La straordinaria impresa: 900 km con una gamba sola - guarda il video

Andrea Devicenzi sulla salita di Monte Berico, un campione che non si arrende. “Se n’è andata una gamba ma non la voglia di vivere ogni giorno della mia Vita al massimo delle mie possibilità”

Quello che si inerpica per le salite di Monte berico e dei colli è Davide Devicenzi, 47 anni, di Cremona. Quando era 17enne gli accadde un incidente in moto e perse una gamba, ma non si perse d'animo. Continuò a lottare, ad allenarsi per tornare ad una vita il più possibile normale. Ora si cimenta in imprese molto ardue come quella di attraversare l'Italia da Trieste a Genova con una gamba sola.

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Andrea Devicenzi, atleta paralimpico, ha lanciato a se stesso una nuova grande sfida, percorrere l'antica via Postumia, che collegava Aquileia con Genova, a piedi. L'impresa nasce dalla volontà di documentare la pianura padana e attraversare le zone che in questi mesi sono state più colpite dal Covid-19. 
Andrea ha subìto la perdita di una gamba in giovane età, ma non si è mai arreso, ora è un campione paralimpico, ha fatto l'Inca Trail o la via Francigena, accompagnato dalle sue stampelle speciali.

Quarantadue tappe e 56 giorni di cammino, Devicenzi è partito il 23 agosto 2020, camminerà con la sua gamba e le sue due inseparabili stampelle Katana, da lui stesso ideate per 900 km.

Quarantadue tappe e 56 giorni per attraversare questo storico tracciato.

Tappa 18 da Vicenza a Brendola
"Dopo la scoperta della Vicenza nelle ore pomeridiane di lunedì scorso all’arrivo della tappa da Quinto Vicentino, questa mattina ho potuto ammirare la stessa città alle luci dell’alba, sentirne i suoi rumori, piazza castello che pian piano si animava, senza traffico, se non gli autobus che raccoglievano i giovani studenti per il loro primo giorno di scuola.
La partenza era fissata in Piazza dei Signori assieme ad alcuni amici/che a farmi compagnia in questa tappa.
Quado li raggiungo avverto subito una bella energia e più mi guardavo attorno, più rimanevo affascinato da questa città che meriterebbe giorni e giorni per essere scoperta e conosciuta.
Partiamo, la direzione è Monte Berico, sempre sentito nominare ma mai visto con i miei occhi da vicino. Per arrivarci due lunghi porticati ed eccoci in cima, ad ammirare questo capolavoro architettonico, patrimonio dell’UNESCO. All’interno lo svolgimento della santa messa mi blocca nel visitarla, ma poco male, sarà occasione per ritornarci con ancora più calma.
Superata, dopo un po' di salita per arrivarci, ecco che inizia la discesa, svolta a destra ed entriamo in una strada sterrata al riparo dal sole con una leggera brezza.
Sto benissimo!
Quando pian piano la strada inizia ad inerpicarsi inizio a scoprire che quella tappa sarà differente da tutte le altre, per l’altimetria da affrontare, ma che fortunatamente ci terrà lontana per la maggior parte del tempo dal caldo torrido del sole.
Alcuni pezzi nel bosco sono davvero tosti, con pendenze importanti sia in salita che in discesa ed a causa dei sassi taglienti e sicuramente dei 400 chilometri già percorsi, mi trovo a cambiare la prima coppia di gommini delle mie stampelle.
Con un ritardo di circa un’ora, dovuto alla difficoltà di tappa ma che ci può stare, arriviamo a Brendola verso le 14.
L’amministrazione ci rinvia l’incontro alle 18,30 a causa del nostro ritardo ma una volta arrivato in piazza davanti alla Chiesa Incompiuta (da vedere e che prossimamente documenteremo), mi accoglie la vice sindaco con un’energia incredibile che per un attimo dimentico la stanchezza.
Una tappa completamente differente dalle altre che in alcuni casi mi ha ricordato il cammino di san francesco nel 2018 con questi canaloni ripidi e difficili in mezzo alle montagne e boschi fittissimi
."

Tutte le tappe qui:

https://www.andreadevicenzi.it/orme-in-cammino/la-via-postumia-il-racconto/

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