Cronaca

Vicenza, rocambolesca fuga di due rapinatori inseguiti da un cittadino

Due sessantenni armati di pistola tentano una rapina a un'orafa e poi fuggono in bici per le vie del centro. Arrestati dalla polizia grazie alla prontezza di un testimone

Una scena da film poliziesco quella che ha visto protagonisti due malviventi sessantenni che giovedì verso le 14 in contrà San Biagio hanno assalito, pistola carica in tasca, la titolare 55enne di un'azienda orafa per poi fuggire in bici alla reazione della stessa. Secondo la ricostruzione della polizia la vittima, alla vista dei rapinatori che l'hanno bloccata all'entrata del magazzino dove teneva i preziosi, si è messa ad urlare e a inseguire i malviventi che, inforcate le bici, si sono diretti senza bottino verso Parco Querini.

Lì però sono stati visti anche da un vicentino sessantenne che, affiancato poco dopo da un altro, ha cominciato a inseguirli in macchina, avvertendo contemporaneamente le volanti. Una fuga rocambolesca, tanto che i rapinatori – A.D.R., 60 anni scledense residente a Schio e C.D., 59 anni veronese residente a Verona – a un certo punto hanno tirato fuori la pistola, una Smith & Wesson 38 special – per far desistere gli inseguitori. Uno dei testimoni, un vicentino sessantenne, non si è però perso d'animo e ha continuato il pedinamento fino in via Medici, chiamando nuovamente la polizia.

A quel punto le macchine della polizia, grazie a questo prezioso aiuto, riescono a fermare e ad arrestare i due sospetti in via Mentana. In tasca hanno una pistola, probabilmente acquistata al mercato nero, due berretti per coprirsi il viso, dei guanti e nessun documento. Una volta portati in questura i due si comportano da duri: non parlano e rivelano solo di essersi conosciuti in carcere e di essere nati lo stesso giorno, il 16 settembre di due anni diversi. Dalle indagini saltano fuori i nomi e un passato da pluripregiudicati che hanno scontato diversi anni di carcere per rapine e danni contro il patrimonio. E viene fuori anche la provenienza della pistola..con un piccolo mistero.

L'arma infatti risulta essere intestata a un signore di Verona nato nel 1930 e morto nel 1990. La casa dove abitava è vuota ed è oggetto di una eredità contesa, mentre sua moglie è pure lei deceduta da qualche anno. Le forze dell'ordine, che stanno svolgendo le indagini sul caso, hanno denunciato i due per tentata rapina, con l'aggravante per il veronese di detenzione abusiva di arma da fuoco e ricettazione.

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