Interessi bancari e anatocismo: le nuove regole

In questi giorni i correntisti stanno ricevendo lettere dagli istituti di credito: Confartigianato e FidiNordEst in campo per aiutare nella scelta su come pagare

“A far data dall’1 ottobre 2016 la nostra Banca cambia il metodo di calcolo degli interessi nelle operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito adeguandosi a quanto stabilito dall’articolo 120, comma 2 del Testo unico Bancario…”: così, più o meno, iniziano le lettere di trasparenza che i correntisti di tanti istituti di credito stanno ricevendo in questi giorni.

Torna dunque in campo il tema dell’anatocismo, ovvero della capitalizzazione periodica degli interessi: la nuova norma si pone stavolta l’obiettivo di vietarne l’applicazione in assoluto, mentre prima esisteva un meccanismo che consentiva la capitalizzazione degli interessi attivi e passivi a condizione che avessero la stessa periodicità (nella prassi delle banche, ogni tre mesi). Capitalizzare gli interessi passivi significa trasformarli in capitale, con l’addebito in conto corrente, e assoggettarli così al calcolo di nuovi interessi passivi, sicché si pagano “interessi sugli interessi”.

Confartigianato Vicenza tuttavia ritiene che nemmeno stavolta si possa considerare chiuso l’argomento: la normativa infatti fissa l’1 marzo come data in cui gli interessi passivi maturati al 31 dicembre precedente debbano essere pagati, e ciò può essere inteso ancora come anatocismo, solo non più trimestrale ma annuale. “La possibilità offerta in questi giorni dalle banche di scegliere tra l’addebito immediato e automatico in conto corrente o il pagamento per cassa - osserva Luigino Bari, delegato al Credito nella Giunta di Confartigianato Vicenza - sembra celare in entrambi i casi un rischio di anatocismo. Infatti, autorizzando 2 l’addebito automatico, si accetta che gli interessi divenuti esigibili siano considerati ‘sorte capitale’, mentre optando per il regolamento per cassa si corre il rischio che il mancato pagamento degli stessi produca interessi di mora”. Dunque, secondo Bari, “può sembrare siano stati introdotti elementi di calcolo diversi, ma è chiaro che sempre di interessi passivi si sta parlando, e quindi sempre di interessi su interessi. Perciò, l’unico vero modo per evitare tale pratica è pagare immediatamente, naturalmente senza ricorrere a ulteriore capitale di debito che genererebbe, altrimenti, ancora interessi.”

“È stato fatto un altro passo importante verso una sempre maggiore trasparenza nelle relazioni tra banca e azienda – continua Bari -, che è assolutamente necessaria e vede Confartigianato Vicenza e FidiNordEst impegnate sia verso i tanti soci che con le banche convenzionate”. Certo, è “un’altra occasione in cui i nostri soci si trovano a dover scegliere su una materia complessa, quale l’anatocismo, che genera preoccupazione in quanto non è così immediato capire di cosa si tratta, cosa viene richiesto e quale impatto può avere sull’operatività quotidiana. I nostri collaboratori sul territorio possono offrire un prezioso aiuto nel tradurre in parole semplici la richiesta, condurre a maturare una scelta cosciente, e formulare assieme la risposta migliore da dare alla banca”.

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