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Foto di Croce Rossa Vicenza

Foto di Croce Rossa Vicenza

Cosa succede quando si va a fare il vaccino a Vicenza, la storia di Lella

Il vaccino visto da vicino, i dubbi, le risposte, la procedura

È iniziata la fase 2 della campagna vaccinale, in cui i vaccini vengono somministrati anche agli over 80 che hanno effettuato la prenotazione. 

Dopo la creazione del punto tamponi aperto lo scorso novembre, i padiglioni della fiera di Vicenza ospitano ora altre dieci postazioni sanitarie tutte dedicate alle vaccinazioni. Ogni unità è in grado di effettuare 12 vaccinazioni all'ora, cioè una ogni 5 minuti che comprende sia la somministrazione vera e propria, sia la raccolta dell'anamnesi del soggetto e la registrazione informatica nel sistema regionale.Il servizio ha preso il via a pieno ritmo, c'è stata grande l'adesione della popolazione vicentina ottantenne.

Ma cosa succede quando si va a vaccinarsi?

La storia di Lella

«Ieri ho accompagnato mia mamma in fiera a Vicenza per la prima somministrazione e vi racconterò come avviene il tutto, per evitare che si creda a tante cose che si sentono in giro.

Ci svegliamo la mattina alle 7:15 con la mia mammina con 200 di pressione per l'agitazione, per presentarci all'ingresso alle ore 8:20 come da indicazione del foglio che abbiamo ricevuto per posta 15 giorni prima, ci fanno disinfettare e ci prendono la temperatura ed entriamo in coda insieme ad altri ottantenni e mia mamma è già un po' più rilassata, come si dice, mal comune...

  • Al primo check-in dove spuntano il nome, controllano i documenti e ci indirizzano in un lato della fiera per la prima attesa dove le persone che devono fare il vaccino si siedono su una seggiola e se c'è un accompagnatore può stare in piedi accanto a loro.
  • Dopo circa 5 minuti, un'infermiera chiama le persone dell'orario 8:20 tra cui mia mamma e veniamo accompagnati in una seconda zona davanti ai laboratori dove verranno effettuati i vaccini.
  • Ci sono 9 laboratori per 9 file, l'infermiera ci dice che ci chiamerà quando sarà il nostro turno, per l'agitazione mia mamma decide pure di farsi una camminata fino al bagno e così torna più distesa.

Dopo 20 minuti circa ecco l'infermiera che scherzando con noi sul medico più bravo a fare le iniezioni ci indirizza verso quello che ci è toccato in sorte.

Entriamo nella stanzetta, in realtà sono separè di stand, siamo o non siamo in Fiera di Vicenza e ci troviamo due medici al PC e una dottoressa in piedi che sta per preparare il fantomatico, amato per tanti e odiato da qualcuno, vaccino.

In quel momento si scatena la parte bisognosa di rassicurazioni di mia mamma che inizia a spiegare che aveva la pressione alta, quando si è svegliata, che prende queste e quelle medicine (in realtà hanno già un foglio che si riceve per posta dove bisogna indicare tutto per bene e che loro hanno appena letto) ma nessuno la interrompe, i medici la ascoltano, la rassicurano che non c'è nessun problema e la tranquillizzano.

Gli chiedono di rispondere a altre domande, inseriscono le risposte al PC e le chiedono per finire se con tutte le spiegazioni che ha ricevuto vuole fare il vaccino, lei dice sì, un po' titubante da tutto quello che ha sentito nei mesi, ma si scopre la spalla e dice: "certamente" e in pochi secondi iniezione fatta, a cui lei reagisce dicendo: "non ho sentito nulla, proprio una bella mano dottoressa".

Non si firma nulla perché non ci sono clausule da accettare per gli eventuali danni, come si narrava senza sapere nulla, come succede del resto anche quando vai a fare un vaccino di altro tipo.

I dati vengono controllati ulteriormente e veniamo spostati in una terza ala dedicata alle persone che rimangono nell'attesa post vaccino di eventuali problematiche per 15 minuti. Li si accomoda sulla solita sedia e una nuova infermiera ci consegna i fogli con le indicazioni del vaccino: nome Comirnarty quindi quello di Pfizer, lotto che è stato somministrato e con un secondo foglio che indica la data per la seconda dose.

Rimaniamo lì per i nostri 15 minuti fino al momento che sentiamo la voce dell'infermiera che ci dice che possiamo andare, ma prima ci dà un po' di dritte su come comportarci del tipo: se sentirà male nel punto in cui ha fatto l'iniezione ci metta del ghiaccio e se le venisse un po' di febbre prenda la Tachipirina.

A quel punto ammetto anch'io di aver fatto una domanda che forse era stupida ma mi è uscita spontanea... "dottoressa scusi ma se mia mamma ha la febbre è contagiosa?" La dottoressa ha fatto un sorriso dolce e mi ha risposto: "no guardi a sua mamma è stata iniettata una proteina non il virus attivo quindi può stare tranquillo".

Usciamo dalla fiera, mia mamma si ferma a dare coraggio e qualche informazione a un paio di altri nonnini e saliamo in auto, sicuramente la pressione ora è normalissima sarei pronto a scommetterci e via al bar a fare colazione sicuramente una delle più buone di tutta la nostra vita.

Dopo un giorno posso dire che non ha avuto nessun effetto collaterale tranne un po' di fastidio nel punto dell'iniezione.

Ora aspettiamo il 15 marzo, giorno del suo compleanno, per la seconda dose, guarda il destino.

Un enorme grazie a tutte le persone che abbiamo conosciuto in questa mattinata: medici, assistenti, infermieri, addetti alla sicurezza, perché sono stati gentili, professionali, insomma persone veramente fantastiche e complimenti anche a tutta l'organizzazione veramente studiata nei minimi dettagli.

Ho scritto questo sperando che possa essere utile magari a tranquillizzare anche solo una persona, per noi forse lo sarebbe stato».

La vaccinata è Lella Dall'Armellina 
Il figlio accompagnatore Alex Malerba.

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Come funziona il vaccino Pfizer-Biontech?

Comirnaty, questo il nome del farmaco attualmente in uso in tutti i Paesi europei, è un vaccino destinato a prevenire la Covid-19 nelle persone di età pari o superiore a 16 anni. Al suo interno vi è un Rna messaggero che contiene le istruzioni per «produrre» la proteina «Spike», ovvero il passepartout che Sars-CoV-2 usa per entrare nelle cellule e riprodursi. Una volta iniettato, l’mRna viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi di queste proteine. Segue, da parte del sistema immunitario, la produzione di anticorpi specifici.

Per la prima volta verranno usati dei vaccini a Rna. Cosa significa?

Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) «indebolito» oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce l’«intruso» e produce gli anticorpi che utilizzerà nel momento in cui incontrerà quello «vero». Nel caso dei vaccini a Rna, invece, si inietta l’«istruzione» per produrre una particolare proteina, la Spike, che è quella che il virus utilizza per legarsi alle cellule (tramite i recettori ACE2) e farsi strada al loro interno. La cellula produce quindi da sola la proteina «estranea», che una volta riconosciuta dà avvio alla produzione degli anticorpi.

Come si somministra il vaccino contro Sars-CoV-2?

Per essere efficace, il vaccino deve essere somministrato in due iniezioni (nella parte superiore del braccio) a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra. 

La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?

L'efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose. Per questo, tra un'iniezione e l'altra, occorre rispettare i comportamenti più efficaci in chiave preventiva: il distanziamento sociale, la corretta igiene delle mani e l'utilizzo delle mascherine.

Quanto dura la protezione indotta dal vaccino?

La durata non è ancora definita con certezza, perché il periodo di osservazione è stato di pochi mesi. Ma le conoscenze su altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.

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