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La coda dell'inverno, il gelo brucia fino al 50 per cento delle colture in campo

Duro colpo per l'agricoltura a causa della gelata di aprile. Il presidente di Coldiretti Martino Cerantola: “situazione preoccupante, perché le previsioni annunciano ulteriori gelate le prossime notti”

Agricoltori e viticoltori duramente colpiti dalla coda dell'inverno che nella notte tra mercoledì e giovedì ha fatto registrare valori record che si non si vedevano dall'aprile del 2003.  Il gelo ha colpito duramente le campagne, dove le produzioni sono state praticamente dimezzate, dalle albicocche alle pesche, dalle fragole ai kiwi fino agli ortaggi. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ondata di freddo gelido che ha devastato i raccolti dal Veneto al Trentino, dal Piemonte alla Lombardia, dall’Emilia Romagna alle Marche, dalla Toscana al Molise. Pomodori, zucchine, peperoni ed altri ortaggi, ma anche ciliegi, viti sono compromessi nel centro nord Italia.

La colonnina a Gambellara pochi minuti dopo le 5 di questa mattina segnava una temperatura prossima a 6° sotto lo zero. “Dopo le alte temperature dei giorni scorsi, che hanno favorito il risveglio della vegetazione – commenta il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – le piante sono state sottoposte ad un terribile shock termico, con effetti sulle produzioni. Oltre a frutta e verdura sono a rischio le coltivazioni più precoci di mais, che potrebbero dover essere riseminate, ma fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’ulivo”.

I cambiamenti climatici, segnala Coldiretti in una nota, sono una realtà innegabile. “Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude Cerantola – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti”.

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