso

I due indagati sostengono di avere agito nel rispetto della legge ma per il pm e la Guardia di finanza non è così. L'appartamento e i conti rimangono sotto sequestro

Il tribunale del Riesame, presieduto da Lorenzo Miazzi (giudici Filippo Lagrasta e Veronica Salvadori), ha respinto il ricorso presentato dal 71enne di Bolzano Vicentino, ex sindacalista e dipendente del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in pensione che, nelle scorse settimane, al termine di un'indagine della Guardia di finanza si era visto sequestrare la casa e una somma pari a 155 mila euro.

L'equivalente di un "compenso aggiuntivo" (mille euro al mese dal 2007 ad oggi) percepito grazie ad un sistema fraudolento messo in piedi con l'aiuto del segretario provinciale della sigla sindacale, D.Z., 56enne vicentino.

I due indagati, assistiti dai legali Gianluca De Blasio, Ruggero Rubisse e Sonia Negro, sostengono di avere agito nel rispetto della legge ma per il pm non è così. Il 71enne che già riceveva lo stipendio dal Ministero dell'istruzione, nell'ultimo anno di carriera, era stato anche assunto dallo Snals, ottenendo uno stipendio molto più alto. Una seconda assuzione che, secondo gli inquirenti sarebbbe fittizia.

Non solo, ai due è contestato il fatto che il loro accordo altro non era che un sistema fraudolento per raggirare l'Inps e ottenere un trattamento pensionistico maggiorato.

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