Popolare di Vicenza: "10 milioni recuperabili da aumento stipendi manager"

Una prima concreta misura che secondo Federcontribuenti si deve necessariamente accompagnare ad una azione di responsabilità nei confronti dei grandi soci e del presidente Zonin e del management di sua fiducia, ma anche un recupero delle plusvalenze sulle azioni vendute a prezzo pieno, spesso riacquistate dalla banca, un attimo prima del crollo verticale del valore della banca

Immagine di archivio

"Recuperare subito dieci milioni di euro di premi in più a manager che andrebbero licenziati, altro che gratificati". A dirlo Marco Paccagnella, di Federcontribuenti Veneto, illustrando un piano di recupero fino a 50 milioni di euro dal buco di Banca popolare di Vicenza.

"Dieci milioni di euro sono recuperabili dai bilanci 2015 e da quello in corso: spiega Paccagnella - basterebbe annullare l'aumento del monte retribuzioni deliberato dal Consiglio di amministrazione nel 2014. Di fatto siamo di fronte a una presa in giro degli azionisti. Come sancito dal sito di informazione economica www.venetoeconomia.it, mentre il valore delle azioni crollava da 62 euro e cinquanta centesimi a poco più di sei euro (valore teorico per altro) il monte delle gratifiche per i livelli alti del management passava da 11 milioni di euro del bilancio 2014 a 16,7 milioni del bilancio di previsione 2015. Cioè a fronte di un crollo del 90% del valore delle azioni si premiava con il 52% in più chi era se non protagonista, quantomeno complice di quel crack. Per questo stiamo preparando un corposo dossier sulle proprietà dei principali responsabili del disastro Banca popolare di Vicenza: ci costituiremo parte civile ed avvieremo anche una causa di responsabilità civile dei componenti del Consiglio di amministrazione che non hanno nemmeno avuto il coraggio di presentarsi in assemblea. Occorre fare chiarezza su tutto e recuperare risorse per permettere ai tanti risparmiatori anziani turlupinati di recuperare la tranquillità persa assieme ai sacrifici di una vita".

Una prima concreta misura che secondo Federcontribuenti si deve necessariamente accompagnare ad una azione di responsabilità nei confronti dei grandi soci e del presidente Zonin e del management di sua fiducia, ma anche un recupero delle plusvalenze sulle azioni vendute a prezzo pieno, spesso riacquistate dalla banca, un attimo prima del crollo verticale del valore della banca. "E' evidente come i tycoon di casa nostra si siano salvati come fecero sul Titanic i passeggeri di prima classe - rincara la dose l'avvocato Marco Zanetti, coordinatore di Federcontribuenti NordEst - Siamo di fronte ad indiscrezioni di stampa che sanciscono come imprenditori come Renzo Rosso ed altri nomi noti della Vicenza che conta siano addirittura riusciti a portare a casa chi un milione chi addirittura di più in plusvalenze vendendo a 62 euro e più azioni che in un anno sono diventate carta straccia. Chiediamo che almeno restituiscano in un apposito fondo dove si andrebbero a conferire i dieci milioni di premi restituiti, quanto ricevuto in più. E la stessa operazione va fatta con Zonin e i suoi sodali di cui stiamo facendo una ricognizione patrimoniale per chiedere alla Procura che venga effettuato nel tempo più rapido possibile un sequestro conservativo. Il buco deve ripianarlo chi lo ha creato, non i poveri cristi".

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