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Misure anti-covid-19, caos matrimoni:"la caparra versata è persa"

L'incredibile storia di una coppia di fidanzati residenti in provincia di Vicenza

Sono innegabili i disagi cui numerose persone hanno dovuto fare fronte a seguito della diffusione del Covid-19 ed il conseguente lockdown che ha costretto a casa milioni di lavoratori. In molti hanno dovuto rivedere i propri programmi, a partire da impegni, viaggi, fino ad eventi importanti ed unici come cerimonie ed in particolar modo matrimoni, con difficoltà di spostamento di date e restituzione di caparre.

Gli strascichi ed i disagi della prima ondata si sono protratti fino all’estate, momento di ripartenza per tutti coloro che hanno visto un barlume di speranza ed hanno proceduto ad organizzare nuovamente il proprio evento speciale, seppur con limitazioni importanti dettati dai protocolli sanitari riguardo il numero di invitati e le modalità di esecuzione della cerimonia.

L’ultimo Dpcm datato 24 ottobre 2020, però, ha sancito l’interruzione di cerimonie e banchetti e, nuovamente, tutti coloro che avevano proceduto con l’organizzazione si sono trovati innanzi una nuova difficoltà.

Numerose sono le segnalazioni che nell’ultima settimana sono pervenute all’associazione Consumatori 24. Una in particolare ha visto protagonista una coppia di fidanzati residenti nella provincia di Vicenza.

I futuri sposi avevano sottoscritto un contratto di locazione per la sala in cui si sarebbe dovuta tenere la cerimonia versando una consistente caparra, tuttavia a seguito delle nuove restrizioni e all’impossibilità di svolgimento dell’evento, i giovani hanno dunque deciso di accordarsi per la restituzione di quanto versato o per il congelamento della somma a data da destinarsi, trovando però la porta chiusa a qualsivoglia accordo. I soldi erano stati versati ed apparentemente persi.

Uno dei due sposi, ha deciso dunque di rivolgersi all’associazione Consumatori 24, che si è attivata per tutelare i diritti della coppia richiedendo espressamente quanto versato, infatti, chiunque ha provveduto nella prenotazione per eventi, feste o cerimonie nei mesi estivi, o comunque prima dell’aumento dei contagi, non poteva certamente prevedere le nuove restrizioni che di fatto si sono concretizzate solo pochi giorni fa. Ragion per cui si può dedurre di essere in presenza di una impossibilità sopravvenuta, ovvero un evento non prevedibile al momento della negoziazione dell’accordo, quale può essere una prenotazione di un ristorante, l’organizzazione di un viaggio o la sottoscrizione di un contratto di locazione, e quant’altro.

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