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Vendola con i disoccupati vicentini: "Precariato come ergastolo"

Il leader di Sel era ieri sera nel vicentino per incontrare i lavoratori della Filivivi e della Ceccato sull'orlo del licenziamento. Secondo Vendola "prima si va a votare meglio è"

Nichi Vendola ieri a Vicenza, per incontrare i lavoratori della Filivivi di Piovene Rocchette e della Ceccato di Alte di Montecchio Maggiore: "I dati sulla disoccupazione giovanile sono impressionanti - ha detto il leader di Sel -  Il fatto che in Italia, un giovane su tre, di età compresa tra i 14 e i 26 anni, è senza lavoro è un dato che si percepisce nel senso comune della più larga opinione pubblica".

"Ma sono soprattutto dati impressionanti perché indicano una propensione all'espansione della condizione di deficit di lavoro - ha proseguito - Quando un'intera generazione - ha aggiunto Vendola - vive senza alcuna prospettiva di un futuro produttivo, lì si determina un corto circuito, perfino dal punto di vista della civiltà, del nostro Paese".  "E' difficile immaginare - ha concluso il leader di Sinistra Ecologia Libertà - che non deflagri la rete della coesione sociale, se permangono queste condizioni di precarietà a vita. La precarietà come un 'ergastolo' in cui è finita un'intera generazione".

Vendola, a margine, si è anche espresso sul voto: "Entro la primavera prossima - ha detto Vendola - a mio parere sarebbe obbligatorio andare a votare. Capisco che per molti liberisti la democrazia è un impaccio e un impedimento del quale farebbero volentieri a meno". "Per quello che mi riguarda - ha concluso il leader del Sel - andare a votare non solo non è rischio ma è un beneficio. Se lo facessimo presto sarebbe sicuramente un beneficio per il Paese".

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