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Spaccio, due pusher incastrati dalla bolletta della luce

Seguiti dalla volante in auto e fermati vicino a Campo Marzo, è scattata la misura cautelare. Grazie a una fattura trovata in tasca di uno degli arrestati gli agenti sono risaliti all'abitazione degli spacciatori, dove sono state trovati reperti di conferma dell'attività di spaccio

A tradirli è stata una bolletta. Gli agenti delle volanti hanno arrestato verso le 16:30 di mercoledì due nigeriani irregolari e denunciato un cittadino senegalese di 41 anni  regolarmente residente a Vicenza. A finire in manette  Kelvin Ejeregbe di 23 anni e Aigbokman Akmere di 22 anni, residenti a Monticello Conte Otto e con precedenti per spaccio. 

I tre erano a bordo di una Peugeot 207 davanti al tribunale in un atteggiamento sospetto che non è passato inosservato a una volante di passaggio in quella zona. Gli agenti hanno seguito la vettura che è stata fermata in via Roma a Campo Marzo. Dal mezzo, guidato dal senegalese, usciva un forte odore di marijuana e i poliziotti hanno quindi fatto scendere tutti e tre gli occupanti. Poco prima di smontare dall'auto il nigeriano seduto sul sedile del passeggero ha passato all'altro, seduto dietro, un marsupio contenente circa un etto di marijuana, un bilancino di precisione ed un grinder. Lo straniero ha tentato di nasconderlo ma è stato ovviamente visto dagli uomini della questura. 

I due nigeriani sono stati portati in questura e foto segnalati. La polizia ha quindi deciso di procedere con una perquisizione al loro domicilio ma il loro indirizzo di residenza corrispondeva a una casa che avevano lasciato da tempo. Il reale domicilio è stato trovato grazie a una bolletta della luce che uno dei due aveva in tasca. Nell'appartamento, a Monticello Conte Otto, nel quale risiede anche una donna, sono stati ritrovati documenti che hanno confermato che i due stranieri vivevano proprio lì. La polizia ha rinvenuto anche altro stupefacente, bilancini, pellicola e sacchettini. Assieme al materiale di confezionamento c'erano anche soldi, euro, dollari americani e canadesi e talleri sloveni per un valore di circa 2000 euro.

La perquisizione domiciliare ha avvalorato l'attività di spaccio e giovedì si è tenuto il processo per direttissima che ha convalidato l'arresto per Ejeregbe, con l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, e per  Akmere, rimesso in libertà.

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