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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Premio Gambrinus "Giuseppe Mazzotti": premiata l'India di Carlo Pizzati

Riconoscimento al giornalista originario di Valdagno

Carlo Pizzati autore de “La tigre e il drone. Il continente indiano tra divinità e robot, rivoluzioni e crisi climatiche” (Marsilio, 2020), è il vincitore dlla Sezione Esplorazione-Viaggi del premio Gambrinus.

Cresciuto nel Vicentino, ha vissuto tra Stati Uniti, Messico, Argentina, Spagna e Roma e da oltre dieci anni abita nei pressi di un villaggio di pescatori in Tamil Nadu (India): da questo punto d’osservazione privilegiato racconta una realtà diversa dal nostro immaginario, scissa tra un progresso sociale e tecnologico inarrestabile, una crisi climatica senza precedenti e il riemergere di tensioni religiose all’apparenza superate.

"La tigre e il drone. Il continente indiano tra divinità e robot, rivoluzioni e crisi climatiche”, sin dal titolo esprime la profonda contraddizione che l’India sta vivendo: il binomio “tigre e dragone” a cui siamo abituati (pensiamo al romanzo Crouching Tiger, Hidden Dragon, quarto libro della Crane-Iron Pentalogy di Wang Du Lu, e al film La tigre e il dragone di Ang Lee), che fa riferimento al conflitto tra India e Cina, oggi si evolve in “tigre e drone”, volendo sottolineare la forte contrapposizione interna all’India stessa, quella tra tradizione e innovazione. 

Con il suo miliardo e trecento milioni di abitanti, il paese è il convitato di pietra al tavolo delle potenze mondiali, eppure l’immaginario attorno al subcontinente asiatico sembra rimasto ai tempi di Gandhi: una terra di bramini, pacifica nella sua povertà, divisa in un sistema castale millenario e inscindibile, meta prediletta per cercare sé stessi e le proprie radici spirituali, e allo stesso tempo fonte eterna di manodopera a basso costo. 

Carlo Pizzati, giornalista che scrive per La Repubblica e La Stampa, autore televisivo per Report con Milena Gabanelli su Rai 3, conduttore di Omnibus su La7 e scrittore nato in Svizzera, vissuto in Veneto, Stati Uniti, Messico, Argentina, Spagna, Roma e da oltre dieci anni nei pressi di un villaggio di pescatori in Tamil Nadu (India), descrive invece una realtà diversa, scissa tra un progresso sociale e tecnologico inarrestabile, una crisi climatica senza precedenti e il riemergere di tensioni religiose all’apparenza superate.

“Il libro – ha spiegato la Giuria, presieduta dal giornalista e storico direttore di Airone Salvatore Giannella – è costruito come vasta antologia critica di luoghi, persone, idee, interrogativi e riflessioni che attraversano l’immenso continente asiatico con speciale attenzione ad alcuni paesi, in particolare l’India.

È un potente e aggiornato contributo alla costruzione di una visione dell’Asia adeguata alla impressionante varietà di culture, linguaggi, scale di valori, modi di stare al mondo, agenti nel più vasto spazio di territori e di relazioni umane del nostro pianeta, coesistenti in una sorprendente e spesso non pacifica compre senza di condizioni arcaiche e tensioni innovative. L’autore si muove a suo agio in questo labirinto parlando in modo diretto a noi lettori e ragionando con noi di 111 aneddoti raccolti in quattro aree tematiche: religione, ambiente, diritti civili, tecnologia. E lo fa sulla scorta di una lunga consuetudine asiatica, di lavoro, di viaggio, insomma di vita”.

La cerimonia che tradizionalmente si svolge al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso) quest’anno si terrà sabato 20 novembre alle 15.30 in presenza nella Sala Borsa della sede trevigiana della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e sarà trasmessa attraverso il canale Youtube e la pagina Facebook del Premio.

Non mancheranno gli interventi dei vincitori, così come non sarà disatteso il momento più emozionante della cerimonia, lo spoglio dei voti della Consulta dei lettori, composta da 40 persone provenienti da vari ambiti della società civile scelte nel Triveneto, che assegnerà il Super Premio “La Voce dei Lettori” di 3.000,00 euro ad uno dei tre vincitori delle altrettante sezioni di gara.

Sarà l’occasione anche per consegnare il Premio Honoris Causa a Brunello Cucinelli, stilista umbro riconosciuto come il “re del cachemire” che vede la sua impresa non soltanto come produttrice di ricchezza, ma come ambito di azione per sviluppare e incrementare il sogno di un capitalismo che valorizzi l’uomo.

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