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Beschin sui partigiani: "Si nascondevano per poi dichiararsi eroi", dura la condanna della Cgil

La profanazione delle tombe dei soldati della X MAS, nel Lazio, accende la polemica anche in Veneto. Duro il commento del consigliere comunale di Arzignano e del sindaco di San Pietro Mussolino Gabriele Tasso. Affermazioni condannate dalla Cgil vicentina

Le tombe profanate dei soldati della X MAS

La Cgil della zona di Arzignano e provinciale condannano le recenti affermazioni del sindaco del Comune di San Pietro Mussolino Gabriele Tasso e del consigliere comunale di maggioranza del Comune di Arzignano Daniele Beschin contro la Resistenza e di offesa dei partigiani che la condussero e contro l’ANPI, l’Associazione che si batte per la memoria e la testimonianza dei valori di quella lotta popolare contro il fascismo ed il nazismo e per affermare la libertà, la democrazia e la giustizia sociale, definita organizzazione che “rappresenta perfettamente anche i mafiosi”.

La polemica si è accesa dopo la pubblicazione a mezzo social di alcune dichiarazioni da parte dei due esponenti della destra veneta a seguito della profanazione delle tombe dei soldati della X MAS, nel Lazio.

La condanna di Cgil

"Si tratta di affermazioni gravissime ed inaccettabili - dichiara il sindacato - che vanno respinte da quante e quanti hanno a cuore quei valori che oggi più che mai sono attuali e fondamentali".

La Cgil di Arzignano e provinciale esprimono poi vicinanza e piena solidarietà all’Anpi e invitano tutte le forze democratiche ed antifasciste a partecipare ad iniziative che dovessero essere organizzate per ricordare il vero significato della Resistenza nel nostro paese, per sostenere l’importanza dei valori e delle speranze di quella lotta e per esprimere pieno appoggio all’Anpi ed alla sua azione.

La replica di Anpi

E sulle dichiarazioni del sindaco di San Pietro Mussolino interviene l'Anpi: "Si vergogni il giovane sindaco, studi un po’ di storia, a partire da quella del paese che amministra. Potrà così comprendere quale sia stato l’alto prezzo pagato dai partigiani e partigiane delle nostre Valli alla lotta di liberazione dai tedeschi e dai fascisti loro servitori (i caduti furono 89) e quello patito dalle popolazioni dell'Alta Valle del Chiampo punite per il sostegno offerto alla Resistenza".  

"Alcuni dati - continua Anpi in una nota - nelle rappresaglie dal 5 al 13 luglio 1944 e dal 9 al 16 settembre 1944 ad Altissimo, Crespadoro, San Pietro Mussolino e in varie loro contrade furono distrutti con il fuoco dai nazifascisti 1.567 fabbricati (130 ad Altissimo, 899 a Crespadoro, 538 a S.Pietro Mussolino). Conseguentemente rimasero senza tetto 1.927 persone (245 ad Altissimo, 846 a Crespadoro e 836 a S. Pietro Mussolino). Furono asportati dai nazifascisti 5.335 capi di bestiame fra grosso e minuto (761 ad Altissimo, 1.937 a Crespadoro e 2.637 a S.Pietro Mussolino). Nei tre comuni i civili uccisi dai nazifascisti furono 58 (compreso il parroco di S. Pietro Mussolino, don Luigi Bevilacqua, ucciso e bruciato nella sua canonica)". 

"Non intendiamo continuare questa polemica e chiameremo il sindaco di San Pietro Mussolino a rispondere davanti al giudice delle sue affermazioni offensive rivolte alla nostra Associazione - concludono -  L’offesa all’ANPI è una offesa a chi ha combattuto e sostenuto la Resistenza e la Guerra di Liberazione e a tutte e tutti i cittadini democratici e antifascisti, che fortunatamente rappresentano ancora la maggioranza della nostra popolazione. Il nuovo fascismo non passerà e sarà sconfitto da chi ha a cuore i principi e i valori scolpiti nella nostra Costituzione: tante donne e uomini che presto chiameremo a manifestare contro il fascismo, di ieri e di oggi".


 

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