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Cronaca

La valigia di Caterina, un aiuto concreto per le donne vittima di violenza

Abbandonare un partner violento per le donne senza indipendenza economica è una scelta difficilissima. Per sostenerle le donne in questo viaggio verso una nuova vita da oggi c'è una borsa carica degli strumenti che servono per andare via di casa, trovare un lavoro, avere una buona salute, garantire ai propri figli un ambiente sereno

L'iniziativa, unica in Italia, è dell'assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza, dell'associazione Donna chiama Donna, che gestisce il Centro Antiviolenza (CeAv), e dei Lions di Vicenza e provincia ed è ispirata e dedicata all'avvocato vicentino Caterina Evangelisti Fronzaroli, presidente dell'Aiaf Veneto (associazione italiana degli avvocati per la famiglia e i minori), scomparsa nel 2015 al culmine di una vita professionale e umana dedicata alla tutela dei minori e delle donne maltrattate.

In una situazione in cui l'Italia si colloca al 69esimo posto nella classifica mondiale sulla parità di genere (rapporto Global Gender Gap pubblicato annualmente dal World economic forum), le donne risultano molto più colpite degli uomini dalla crisi economica. Ciò si traduce in maggior vulnerabilità sociale per se stesse e per i propri figli, in particolare quando rimangono da sole, magari per sfuggire ad un compagno violento. A Vicenza su 485 donne accolte e accompagnate dal Centro antiviolenza in 4 anni di attività, 203 non hanno un'indipendenza economica e 254 hanno figli minori a carico.

I minori seguiti a vario titolo dai servizi sociali del Comune di Vicenza sono 1450, pari all'8% della popolazione fino ai 18 anni. Di essi, più del 41% riceve prestazioni economiche o servizi specifici per il sostegno alla genitorialità, mentre il 14% riceve sostegni per la protezione e la tutela. Il resto riceve prestazioni come consulenze e sostegni educativi.

A fronte di questo scenario, in un'ottica di condivisione con l'intera comunità di problemi che non possono più trovare risposte soltanto individuali da parte dei servizi sociali, “La valigia di Caterina” rappresenta un progetto sperimentale innovativo destinato alle donne in stato di disagio e di vulnerabilità che hanno deciso di “mettersi in viaggio”, ovvero donne seguite dai servizi sociali di base, dal servizio di tutela e protezione dei minori o dal Centro Antiviolenza che hanno maturato, con gli operatori di riferimento, percorsi di autonomia verso una nuova vita. A queste donne sarà dunque assegnata “La valigia di Caterina”, riempita grazie ai fondi che saranno raccolti a partire dal concerto benefico di sabato insieme a quelli devoluti direttamente dai Lions.

L'innovativo progetto e il concerto di cori gospel “Una valigia per ripartire”, proposto sabato alle 20.30 al teatro San Marco per raccogliere i fondi necessari alla sua realizzazione, sono stati presentati lunedì a palazzo Trissino dall'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, Everardo Dal Maso, consigliere comunale delegato alle pari opportunità, Maria Zatti dell’associazione Donna chiama Donna, Laura Danieli, officer distrettuale Lions per la violenza sulle donne e la tutela minori in rappresentanza del governatore Lions Sonia Mazzi, Luciano Carpo per Migrantes - Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Vicenza, e Lorella Miotello, direttrice dei cori Blu Gospel Jazz Pop Show Choir di Sarego, Il Rosso e il Nero di Costabissara e Melodema Gospel and Jazz di Costabissara.

Il concerto “Una valigia per ripartire” vedrà sul palco i cori Blu Gospel Jazz Pop Show Choir di Sarego, Il Rosso e il Nero di Costabissara e Melodema Gospel and Jazz di Costabissara. L'ingresso è libero, ma la prenotazione è obbligatoria e va effettuata attraverso il sito https://www.eventbrite.com/e/una-valigia-per-ripartire-a-sostegno-delle-donne-vittime-di-violenza-tickets-30223245541/ . E' necessario stampare e portare con sé il biglietto.

“Siamo orgogliosi – ha dichiarato l'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala - di avere da quattro anni a Vicenza un Centro Antiviolenza che accoglie e sostiene le donne della città e dei 39 comuni dell'Ulss 6 ora trasformati, con la nascita dell'ULSS 8, nel Comitato dei Sindaci del distretto est. Siamo al contempo consapevoli che la grande sfida per le donne è il 'dopo', la ripartenza che significa riprendere in mano la propria vita con tutte le grandi fatiche e paure che ciò comporta".

L'assessore Sala invita: "altre associazioni, cittadini, istituzioni a creare con noi nuove iniziative per dare vita e contenuto ad ogni valigia di Caterina. Servono fondi, ma anche competenze, vicinanza, idee: tutte risorse preziose per dare alle donne il coraggio di ripartire, e i mezzi e la forza per farlo”.

“Mi associo alla soddisfazione espressa dall'assessore Sala – ha aggiunto Everardo Dal Maso, consigliere comunale alle pari opportunità - . A mia volta cercherò di coinvolgere la Consulta per le politiche di genere per rendere partecipi tutte le associazioni femminili della città di questo progetto molto utile e innovativo”.

Laura Danieli, officer distrettuale Lions ha commentato: “Abbiamo avuto modo di collaborare e condividere già tempo fa con Caterina Evangelisti i percorsi di sostegno a favore delle donne vittime di violenza. Oggi più che mai i Lions si vogliono impegnare non solo con la raccolta fondi, ma anche e soprattutto per il supporto nel reinserimento sociale e professionale. Da qui si deve partire per ridare forza e dignità alle persone in difficoltà. La collaborazione con le istituzioni rende il progetto forte e credibile e l’impegno dei soci Lions concreto e reale. Hanno aderito già alcuni club Lions del territorio. In particolare il Lions Club Vicenza Palladio durante la serata degli auguri di Natale ha già avviato una campagna di raccolta fondi che rappresenteranno, insieme al concerto del 14 gennaio, la “prima valigia”.

“Nel corso di questi quattro anni e mezzo – ha ricordato Maria Zatti di Donna chiama Donna - il Centro Antiviolenza ha preso in carico complessivamente 485 donne. La fotografia attuale conta circa 80 donne che attualmente stanno seguendo un percorso di aiuto e sostegno. Guardando ai numeri complessivi, sono poche le donne che hanno abbandonato il percorso: circa l’8%, a dimostrazione che la maggioranza delle donne può uscire dalla condizione di vittima. Ma deve essere aiutata concretamente, perché ben il 42% (203 donne) non ha autonomia economica. E’ proprio per loro e con loro che vogliamo riempire la 'valigia', sostenendole oltre il tempo dell’emergenza”.

Luciano Carpo di Migrantes - ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Vicenza, ha concluso: "Intervenire contro la violenza significa avere un piano di azioni organiche che vanno dall’educazione di genere in tutte le comunità educanti - famiglie, scuole, associazionismo giovanile e sportivo, parrocchie e centri di culto - alla formazione di operatori giudiziari, sanitari, delle forze dell’ordine, al sostegno dei centri antiviolenza come luoghi che hanno elaborato e applicano un approccio di genere alla violenza, a tempi certi per procedimenti e processi".

“La valigia di Caterina” sarà dotata di quattro scomparti, individuati a partire dai bisogni segnalati dalle stesse donne in difficoltà. Ci saranno gli “accessori per la casa”, ovvero la copertura di qualche mese di affitto o delle utenze domestiche per contribuire alla conquista di un'autonomia abitativa indispensabile per “ripartire”; gli “accessori per il lavoro”, come percorsi formativi qualificanti, tirocini, supporti per l'avvio di start up, finalizzati a riacquistare fiducia nelle proprie competenze; gli “accessori per la salute”, per assicurare a chi vive una condizione di marginalità di continuare a prendersi cura di sé, accedendo alle visite e agli esami specialistici necessari, senza finire in una spirale perversa di malessere che genera malessere; gli “accessori per il benessere dei figli”, con un aiuto alla genitorialità che andrà dal doposcuola alla babysitter, dall'asilo nido al corredo scolastico.

Ogni valigia, diversa e personalizzata, avrà un valore tra i 2mila e i 4mila euro: una cifra non eccessiva per evitare che le persone “vi si siedano sopra” senza utilizzarla come strumento, ma nemmeno così esigua da non consentire di affrontare il viaggio. Vi potranno via via accedere donne vittime di violenza residenti nei 39 Comuni dell'ambito territoriale (ex Ulss 6) con le quali gli operatori del CeAv hanno condiviso un progetto di autonomia ritenuto anche dal Comune di Vicenza realistico e sostenibile.

Poiché si stima che siano almeno 30 le donne che si trovano in questa situazione, la raccolta fondi avviata con il concerto di sabato 14 gennaio sarà solo l'inizio di un percorso che ha già ottenuto la disponibilità dell'Ordine degli avvocati di Vicenza, e in particolare della Commissione pari opportunità, e l'adesione dell'Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Vicenza.

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